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Archivio per aprile, 2009

MILANO, 30 aprile – La rimonta del Milan è «teoria». Mourinho tiene a distanza i rivali, ma non le polemiche. Il tecnico dell’Inter, al solito, risponde punto per punto agli spunti del derby a distanza: «Dicono che senza il gol di Adriano… Beh, senza tante cose il campionato poteva avere numeri diversi- dice- Allenatori che sbagliano, come i giocatori e gli arbitri. E poi gli infortuni. Si deve parlare di tutto, e non solo di quel che conviene. Non voglio utilizzare il tipo di vocaboli di qualche mese fa, quando pensai ad un certo punto che la bomba atomica stesse cadendo sull’Italia… Ma devono dire anche quanti punti hanno preso con rigori non regolari. Che quel derby poteva anche finire 3 o 4 a 0 se il Milan avesse finito la partita in dieci. Devono dire che vinsero il primo derby con un gol in fuorigioco. Hanno avuto quasi un rigore a partita. Se parlo devo parlare di tante cose, e non ne vale la pena. Alla fine vince sempre il migliore, se è un campionato regolare con errori umani. E dobbiamo solo aspettare un pò. Manca poco».

LA RISPOSTA AD AMBROSINI – Ambrosini ha detto che dovrebbe pentirsi del suo “zero tituli”. E Mou si scatena: «Se sbaglio e se il Milan arriva alla fine del campionato con un titolo chiederò scusa. Ma io ricordo molto bene Ambrosini che insultava 10 milioni di interisti, sono passati tanti anni e non l’ho visto chiedere scusa». Ambrosini sfilò per la festa Champions del 2007 mostrando dal pullman scoperto uno striscione offensivo che gli costò anche il deferimento alla Disciplinare. Il centrocampista rossonero chiese poi scusa con una lettera aperta. Ma Mourinho non ricorda e continua: «È un giocatore carismatico, importante per il Milan, e non l’ho mai visto chiedere scusa. Resta nella mia memoria quando lo fece Eto’o e si scusò con i tifosi el Real, fu uomo. Ambrosini vive a Milano e non l’ha mai fatto. Non ha grande autorità morale per parlare così. Ma se il Milan vince il campionato, che è un’ipotesi teorica e pratica (la matematica ancora lo permette) sarò il primo a fare i complimenti ai miei avversari. L’ho fatto quando ho perso in Inghilterra, quando vinse il Manchester».

5 MAGGIO – Il 5 maggio non esiste. Mourinho ha un buco sul calendario. Gli dicono che il 2 maggio l’Inter gioca con la Lazio e gli ricordano quel giorno del 2002 in cui Ronaldo pianse e lo scudetto volò via. Lui, il portoghese, cancella tutto: «Io mi ricordo il 1 maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il 5 maggio non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L’Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l’Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto».

 

RIMONTA TEORICA – Sette punti sul Milan garantiscono tranquillità, altro che paura di rimonte. Quelle sono solo “teoria”. «Mi rende sereno il fatto che non abbiamo bisogno di preoccuparci di quello che succede dietro di noi. Dobbiamo pensare solo a noi. I 7 punti ti danno più fiducia. Abbiamo perso dei punti, ma col Palermo abbiamo giocato un gran primo tempo, con la Juve abbiamo fatto la partita più completa di tutta la stagione, ma non sufficiente per vincere. Poi con la Samp abbiamo vinto anche se siamo stati eliminati. E poi a Napoli abbiamo perso tre punti. Sette punti è il vantaggio che abbiamo avuto per quasi tutta la stagione. In nessun campionato europeo c’è questo vantaggio. E poi non conta solo il risultato, ma anche il gioco. Qui si guarda tanto, troppo il risultato. L’Italia è un paese ‘risultatista’. Mi aspetto che il Milan vinca 5 partite, meritando o no. E l’Inter ne vincerà tre o quattro. Mi aspetto la normalità, che in questa squadra è vincere. Dopo le sconfitte abbiamo sempre avuto grandissime reazioni».

IBRAHIMOVIC – Ibra non è contento… «Finora abbiamo giocato 50 partite più o meno, e fatto più o meno 1000 partitelle in allenamento. Sai quante volte l’ho visto soddisfatto? Solo quando vinceva. Se non vince una partitella 4 contro 4 se la prende con qualsiasi cosa, col sole, con le telecamere, col pallone, con l’arbitro. Non protesta solo se vince. Mi piace tanto chi è così. L’altro giorno mi sono arrabbiato con Toldo perchè ha perso una partitella e lui rideva… E Toldo ha 36 anni. Ibra se non vince non è felice. Può dire tutto quello che vuole. Ha ambizione, è vincente. Può anche criticare l’allenatore, e magari per questo vincerà uno scudetto in più».

FORMAZIONE ANTI-LAZIO – Con la Lazio non ci saranno Stankovic e Balotelli. «Balotelli stava giocando molto bene. Provoca grandi squilibri negli avversari, è un peccato che non possa giocare questa partita. Ma il campionato è così e non lo vedo come un dramma. Da un punto di vista tattico è un problema. Ma anche Stankovic, dovremo cambiare qualcosa». Perchè non gioca Santon? «Santon è importante, ma mi è sembrato che nella sua crescita abbia avuto un periodo un po’ così… Non mi è piaciuto tanto in campo e in allenamento. È importante per un giovane come lui capire che questa vita non è solo tutta positiva. Non può pensare che è arrivato ad un obbiettivo e non può cambiare atteggiamento. E questo messaggio che sta ricevendo è importante. Chissà, avrà avuto un calo fisico e psicologico, giocando per tre mesi partite davvero importanti. E magari anche io pensavo che a destra poteva dare un pò di quello che dava Maicon, ma lui si era adattato sulla sinistra e quando si è messo a destra gli è mancata la profondità. Allora ho deciso di far giocare Zanetti». Che gara si aspetta contro la Lazio? «Mi aspetto una partita molto difficile, perchè non vorranno regalarci niente. Loro giocano per l’orgoglio, ma noi abbiamo una grandissima motivazione».

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dani_bolina_01Ecco perchè Adriano ha deciso di appendere le scarpette al chiodo, guardate le immagini della sua ennesima nuva fiamma nel giro di pochi giorni: la sexy DANI BOLINA!

RIO DE JANEIRO, 30 aprile

 

Al di là del suo futuro come calciatore la vita di Adriano in Brasile è sicuramente molto attiva dal punto di vista del gossip. Negli ultimi giorni il giocatore è stato visto con tre donne diverse, dopo la fine del rapporto con Joana Machado, durato due anni. Prima donna Fragolina, alias Ellen Cardoso, durata il tempo di una settimana; poi donna Caviale, Eliza Pereira, che ha dichiarato di aver passato una notte di fuoco con l’Imperatore in un albergo di lusso a Barra da Tijuca, quartiere bene di Rio de Janeiro.

ULTIMA FIAMMA – Infine, sabato scorso, l’attaccante è stato ‘pizzicato’ all’ingresso del Kabanna Catonho, discoteca di Rio, in compagnia della ‘Panicat’ Dani Bolina, 23enne nativa di Porto Alegre. Le Panicats, molto famose in Brasile, sono un gruppo di quattro bellezze equivalenti delle veline in Italia, con un’accezione un po’ più hot: oltre a cantare e ballare, infatti, si cimentano anche con la lap dance. La scintilla tra la Panicat e l’Imperatore è scattato durante l’intervista fatta dalla prorompente brasiliana all’attaccante. Già al termine del servizio sono scattati i primi baci. Poi i due si sono scatenati nella notte di Rio, per poi dedicarsi allo shopping il giorno successivo.

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ROMA, 29 aprile – L’attaccante argentino Mauro Zarate ha firmato il contratto che lo lega alla Lazio: scadenza 30 giugno 2014 per un ingaggio complessivo che supera i dieci milioni netti (due all’anno, a salire). Sembra che la Lazio abbia inserito anche una clausola di rescissione modello spagnolo che si aggirerebbe intorno ai 40 milioni.
 
Ora per il club biancoceleste c’è da risolvere la situazione cartellino con l’Al Sadd. Sergio Zarate, procuratore del fratello, è uscito dal palazzo dove ha sede lo studio legale in cui le parti hanno discusso l’accordo, pronunciando solo poche parole, ma significative: «Tutto a posto, s e il presidente mantiene la parola data Mauro resta alla Lazio».Il presidente Lotito non partirà più per gli Emirati Arabi: presenterà garanzie bancarie e proposte via fax, sperando di concludere l’accordo a titolo definitivo tra oggi e domani. Ma la Lazio – e questo è il problema – vuole chiudere solo alle cifre stabilite l’estate scorsa, quella di sedici milioni, mentre l’Al Saad vuole quasi raddoppiarle. Non è escluso che la vertenza possa finire sul tavolo della Fifa.

 

VIA| Corriere dello Sport

GUARDA I VIDEO DELL’ATTACCANTE ARGENTINO DELLA LAZIO!

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MILANO, 29 aprile -

-Il Milan di Spalletti sta nascendo. Il nuovo allenatore rossonero punterebbe, ol­tre che sul già collaudato ma non an­cora «ufficializzato» Thiago Silva, su un altro difensore centrale (il brasi­liano Felipe dell’Udinese), sul mai abbastanza rimpianto (nella lunga e tormentata avventura romanista) Di Natale e sull’attesissimo, fin dalla scorsa estate, attaccante togolese Adebayor.

Almeno sulla carta, il tecnico di Certaldo potrebbe proporre al Milan il medesimo modulo di gioco che, co­munque, gli ha permesso di ottenere molte soddisfazioni anche con la Ro­ma ma che questa volta avrebbe una chiara matrice «udi­nese ». In maglia ros­sonera ritroverebbe uno dei suoi giocato­ri preferiti, il ceco Jankulovski che in un recente passato avrebbe voluto an­che alla Roma. Jan­ku con la riconferma di Ancelotti avrebbe avanzato il bari­centro della sua azione a centrocam­po, ma Spalletti gli darebbe nuova­mente fiducia sulla fascia sinistra co­me terzino di spinta. Come detto qui al Milan potrebbe ricostruire, alme­no in parte, la spina dorsale della «sua» Udinese che ha contribuito a farlo conoscere nel grande calcio. Confermato Jankulovski, Spalletti vorrebbe vincere la scommessa-Feli­pe, affidandosi, per quanto riguarda la manovra d’attacco, all’inossidabile e affidabile Di Natale. A Spalletti ver­rà sottoposta anche la lista dei baby­milanisti sparsi in serie A e B. Abate (Torino), Astori (Cagliari), Di Gen­naro (Reggina), Paloschi (Parma) e Perticone (Livorno) sono costante­mente monitorati dagli osservatori di via Turati. E’ probabile che qualcuno di loro venga aggregato alla prima squadra: Spalletti ha già valorizzato con pazienza e grande attenzione molti giovani del vivaio giallorosso.

 BERLUSCONI: «Credo che l’accordo fra Ancelotti e Galliani sia questo: ‘Ci sediamo a un tavolo alla fine del campionato per parlare di futuro’». Così il Premier sulla permanenza o meno di Ancelotti come allenatore del Milan. «Uniti o divisi- dice in un’intervista a Sky Sport 24- e il modo in cui si finirà questo campionato potrà influire sulle decisioni che verranno prese». La polemica fra Milan e Inter, Berlusconi e Moratti, arriva alla seconda puntata. Il presidente nerazzurro dice che conterà i rigori concessi al Milan in questa stagione? La risposta ironica del presidente del Consiglio non si fa attendere: «Un utile esercizio di aritmetica che fa bene a tutti».

MORATTI E I RIGORI -

BASTA ARRIVARE SECONDI MA… - «Ci basta arrivare buoni secondi». Così Silvio Berlusconi a proposito del campionato del Milan, ora alle spalle dell’Inter distaccato di sette punti. «Se l’Inter avrà dei cedimenti- dice il presidente del Consiglio- e non credo che li avranno, noi cercheremo di finire bene questa stagione iniziata con molta sfortuna». Il sogno dello scudetto è ancora in piedi? «È sempre lecito sognare, la vita à fatta di sogni e speriamo che si avverino, ma già sognare è bello».

IL VERO RONALDINHO - «Lo scorso anno, durante la campagna elettorale, la gente mi diceva: manda a casa i comunisti, porta a casa Ronaldinho: credo di aver fatto entrambe le cose». Così Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e patron del Milan. In precedenza, sul fantasista brasiliano il premier aveva affermato: «Si deve ricordare di essere stato l’ambizione e il sogno di tutti i tifosi rossoneri, che non vedono l’ora di rivederlo in campo».

GUARDA IL VIDEO: RONALDINHO SI ABBATTE SULL’INTER!

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IL PORTIERE: Occhi puntati su Federico Marchetti, il bergamasco Roberto Donadoni lo vuole assolutamente al Napoli. L’AlbinoLeffe del patron Gianfranco Andreoletti è pronto ad incassare una plus valenza notevolissima sul cartellino del prossimo portiere della nazionale di Marcello Lippi. Fantacalcio? Nulla di tutto questo, perché Marchetti sarà eletto tra i migliori portieri della Serie A 2008-2009 e l’approdo in azzurro non è poi così lontano, Buffon permettendo.

Ma cosa c’entra la Celeste sulle prestazioni del portiere del Cagliari? In pochi sanno e si ricordano che Marchetti è dell’AlbinoLeffe a tutti gli effetti. Il numero uno dei sardi, infatti, è stato girato in rossoblù per un prestito oneroso di 1 milione di euro con l’opzione di riscatto della metà del cartellino fissato a 2,7 milioni. Alla fine Cellino, che non ha voluto riscattare il giocatore già a gennaio, preleverà come concordato la metà a giugno. Sia Cagliari che AlbinoLeffe alla fine dei conti prenderanno dei soldi importanti sul valore del cartellino di Marchetti perché si è insidiato prepotentemente il Napoli di De Laurentiis che, secondo indiscrezioni, ha già contattato l’AlbinoLeffe. Le somme per il cartellino di Marchetti ora si aggirano attorno ai 10 milioni di euro.

IL CENTROCAMPISTA: È Cristian Ledesma della Lazio, classe ‘82, argentino, la prima scelta del Napoli per il regista. Pronta l’offerta di un ingaggio soddisfacente da parte di De Laurentiis al giocatore. A Lotito piace Bogliacino. Qualcosa comincia a muoversi. «Sì, il Napoli vuole a tutti i costi Ledesma», dice il procuratore dell’argentino e dell’uruguagio, Vincenzo D’Ippolito, che piloterebbe volentieri un’operazione tra Lazio e Napoli. Intanto Marino segue con discrezione il talentino dell’Hajduk Spalato, Nikola Kalinic, già nazionale croato, punta con ampi margini di miglioramento.

L’ATTACCANTE:  Il nome di Robert Acquafresca continua ad essere al centro del mercato. Per saperne di più sul futuro del giocatore, Calciomercato.it ha intervistato Paolo Fabbri, agente del 21enne attaccante autore di 10 gol in questa stagione con la maglia del Cagliari.

Fabbri, quando verrà deciso il futuro di Acquafresca? Tornerà all’Inter? “Sì, ma non sappiamo ancora se rimarrà o sarà di passaggio. Verso la fine del campionato incontreremo l’Inter per valutare la situazione”.

Alcune voci di mercato accostano il giocatore al Genoa nell’operazione Milito e, ultimamente, al Napoli come contropartita per arrivare ad Hamsik: cosa ci può dire a riguardo? “Nessuno mi ha mai chiamato, nè Genoa nè Napoli nè altre squadre. Di fatto non c’è nulla, ma posso esprimere un mio giudizio: se l’Inter decidesse di mandare Robert a giocare altrove per un altro anno non lo darebbe ad una squadra in corsa per la salvezza. Genoa e Napoli fanno parte di quella fascia che potrebbe interessare al giocatore”.

Potrebbero essere destinazioni gradite? “A mio parere sì, ma non ne ho parlato con il giocatore. Per sua e mia scelta abbiamo deciso di non parlare di mercato fino a fine stagione. Ritengo che se all’Inter non dovesse essere uno dei quattro attaccanti più importanti, la stessa società nerazzurra potrebbe decidere di mandarlo fuori un’altra stagione. Tra un paio di settimane potrebbe muoversi qualcosa, quando la classifica sarà più delineata. Adesso si potrebbe parlare di sondaggi che comunque con me non ha fatto nessun club”.

Ma se dovesse arrivare una chiamata dall’estero? “Non abbiamo neanche preso in considerazione l’idea di andare fuori dall’Italia. Certo, se dovesse arrivare un’offerta importante, sempre con il consenso dell’Inter, di una squadra impegnata in Champions League potremmo prenderla in considerazione”.

Il giocatore potrebbe, in ogni caso, diventare la chiave giusta per alcune operazioni importanti dell’Inter? “Non saprei. Presumo, è una mia considerazione personale, che se l’Inter dovesse decidere di far partire Acquafresca potrebbe cederlo in presito o al massimo in comproprietà”.

GUARDA I GOALS DI ROBERT ACQUAFRESCA: I TIFOSI AZZURRI GIA’ SOGNANO!

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ambrosini20striscioneAMBROSINI CREDE ALLA RIMONTA SULL’INTER…IL MILAN PUO’ VINCERE LO SCUDETTO COSI MOURINHO SI PENTIRA’ AMARAMENTE DEGLI SFOTTO’ AI CUGINI ROSSONERI!

Il centrocampista rossonero ha dichiarato a margine della presentazione della versione per telefonia mobile del sito ufficiale: “Mi piace pensare che tra qualche settimana Mourinho si possa pentire di aver parlato degli zero titoli del Milan, anche se a suo tempo era difficile pensare che potessimo ancora ambire allo scudetto. Ora siamo la diretta inseguitrice ma, come Ancelotti, credo che la rimonta sia davvero difficile se non impossibile. L’Inter ha dominato talmente tanto, che probabilmente non si vedeva l’ora di creare un’atmosfera di duello”.

“Speriamo di far pentire Mourinho per la frase sugli ‘zero titoli’ del Milan”. Massimo Ambrosini risponde al tecnico portoghese si conferma un idolo dei tifosi per gli sfottò ai cugini interisti, come quando nei festeggiamenti per la vittoria della Champions League 2007 alzò uno striscione con la scritta: Lo scudetto mettilo nel culo!!!



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La sexy Gemma Garrett, le curve a Silverstone non finiscono mai!

Posted by calciolive On aprile - 29 - 2009

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La Sexy Gemma Garrett Miss Gran Bretagna 2008, madrina dello storico circuito di Silverstone!

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MILANOPAZZESCO: Ma allora non era solo un’impressione. . Mario Balotelli entra in campo per il riscaldamento e San Siro, in teoria il suo stadio, non gli riserva un applau­so particolare, non grida il suo nome, non fa nessuna differenza con gli altri 10 titolari al momento dell’annuncio della formazione. Il massimo che capita di sentire è qualche urletto quando il ra­gazzo dal numero 45 segna (a porta vuo­ta) poco prima di rientrare negli spo­gliatoi per l’inizio della partita. Ma quel­la è la beata ingenuità dei ragazzini. Sì, perché al secondo anello della curva Nord stavolta non ci sono gli ultrà, ma mille studenti tra i 10 e i 13 anni della Provincia di Milano.

Per i primi 20’’ci si può anche illude­re che il pubblico pensi davvero alla par­tita, in fondo ci sono 13 mila doriani che tifano come ossessi (pure loro igno­rando del tutto Balotelli) e bisogna bi­lanciarne l’impatto. Mario sta facendo il suo. A destra nel 3-4-3, parte un po’ contratto: qualche falletto, qualche ap­poggio sbagliato, poi però è il primo in­terista a fare qualcosa di pericoloso. Va via sulla destra e mette in mezzo un bel pallone per Ibra, senza fortuna. È in quel momento che gli ultrà dell’Inter espongono il loro striscione n˚ 1: «Non è una questione di pelle / Balotelli uno di noi. Zoro uomo di merda». Come di­re: la prova che non siamo razzisti sta nel fatto che consideriamo Mario uno di noi, mentre Zoro (bersaglio di insulti a Messina) è solo uno che si è inventato delle accuse. Neanche il tempo di do­mandarsi a chi si riferiscano gli ultrà nello scrivere «noi», che arriva pronta la risposta. Striscione n˚ 2: «Juve-Lecce a porte aperte». Questa sì, che è bella: solidarietà agli ultrà (anzi no, a tutti i tifosi) della grande nemica che sabato sera a Balotelli avevano cantato e urlato di tutto.

A pensarci bene non c’è da stupirsi, trattandosi della curva che a ogni derby canta «Rossoneri ebrei» ai cuginetti del Milan. Ma di solito negli stadi vige una legge piuttosto tribale: prima la maglia, poi tutto il resto. Per cui, ad esempio (e non a caso gli ultrà juventini l’hanno ci­tata come prova in questi giorni), ai ne­ri della propria squadra non si urla buu­uu, ma a tutti gli altri sì. Be’, niente. Se c’è da fare brutta figura, la solidarietà fra curve è più forte anche della più for­te delle rivalità del calcio italiano. Ma gli ultrà italiani non sarebbero quello che sono se non regalassero la chicca fi­nale. Al 38’ del secondo tempo Balotelli litiga con Stankevicius. E alla curva do­riana non pare vero. Il coretto sulla mamma di Mario, trattenuto per quasi un’intera partita, finalmente può parti­re. Ogni cosa a suo posto.

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Juve: Conte o Ferrara per la panchina bianconera!

Posted by calciolive On aprile - 29 - 2009

TORINO - Le parole di John Elkann hanno fatto intendere che la Juventus sta già pensando al sostituto di Claudio Ranieri, in corsa per la prestigiosa panchina bianconerà ora è corsa a due tra Antonio Conte, che ha affermato di non aver bisogno di tutor (LIPPI) e Ciro Ferrara sponsorizzato proprio dal ct della Nazionale Italiana!

Presidente di Exor, la finanziaria che detiene il pacchetto di maggioranza delle azioni del club, Elkann ha attaccato allenatore e giocatori. «Più che parlare – dice – devono riuscire a vincere nelle prossime partite». Un invito rivolto al tecnico, Claudio Ranieri, e ai calciatori. «Soprattutto quelli di maggiore spicco». E il futuro dell’allenatore, messo in dubbio dopo le ultime prestazioni? «Non è questo il momento di fare bilanci – risponde. – Lo sarà semmai a fine campionato e nelle cinque giornate di incontri che restano».


CONTESTAZIONE – Ma la delusione dei tifosi non si placa. Dopo le contestazioni della settimana scorsa e l’ennesima amarezza per il pari di domenica a Reggio Calabria contro l’ultima in classifica, alcuni supporter bianconeri hanno esposto uno striscione davanti all’ingresso del Centro Storico Fiat, sede del consiglio d’amministrazione della «Exor». «Proprietà assente, dirigenti incompetenti. Rivogliamo la nostra Juve», recita lo striscione.

Il contratto di Ranieri scadrebbe nel 2010, ma è davvero difficile che resti anche se Blanc lo ha ufficialmente confermato non più tardi del 15 aprile scorso. Quindi: o Elkann non lo sapeva o altrimenti il suo atteggiamento di ieri fa rima con la parola «siluramento». Chi al posto dell’attuale tecnico, nel caso? Antonio Conte è il preferito dalla piazza e avrebbe dalla sua mille vittorie da giocatore e l’ormai certa promozione in serie A con il Bari. Contro di lui gioca l’inesperienza ai massimi livelli: se però il Barcellona si è affidato a Guardiola, altrettanto potrebbe fare la Juve con il suo ex centrocampista. Il quale non vede l’ora ma ha già detto chiaramente di non volere alcun tutor: leggasi Lippi, atteso nel 2010.

Dopodiché, se la Juve davvero saluterà Ranieri, dovrà forse accantonare anche il progetto legato al ct a meno che di qui a qualche mese sulla panchina bianconera non sieda Ciro Ferrara: l’ex difensore, già vice di Lippi in nazionale, è il responsabile del settore giovanile bianconero e sarebbe l’unico ad accettare, a distanza di un anno e a prescindere, il futuro arrivo del ct campione del mondo. Tutti gli altri, da Conte a Spalletti e Gasperini – che restano comunque strade percorribili – direbbero «no grazie» a meno di un Lippi dirigente.
Capitolo giocatori: se sulla firma di Cannavaro ormai non ci sono più dubbi, va detto per esempio che Conte non stravede per Diego, con il quale la Juve starebbe invece per chiudere, preferendogli David Silva (Valencia). Con il 4-2-4 di Conte anche Guberti, stella del Bari, potrebbe sognare bianconero.

Altri nomi caldi che girano, sono quelli di Asamoah e Quagliarella (Udinese), più Arda Turan, talentuoso centrocampista del Galatasaray, il solito Hamsik e Ribery. È chiaro poi che, in caso di vera rivoluzione, gli arrivi sarebbero proporzionati alle partenze: con la carta d’imbarco ci sono al momento Trezeguet (in Germania c’è chi ha annusato uno scambio con Toni), Tiago, Poulsen, magari Camoranesi e forse anche Buffon: dipenderà da quali offerte arriveranno.

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 LONDRA, 28 APR – : La Juvetus ha presentato un’ offerta al Liverpool di 16,5 milioni di euro per il centrocampista spagnolo Xabi Alonso. Il club bianconero era gia’ stato molto vicino al forte  centrocampista  la scorsa estate.

Ernesto Bronzetti, ha rivelato l’assalto della dirigenza bianconera al giocatore del Liverpool, : ”In coppia con Momo Sissoko – spiega al tabloid Sun – sarebbero da scudetto, il problema e’ che sara’ difficile, e molto costoso, portare via un simile giocatore al Liverpool”.

INTANTO LA SQUADRA BIANCONERA DOVRA’ GIOCARE A PORTE CHIUSE LA GARA INTERNA CON IL LECCE, IN SEGUITO AI CORI RAZZISTI A BALOTELLI IN JUVENTUS-INTER!

Juve-Lecce sarà giocata a porte chiuse. La Corte di giustizia federale della Figc ha infatti respinto il ricorso del club bianconero, contro la sanzione di un turno casalingo senza pubblico, decisa dal giudice sportivo per i cori razzisti dei tifosi contro l’attaccante interista Mario Balotelli.

La Corte di giustizia federale, che era riunita a sezioni unite, ha ufficializzato la sua decisione sul sito Figc. La Juve aveva presentato una richiesta d’urgenza contro la sanzione del Giudice sportivo di far giocare la partita, appunto, senza pubblico.

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