Calciolive

Il meglio del calcio ora è live

Archivio per marzo, 2009

U21: Italia-Olanda 1-1 gol di Giovinco

Posted by calciolive On marzo - 31 - 2009

giovinco1KERKDRADE (Olanda), 31 marzo – Finisce con un pareggio per 1-1 l’amichevole dell’Italia Under 21 contro l’”Olanda B”. Partita non bellissima tra gli Azzurri e gli ‘orange’, decisa nel primo tempo dalle reti di De Jong per i padroni di casa e di Giovinco per l’Italia. Indicazioni, comunque, positive per il Ct Casiraghi che ha schierato un tridente offensivo con Giovinco, Acquafresca e Balotelli. In difesa esordio per il nerazzurro Santon, autore di una buona prestazione. Ora il prossimo test con la Danimarca il 9 giugno.

Trapattoni: “Cassano è da nazionale!”

Posted by calciolive On marzo - 31 - 2009

cassano-1BARI, 31 marzo«Per me Cassano è da Nazionale». Giovanni Trapattoni lo dice chiaramente: lui, Antonio Cassano, lo avrebbe convocato. Al contrario di Lippi che domani a Bari affronterà l’Irlanda del Trap. «Io l’ho fatto esordire perchè sono convinto sia un giocatore da Nazionale, resta però una mia opinione -ha spiegato Trapattoni-. Agli Europei in Portogallo ho preso Cassano come un figlio e lui mi ha ripagato con grandi giocate». Di una cosa il Trap è sicuro: Bari non fischierà Lippi per la mancata convocazione di Cassano… «No, il popolo italiano tiferà per gli azzurri, anche io da allenatore ho avuto situazioni simili».

TIMORI ED EMOZIONI - Ma il Trap-Davide non teme l’Italia-Golia? «In passato ho giocato contro grandi squadre, gare in cui io ero Davide e loro Golia, ma ho ottenuto lo stesso dei buoni risultati»., ha detto il Ct, che poi ha ammesso: «Io mi emoziono con l’inno irlandese». «L’inno dell’Italia è quello della mia nazione -ha concluso-, ma io mi emoziono anche quando sento quello dell’Irlanda».

Maicon: “Stagione finita, Inter nei guai!”

Posted by calciolive On marzo - 31 - 2009

 maicon1

MILANO, 31 marzo – Brutta notizia per i tifosi dell’Inter. I controlli medici effettuati in Brasile hanno riscontrato una bruttissima lesione muscolare di terzo grado per Maicon. La stagione del terzino destro brasiliano è dunque fortemente a richio e il giocatore potrebbe tornare a disposizione soltanto per le prime amichevoli della prossima estate. Maicon si è infortunato al 20′ del primo tempo di Ecuador-Brasile giocata a Quito. La dinamica dell’infortunio è banalissima: un cross, il muscolo della gamba destra che si allunga e lo strappo. Nelle prossime gare, Mourinho dovrebbe far giocare Santon a destra e far rientrare Maxwell a sinistra.

Napoli: Emergenza centrocampo contro la Samp!

Posted by calciolive On marzo - 31 - 2009

donadoni-napoliNAPOLI – Questo entra, questo esce; questro entra, questo esce; questo en­tra, questo esce: manco fosse il gioco delle tre carte. Gargano è una foto ri­cordo, un poster appeso nell’infermeria e da osservare a futura memoria; e, a fianco, c’è Maggio, pure lui idealmente con le grucce, pure lui un ex per la sta­gione in corso ed un rinforzo per il fu­turo; e Blasi, maledizione, aspetta solo che il giudice sportivo ufficializzi il cu­mulo di gialli e lo lasci dietro la lavagna, impedendogli di guardare la Genova rossoblù. Sampdoria-Napoli comincia nel pomeriggio, andando a raschiare il fondo del centrocampo, sistemandolo in mezzo al campo, per vedere l’effetto che fa.
IL PERNO
C’è Pazienza e poi tutto un reparto intorno, ma ci sono variabili non impazzite sulle quali lavorare e so­luzioni che invitano a schekerare per bene l’organico, per capire come venir­ne fuori. Per cominciare, mediana a tre, a quattro o a cinque? «Potrei stupirvi an­cora » raccontò Donadoni immediata­mente dopo lo 0-0 con il Milan. Potreb­be: forse, chissà? Gli uomini a disposi­zione spingono a lasciare intatto il mo­dulo che ha sfidato il diavolo, spostando semplicemente Pazienza nella sua – più congeniale – posizione di play maker basso e lavorando sui due mediani. Hamsik da mezzo sinistro dà certezze, ha abitudine alle mansioni, vocazione innata; resta da rimediare l’omologo da mezzo destro, funzione che è familiare a Montervino, uomo di corsa, di sostan­za, che eviterebbe il rischio d’infilarsi in una mini-rivoluzione. Altrimenti, ipote­si 2) Hamsik da una parte, Datolo dal­l’altra, con Pazienza centrale; controi­potesi 2) rischio eccessivo di avere in­terni che tendono ad andare, lasciando troppo solo il metodista di riferimento. E poi, ipotesi 3) dentro Bogliacino, più a sinistra che a destra di Pazienza, con Hamsik o da una parte – preferibilmen­te la sua – o dall’altra; controipotesi 3) tendenza a spingersi oltre le linee del­l’uruguaiano e dello slovacco, ma con il primo più votato al sacrificio, quindi al­la copertura.
RITOCCO
E poi c’è il 4-4-2, quello clas­sico oppure alterato con il rombo: la di­sponibilità di Mannini (buono su en­trambe le corsie) e quella ipotizzabile di Vitale (nella classica definizione del fluidificante), rappresentano chances da tenere in considerazione.

michele-pazienzaC’è un am­pio ventaglio da spalancare nel corso dei cinque giorni di preparazione alla Samp e c’è una sola certezza che è Mi­chele Pazienza in quel puzzle che Dona­doni allestirà, senza ignorare la disposi­zione avversaria.
Il titolare in pectore è un mediano set­tepolmoni silenzioso e rispettoso dei ruoli, ora vice-Gargano e ora vice-Bla­si, che con Donadoni ha fatto due su due, che là in mezzo è diventato un ri­ferimento, che a Reggio Calabria ha sfiorato persino il gol da dedicare al se­condogenito Matias. Serve ancora Pa­zienza,
per quello….

Conte: “Il mio Bari da A! Il futuro? Vedremo!”

Posted by calciolive On marzo - 31 - 2009

conte-allenatore1Un leccese alla guida del Bari, Conte non ha mai avuto il dubbio che la città la ve­desse con diffidenza?

«Onestamente, credo di no. Venivo da un campionato strepitoso ad Arezzo, con una retrocessione immeritata dopo un esonero, un reincarico e una penalizzazione che non ho mai compreso. Considero quella mia pri­ma esperienza in panchina straordinaria. Ma poi ero rimasto senza squadra e quan­do, a dicembre, arrivò la telefonata del di­rettore sportivo Perinetti non ero nelle con­dizioni di poter scegliere, ho pensato solo a lavorare con tutto me stesso».

Diventare allenatore è sempre stato il suo obiettivo. Possiamo dire che la sua è una vocazione vera e propria?

«Certamente, ho sempre avvertito il fa­scino di questo ruolo. Ho addirittura antici­pato l’uscita dal calcio giocato per andare in panchina. Poi la mia fortuna è stata anche quella di essere stato allenato da grandi tec­nici, di avere avuto maestri assoluti».

Ci dica un segreto rubato a ognuno.
«Potrei dire che ho carpito tutto il possi­bile a tutti. A cominciare da Fascetti che mi ha insegnato a non guardare in faccia nes­suno e a valorizzare il merito senza tener conto dell’anagrafe. Lui mi fece esordire a sedici anni! Da Mazzone ho appreso la tec­nica motivazionale più antica e sempre ef­ficace: bastone e carota. Trapattoni mi ha insegnato che un bravo alle­natore deve essere anche un padre o almeno un fratello maggiore. Con Lippi ho divi­so la maggior parte delle mie gioie di calciatore. Ma ci so­no stati anche contrasti. Da lui ho compreso l’importanza di tenere tutti sulla corda, di non abbassare mai la guar­dia. In questo è davvero uni­co ».

Da Lippi ha mutuato an­che la voglia di vincere?

«Lui è un vincente perché ha idee chiare che difende anche contro l’opinione ge­nerale. Il mestiere di allena­tore è quello più difficile di tutti rispetto ad altre figure professionali del nostro calcio. Ma vedere un’intera squa­dra che va in campo e mette in pratica il tuo pensiero, ripaga del grande lavoro che occorre per ottenere dei risultati concreti».

Anche Sacchi ed Ancelotti le hanno inse­gnato tanto. E’ così?

« Certamente. Sono molto affezionato a Carlo, meraviglioso dal punto di vista uma­no e tecnico che cerca sempre la vittoria at­traverso il gioco. Da Sacchi ho imparato che non bisogna mai smettere di studiare. Per questo, dopo l’esonero ad Arezzo, sono an­dato a spiare come lavorava Van Gaal ed ho scoperto, per caso in un ristorante parlan­do con il proprietario, che anche Sacchi an­dava a scrutare da vicino il calcio olandese. Ma c’è da imparare ovunque e sempre. An­che nelle serie minori italiane. Ricordo di aver osservato in un periodo il calcio di Gle­rean al Bassano e al Cittadella, mi incurio­siva molto il suo assetto con quegli esterni altissimi. Esempi ne ho trovati anche in Eu­ropa. Penso al Siviglia, al Barcellona, al­l’Atletico Madrid».
Ma nel calcio conta più vincere oppure il modo in cui si arriva alla vittoria?
«Ottenere dei risultati non è la sola prero­gativa del mio modo di interpretare il me­stiere di allenatore. Io sono convinto che sia necessario anche far divertire la gente at­traverso il bel gioco. E per fare questo oc­corre un’etica del lavoro che sia totale».

Nasce da lì anche questo suo Bari vin­cente e in grado di inanellare record su re­cord?

«Certamente. E’ indispensabile una soli­da cultura del lavoro e uno studio costante. Noi non tralasciamo nulla al caso. Grazie alla società ho potuto avere un mio staff, una struttura vera che lavora al mio fianco. Curiamo tutto, dall’alimentazione persona­lizzata ai carichi di lavoro, dagli aspetti mo­tivazionali e psicologici al reintegro nutri­zionale. Impossibile pensare che il lavoro che compie Gazzi, ad esempio, possa esse­re uguale a quello di Barreto. Anche il mo­do di nutrirsi deve essere congruo ai com­piti che si svolgono, alle caratteristiche fi­siche, agli allenamenti a cui ci si sottopone. Aspetti spesso trascurati ed invece fonda­mentali per ottenere sempre il massimo da­gli atleti. Nemmeno alla Juve queste cose venivano curate come pretendo io. Tutto ciò è possibile grazie all’assistenza costante che ricevo dalla società e dal ds Giorgio Pe­rinetti che mi assecondano in tutto. Altri­menti non staremmo a parlare di un Bari da A».

Dai 228 paganti della sua gara d’esordio al San Nicola con il Chievo agli oltre 15 mi­la spettatori più volte presenti quest’anno sugli spalti. Che effetto fa?

« Vi assicuro che giocare una partita in uno stadio vuoto è desolante. Vedere, inve­ce, tanto affetto attorno a noi ci riempie tut­ti d’orgoglio. Ho un gruppo meraviglioso che mi segue in tutto. Questo ci ha consen­tito anche di riconquistare la fiducia della nostra gente, un obiettivo che io non repu­to secondario. Vedere due o tremila tifosi in trasferta è commovente».

Esterni alti ed equilibrio, bel gioco e ri­sultati: ma come si coniuga tutto ciò?

«La fase difensiva è la base di tutto. Non mi piace subire l’avversario. Tuttavia pro­durre un gioco offensivo è assai più diffici­le. L’equilibrio è sovrano e se non ci sono i giusti rapporti non vai lontano. I rinforzi di gennaio sono stati tutti effettuati con l’idea di accrescere l’esperienza. Guberti? Ci ha dato tanto e in prospettiva può ancora cre­scere moltissimo. Nell’uno contro uno è im­prevedibile e formidabile».

Che effetto le ha fatto, anche da ex juven­tino, ascoltare Zeman che elogia il suo cal­cio come l’unica cosa nuova che c’è in cir­colazione?

«Indubbiamente ne sono stato ore e da campione. Contgratificato. Ma anche io ho carpito molto dal suo Lec­ce. Sono andato più volte a vedere da vici­no come lavora Zdenek e lui lo sa».

Conte ha un passato da calciata ciò quando si ha la re­sponsabiltà di una squadra?

«Non amo parlare del mio passato che cu­stodisco dentro di me gelosamente. Rappre­senta la storia che è indelebile e che nessu­no potrà mai cancellare. Ma da quando al­leno è come se fosse cominciata un’altra vi­ta. Se serve ad essere educativo posso uti­lizzare qualche esempio personale, ma la cosa finisce lì. Non amo far pesare la mia esperienza, ma il fatto di aver smesso da poco di giocare mi aiuta a capire tante co­se ».

Un suo giudizio su Mourinho?
«L’ho conosciuto quest’estate in occasio­ne dell’amichevole che abbiamo fatto con l’Inter. Mi è sembrata una persona educa­ta. La considerazione che posso fare è che siamo di fronte ad un allenatore vincente. Anche se a livello tattico non mi sembra ab­bia fatto vedere grandi cose. Sono convinto che con il tempo riuscirà ad incidere anche sotto questo aspetto. Le sue polemiche? Di­ce ciò che pensa. Le formazioni dettate non sono una falsità. E se uno ha da dire qual­cosa è bene che la dica. Meglio persone co­sì che falsi preti».

Domani c’è la Nazionale a Bari. Di fron­te due suoi maestri, Lippi e Trapattoni. Co­me è messo Conte?

«Sarà una bellissima sfida. Trapattoni mi ha voluto alla Juve, con Lippi sono arrivati i grandi trionfi. Mi troverò nella parte del mister con la m minuscola in mezzo a due mister con la M maiuscola. Ovviamente spero vinca l’Italia».

Bari capirà la scelta di Lippi sulla man­cata convocazione di Cassano?

«Bari sta vivendo un momento magico e sono convintissimo che non ci saranno con­testazioni o fischi contro Lippi che ha tutto il diritto di fare le sue scelte. E pur sempre il campione del mondo in carica. Per quan­to riguarda Antonio, deve solo pensare a fa­re bene con la Samp, è giovane e il suo tem­po non è finito».

Il futuro di Conte sarà ancora alla guida del Bari?

«Per il momento conta solo conquistare la promozione. La posta in palio è molto al­ta e viene prima di tutto. Raggiunto l’obiet­tivo, sono convinto che ci metteremo a un tavolo e valuteremo tutto serenamente».

La Juve costruirà il futuro intorno a Del Piero!

Posted by calciolive On marzo - 31 - 2009

cassano-del-pieroMILANO - “La Juve costruirà il proprio futuro attorno a Del Piero”. Parola di Giovanni Cobolli Gigli. Il presidente bianconero, a margine dell’odierna riunione in Lega, trova spazio per parlare della squadra della prossima stagione. Una squadra che ripartirà dal suo uomo simbolo. “Alessandro Del Piero è un grande campione e un grande capitano, con cui Blanc, Secco e Ranieri si confrontano costantemente”, afferma. “E’ un punto di riferimento anche se poi le decisioni, chiaramente, le prende la società”. Come dire: per Cassano in bianconero se ne riparlerà, semmai, nelle prossime stagioni…

Buffon resterà - Le decisioni della società, per ora, prevedono una permanenza anche di Buffon. “Benedico il momento in cui la Juventus lo ha preso e spero che vada avanti così fino alla fine del campionato e oltre. Io me lo godo. Lo ammiro soprattutto quando fa quelli che, fra noi, chiamiamo i suoi ‘zic’, le sue parate incredibili”, continua il n. 1 bianconero. “Buffon ha un contratto con la Juve, a cui ha dato, sta dando e darà moltissimo. Lui fa bene a fare dei ragionamenti un po’ fatalistici quando parla di eventuali altri offerte: se un giorno dovesse succedere qualcosa di incredibile, sarebbe da valutare. Al momento, però, non c’è assolutamente nulla”.

Cobolli è, invece, più evasivo quando gli si fa il nome di David Trezeguet, per molti ormai in partenza per Londra, destinazione Chelsea. “Non mi risulta nulla”, dice troncando sul nascere il discorso.

Elena Santarelli aspetta un figlio da Corradi!

Posted by calciolive On marzo - 31 - 2009

santarelli01elenaElena Santarelli esibisce il ‘pancione’. La showgirl di Latina, che aspetta un figlio dal compagno, l’attaccante della Reggina Bernardo Corradi, è stata immortalata per le vie di Milano dal settimanale Gente. Ecco la protagonista dell’audace calendario di Max del 2006 sfoggiare le sue forme ‘arrotondate’ dalla gravidanza. Niente di meglio di un po’ di shopping nel centro del capoluogo lombardo per la futura mamma, che a luglio darà alla luce il suo primo figlio

lippi-cassanoAlla vigilia dell’Irlanda, Marcello Lippi è sicuro che Bari non sarà condizionata dall’assenza del “suo” Cassano. “Mi aspetto uno stadio italiano, pieno e pimpante. Aspetto un bel tifo, se poi vogliono fare altro non m’interessa. Ma non credo. Cercheremo di vincere con tutte le nostre forze”, ha detto il ct. Sul match col Trap: “Non dire gatto… Non abbiamo ancora vinto. Andare a +5 sarebbe importante, ma i giochi non sarebbero ancora chiusi”.

 

 

Battute a parte, Lippi ha reso onore al maestro Trapattoni, ora rivale con la sua Irlanda. ”Lo chiamano la volpe argentata. Se mi aspetto qualche sua furbizia? La vera furbizia di un allenatore è sapere sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori. E lui lo fa benissimo. Mi aspetto un avversario grintoso, che merita il massimo rispetto”, ha sottolineato.

Nessuna indicazione, invece, sulla formazione che schiererà né, tanto meno, sull’impiego di Giuseppe Rossi: ”Non credo che Trapattoni dia la formazione. Stiamo inserendo alcuni giovani in un gruppo che è destinato a recuperare diversi campioni. Dateci il tempo di lavorare”. In campo, però, dovrebbe esserci il tridente con Pepe, Pazzini e Rossi, provato nell’ultimo allenamento a Coverciano.

Comunque sia, Lippi è fiducioso. “Non so se l’Italia vista in Montenegro sia sufficiente per battere l’Irlanda: sono avversari diversi, con caratteristiche differenti. L’Italia vista nel secondo tempo a Podgorica, però, è una squadra affidabile”, ha ribadito.

Serie A: Squalificati 16 Giocatori: Blasi, Domizzi…

Posted by calciolive On marzo - 31 - 2009

1209943474domizziIl giudice sportivo ha squalificato 16 giocatori dopo le gare della 29esima giornata del campionato di Serie A. Stop di 1 turno per Mattia Cassani (Palermo), Alexis Sanchez (Udinese), Antonino Barillà (Reggina), Manuele Blasi (Napoli), Cesare Bovo (Palermo), Luca Cigarini (Atalanta), Maurizio Domizzi (Udinese), Alessandro Gamberini (Fiorentina), Tiberio Guarente (Atalanta), Pablo Ledesma (Catania), Thomas Manfredini (Atalanta), Jorge Martinez (Catania), Pablo Osvaldo (Bologna), Marco Pisano (Torino), Marco Rossi (Genoa) e Carlos Valdez (Reggina).

Una giornata di squalifica a Luigi De Canio, allenatore del Lecce, e per Giuseppe Palaia, medico del club pugliese. Pietro Leonardi, direttore generale dell’Udinese, è stato inibito fino al 15 aprile per aver rivolto ‘espressioni ingiuriose’ all’arbitro con ‘atteggiamento intimidatorio’ dopo la gara persa 1-0 sul campo del Genoa. Tra le società, ammende per Juventus (12.000 euro), Milan (10.000), Napoli (10.000).