
MILANO, 30 aprile – La rimonta del Milan è «teoria». Mourinho tiene a distanza i rivali, ma non le polemiche. Il tecnico dell’Inter, al solito, risponde punto per punto agli spunti del derby a distanza: «Dicono che senza il gol di Adriano… Beh, senza tante cose il campionato poteva avere numeri diversi- dice- Allenatori che sbagliano, come i giocatori e gli arbitri. E poi gli infortuni. Si deve parlare di tutto, e non solo di quel che conviene. Non voglio utilizzare il tipo di vocaboli di qualche mese fa, quando pensai ad un certo punto che la bomba atomica stesse cadendo sull’Italia… Ma devono dire anche quanti punti hanno preso con rigori non regolari. Che quel derby poteva anche finire 3 o 4 a 0 se il Milan avesse finito la partita in dieci. Devono dire che vinsero il primo derby con un gol in fuorigioco. Hanno avuto quasi un rigore a partita. Se parlo devo parlare di tante cose, e non ne vale la pena. Alla fine vince sempre il migliore, se è un campionato regolare con errori umani. E dobbiamo solo aspettare un pò. Manca poco».
LA RISPOSTA AD AMBROSINI – Ambrosini ha detto che dovrebbe pentirsi del suo “zero tituli”. E Mou si scatena: «Se sbaglio e se il Milan arriva alla fine del campionato con un titolo chiederò scusa. Ma io ricordo molto bene Ambrosini che insultava 10 milioni di interisti, sono passati tanti anni e non l’ho visto chiedere scusa». Ambrosini sfilò per la festa Champions del 2007 mostrando dal pullman scoperto uno striscione offensivo che gli costò anche il deferimento alla Disciplinare. Il centrocampista rossonero chiese poi scusa con una lettera aperta. Ma Mourinho non ricorda e continua: «È un giocatore carismatico, importante per il Milan, e non l’ho mai visto chiedere scusa. Resta nella mia memoria quando lo fece Eto’o e si scusò con i tifosi el Real, fu uomo. Ambrosini vive a Milano e non l’ha mai fatto. Non ha grande autorità morale per parlare così. Ma se il Milan vince il campionato, che è un’ipotesi teorica e pratica (la matematica ancora lo permette) sarò il primo a fare i complimenti ai miei avversari. L’ho fatto quando ho perso in Inghilterra, quando vinse il Manchester».
5 MAGGIO – Il 5 maggio non esiste. Mourinho ha un buco sul calendario. Gli dicono che il 2 maggio l’Inter gioca con la Lazio e gli ricordano quel giorno del 2002 in cui Ronaldo pianse e lo scudetto volò via. Lui, il portoghese, cancella tutto: «Io mi ricordo il 1 maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il 5 maggio non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L’Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l’Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto».
RIMONTA TEORICA – Sette punti sul Milan garantiscono tranquillità, altro che paura di rimonte. Quelle sono solo “teoria”. «Mi rende sereno il fatto che non abbiamo bisogno di preoccuparci di quello che succede dietro di noi. Dobbiamo pensare solo a noi. I 7 punti ti danno più fiducia. Abbiamo perso dei punti, ma col Palermo abbiamo giocato un gran primo tempo, con la Juve abbiamo fatto la partita più completa di tutta la stagione, ma non sufficiente per vincere. Poi con la Samp abbiamo vinto anche se siamo stati eliminati. E poi a Napoli abbiamo perso tre punti. Sette punti è il vantaggio che abbiamo avuto per quasi tutta la stagione. In nessun campionato europeo c’è questo vantaggio. E poi non conta solo il risultato, ma anche il gioco. Qui si guarda tanto, troppo il risultato. L’Italia è un paese ‘risultatista’. Mi aspetto che il Milan vinca 5 partite, meritando o no. E l’Inter ne vincerà tre o quattro. Mi aspetto la normalità, che in questa squadra è vincere. Dopo le sconfitte abbiamo sempre avuto grandissime reazioni».
IBRAHIMOVIC – Ibra non è contento… «Finora abbiamo giocato 50 partite più o meno, e fatto più o meno 1000 partitelle in allenamento. Sai quante volte l’ho visto soddisfatto? Solo quando vinceva. Se non vince una partitella 4 contro 4 se la prende con qualsiasi cosa, col sole, con le telecamere, col pallone, con l’arbitro. Non protesta solo se vince. Mi piace tanto chi è così. L’altro giorno mi sono arrabbiato con Toldo perchè ha perso una partitella e lui rideva… E Toldo ha 36 anni. Ibra se non vince non è felice. Può dire tutto quello che vuole. Ha ambizione, è vincente. Può anche criticare l’allenatore, e magari per questo vincerà uno scudetto in più».
FORMAZIONE ANTI-LAZIO – Con la Lazio non ci saranno Stankovic e Balotelli. «Balotelli stava giocando molto bene. Provoca grandi squilibri negli avversari, è un peccato che non possa giocare questa partita. Ma il campionato è così e non lo vedo come un dramma. Da un punto di vista tattico è un problema. Ma anche Stankovic, dovremo cambiare qualcosa». Perchè non gioca Santon? «Santon è importante, ma mi è sembrato che nella sua crescita abbia avuto un periodo un po’ così… Non mi è piaciuto tanto in campo e in allenamento. È importante per un giovane come lui capire che questa vita non è solo tutta positiva. Non può pensare che è arrivato ad un obbiettivo e non può cambiare atteggiamento. E questo messaggio che sta ricevendo è importante. Chissà, avrà avuto un calo fisico e psicologico, giocando per tre mesi partite davvero importanti. E magari anche io pensavo che a destra poteva dare un pò di quello che dava Maicon, ma lui si era adattato sulla sinistra e quando si è messo a destra gli è mancata la profondità. Allora ho deciso di far giocare Zanetti». Che gara si aspetta contro la Lazio? «Mi aspetto una partita molto difficile, perchè non vorranno regalarci niente. Loro giocano per l’orgoglio, ma noi abbiamo una grandissima motivazione».
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ROMA, 29 aprile – L’attaccante argentino Mauro Zarate ha firmato il contratto che lo lega alla Lazio: scadenza 30 giugno 2014 per un ingaggio complessivo che supera i dieci milioni netti (due all’anno, a salire). Sembra che la Lazio abbia inserito anche una clausola di rescissione modello spagnolo che si aggirerebbe intorno ai 40 milioni.
MILANO, 29 aprile -
BERLUSCONI: «Credo che l’accordo fra Ancelotti e Galliani sia questo: ‘Ci sediamo a un tavolo alla fine del campionato per parlare di futuro’». Così il Premier sulla permanenza o meno di Ancelotti come allenatore del Milan. «Uniti o divisi- dice in un’intervista a Sky Sport 24- e il modo in cui si finirà questo campionato potrà influire sulle decisioni che verranno prese». La polemica fra Milan e Inter, Berlusconi e Moratti, arriva alla seconda puntata. Il presidente nerazzurro dice che conterà i rigori concessi al Milan in questa stagione? La risposta ironica del presidente del Consiglio non si fa attendere: «Un utile esercizio di aritmetica che fa bene a tutti».
IL PORTIERE: Occhi puntati su Federico Marchetti, il bergamasco Roberto Donadoni lo vuole assolutamente al Napoli. L’AlbinoLeffe del patron Gianfranco Andreoletti è pronto ad incassare una plus valenza notevolissima sul cartellino del prossimo portiere della nazionale di Marcello Lippi. Fantacalcio? Nulla di tutto questo, perché Marchetti sarà eletto tra i migliori portieri della Serie A 2008-2009 e l’approdo in azzurro non è poi così lontano, Buffon permettendo.
IL CENTROCAMPISTA: È Cristian Ledesma della Lazio, classe ‘82, argentino, la prima scelta del Napoli per il regista. Pronta l’offerta di un ingaggio soddisfacente da parte di De Laurentiis al giocatore. A Lotito piace Bogliacino. Qualcosa comincia a muoversi. «Sì, il Napoli vuole a tutti i costi Ledesma», dice il procuratore dell’argentino e dell’uruguagio, Vincenzo D’Ippolito, che piloterebbe volentieri un’operazione tra Lazio e Napoli. Intanto Marino segue con discrezione il talentino dell’Hajduk Spalato, Nikola Kalinic, già nazionale croato, punta con ampi margini di miglioramento.
L’ATTACCANTE: Il nome di Robert Acquafresca continua ad essere al centro del mercato. Per saperne di più sul futuro del giocatore, Calciomercato.it ha intervistato Paolo Fabbri, agente del 21enne attaccante autore di 10 gol in questa stagione con la maglia del Cagliari.
AMBROSINI CREDE ALLA RIMONTA SULL’INTER…IL MILAN PUO’ VINCERE LO SCUDETTO COSI MOURINHO SI PENTIRA’ AMARAMENTE DEGLI SFOTTO’ AI CUGINI ROSSONERI!





MILANO — PAZZESCO: Ma allora non era solo un’impressione. . Mario Balotelli entra in campo per il riscaldamento e San Siro, in teoria il suo stadio, non gli riserva un applauso particolare, non grida il suo nome, non fa nessuna differenza con gli altri 10 titolari al momento dell’annuncio della formazione. Il massimo che capita di sentire è qualche urletto quando il ragazzo dal numero 45 segna (a porta vuota) poco prima di rientrare negli spogliatoi per l’inizio della partita. Ma quella è la beata ingenuità dei ragazzini. Sì, perché al secondo anello della curva Nord stavolta non ci sono gli ultrà, ma mille studenti tra i 10 e i 13 anni della Provincia di Milano.



Il contratto di Ranieri scadrebbe nel 2010, ma è davvero difficile che resti anche se Blanc lo ha ufficialmente confermato non più tardi del 15 aprile scorso. Quindi: o Elkann non lo sapeva o altrimenti il suo atteggiamento di ieri fa rima con la parola «siluramento». Chi al posto dell’attuale tecnico, nel caso? Antonio Conte è il preferito dalla piazza e avrebbe dalla sua mille vittorie da giocatore e l’ormai certa promozione in serie A con il Bari. Contro di lui gioca l’inesperienza ai massimi livelli: se però il Barcellona si è affidato a Guardiola, altrettanto potrebbe fare la Juve con il suo ex centrocampista. Il quale non vede l’ora ma ha già detto chiaramente di non volere alcun tutor: leggasi Lippi, atteso nel 2010.
Dopodiché, se la Juve davvero saluterà Ranieri, dovrà forse accantonare anche il progetto legato al ct a meno che di qui a qualche mese sulla panchina bianconera non sieda Ciro Ferrara: l’ex difensore, già vice di Lippi in nazionale, è il responsabile del settore giovanile bianconero e sarebbe l’unico ad accettare, a distanza di un anno e a prescindere, il futuro arrivo del ct campione del mondo. Tutti gli altri, da Conte a Spalletti e Gasperini – che restano comunque strade percorribili – direbbero «no grazie» a meno di un Lippi dirigente.
Altri nomi caldi che girano, sono quelli di Asamoah e Quagliarella (Udinese), più Arda Turan, talentuoso centrocampista del Galatasaray, il solito Hamsik e Ribery. È chiaro poi che, in caso di vera rivoluzione, gli arrivi sarebbero proporzionati alle partenze: con la carta d’imbarco ci sono al momento Trezeguet (in Germania c’è chi ha annusato uno scambio con Toni), Tiago, Poulsen, magari Camoranesi e forse anche Buffon: dipenderà da quali offerte arriveranno.
LONDRA, 28 APR – : La Juvetus ha presentato un’ offerta al Liverpool di 16,5 milioni di euro per il centrocampista spagnolo Xabi Alonso. Il club bianconero era gia’ stato molto vicino al forte centrocampista la scorsa estate.
Juve-Lecce sarà giocata a porte chiuse. La Corte di giustizia federale della Figc ha infatti respinto il ricorso del club bianconero, contro la sanzione di un turno casalingo senza pubblico, decisa dal giudice sportivo per i cori razzisti dei tifosi contro l’attaccante interista Mario Balotelli.








