RIMONTA JUVE - Dopo due buone occasioni per i bianconeri con Le Grottaglie e Sissoko, i sardi al 16′ colpiscono con Biondini, che su un cross dalla sinistra approfitta di un liscio di Marchionni, arretrato in difesa, per sorprendere Buffon. Ottenuto il vantaggio, i rossoblù si scatenano, mettendo in seria difficoltà la Juve soprattutto con il folletto Jeda. I bianconeri si innervosiscono e cominciano a sbagliare una miriade di passaggi, finché non arriva la prima perla con Sissoko che vola in cielo per raccogliere di testa un cross di Molinaro e superare Marchetti. Sette minuti ed ecco il vantaggio della Juve con Pavel Nedved, che dal limite sinistro dell’area scarta un difensore del Cagliari e trafigge Marchetti, nell’occasione tutt’altro che pronto, con un gran tiro rasoterra. Ma i migliori in campo per la Juve nel primo tempo non sono gli autori dei gol, ma Amauri, che in almeno due occasioni da solo fa impazzire la difesa rossoblù. I suoi assist a centro area non trovano però compagni pronti.
COLPO CAGLIARI - La ripresa si apre con un Cagliari tutt’altro che demoralizzato dallo svantaggio. La Juve, da parte sua, comincia attaccando, ma al 54′ si espone al micidiale contropiede dei sardi, con Acquafresca che serve l’imprendibile Jeda ai limiti dell’area. Il brasiliano, solo davanti a Buffon, non ha problemi a infilare con un pallonetto. La Juve riprende a farsi pericolosa intorno al 65′, prima con Del Piero, che su assit di Amauri spara verso Marchetti ma trova l’opposizione di Pisano, quindi con Nedved che due minuti dopo incrocia troppo un tiro dalla destra. A quel punto Ranieri decide che è l’ora di Iaquinta e di una squadra superoffensiva: esce Marchionni. Ma esce anche Chiellini, che accusa un problema muscolare. Entra Grygera, a freddo. Quindi al 73′ Del Piero fa tremare Marchetti con una punizione che finisce a pochi centimetri dal palo. Il vantaggio della Vecchia Signora sembra nell’aria, invece arriva a sorpresa il sorpasso del Cagliari, con Matri, subentrato ad Acquafresca, che al 78′ beffa per la terza volta Bufffon, ancora una volta su contropiede. La Juve, ferita, stenta a riprendersi, poi nel finale si butta all’attacco. Ma nonostante la contemporanea presenza di Iaquinta, Amauri e Del Piero, di azioni degne di note non ne escono. A vincere è così il Cagliari, che con questo risultato appaia il Napoli e si candida incredibilmente per un posto in Europa. Per una squadra che aveva cominciato la stagione con cinque sconfitte è un vero miracolo.
UNO-DUE DEL NAPOLI - L’avvio è confuso, le due squadre si affrontano con ardore, ma scarsa lucidità. Molte le mischie nella zona mediana, con i padroni di casa a cercare di dare continuità alla manovra offensiva facendo perno su un Lavezzi in vena, e i bianconeri (stasera in tenuta gialla) a provare negli spazi. Prima emozione al 14′, quando Di Natale su punizione manda il pallone di poco fuori. Episodio dubbio al 17′, quando Zapata falcia Lavezzi sul vertice sinistro dell’area avversaria. Per Gervasoni è punizione dal limite, che il Napoli sfrutta male. Gli azzurri però passano al 23′: fuga di Denis a sinistra, cross basso per Lavezzi la cui battuta mancina viene deviata da Lukovic e beffa Handanovic. L’Udinese accusa il colpo, e viene colpita nuovamente al 26′: angolo dalla destra di Gargano, in mezzo all’area sbuca Hamsik di testa che batte un indeciso Handanovic sul suo palo.
RIMONTA UDINESE - Nemmeno mezzora e 2-0 per i padroni di casa: partita chiusa? Affatto. La squadra di Pasquale Marino si tira su le maniche e riapre i giochi al 31′: Asamoah viene pescato in area azzurra, aggira Cannavaro: rigore, sul dischetto Totò Di Natale, che insacca. La reazione del Napoli è ancora affidata a Lavezzi, che al 38′ va giù dopo una serpentina nell’area bianconera: Gervasoni lascia correre. Il pubblico si scalda, ma al 44′ lo gela Fabio Quagliarella: girata al volo dai 25 metri che muore nell’angolino basso alla sinistra di Navarro. Un super gol sottolineato dagli sportivissimi applausi del pubblico napoletano. Si va al riposo sul 2-2. E praticamente si ricomincia daccapo.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa parte bene la squadra di Reja, ma soffre il pressing alto dei friulani. Marino a metà frazione mette dentro Sanchez (per Di Natale), Reja risponde con Zalayeta per Maggio, passando così al 4-3-3. È sempre Lavezzi però a spaventare Handanovic: al 29′ l’argentino va in fuga sulla destra e prova il pallonetto su Handanovic, mettendo però fuori. La replica dell’Udinese al 32′: Inler pesca Pasquale a sinistra, cross teso per il solissimo Quagliarella che viene anticipato in tuffo da Navarro. Al 40′ l’attaccante di Castellammare di Stabia ci riprova da distanza siderale, ma il destro è largo. Al 43′ è Lavezzi ad avere sul destro la palla buona, ma la manda di piatto alle stelle, poi, in pieno recupero, è Pasquale a divorare la più comoda delle palle-gol solissimo davanti a Navarro. Finisce 2-2 tra i fischi del pubblico: è il secondo pareggio stagionale casalingo per il Napoli.
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