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Archivio per maggio, 2009
Quagliarella è del Napoli, ora è ufficiale! Marino: “Lavezzi resta al Napoli!”
NAPOLI, 1 giugno – È ufficiale: Fabio Quagliarella è un giocatore del Napoli. L’attaccante dell’Udinese ha firmato un contratto di cinque anni e sarà presentato in settimana. Attualmente è ancora a Udine e agli amici più stretti ha confidato: «Sono contento, era quello che speravo. Per me si corona un sogno».
LA GIOIA DI MARINO - Felice per il colpo messo a segno il dg Pierpaolo Marino che è intervenuto a Radio Marte: «Sono orgoglioso che Quagliarella sia diventato un giocatore del Napoli, si tratta di uno dei colpi più importanti della mia carriera. Per lui parla il suo curriculum, ricordiamoci tutti che stiamo parlando di un elemento della Nazionale italiana, i commenti in questi casi sono superflui, e lascio questa gioia ai nostri tifosi. Questa operazione, che è stata difficile, è stata il suggello delle promesse fatte dal presidente, promesse seguite dai fatti. Un ringraziamento va quindi fatto a De Laurentiis, che ci ha messo in condizione di chiudere questa trattativa. È stata decisiva la volontà del giocatore: Quagliarella ha preferito Napoli a squadre più prestigiose, e ciò gli fa onore».
LAVEZZI E CIGARINI - Poi il dg ha parlato degli altri casi: «La nostra posizione su Lavezzi è chiara, non abbiamo mai voluto cederlo. Con il giocatore non ci sono problemi, Ezequiel è un ragazzo straordinario e una persona amabilissima. Per Cigarini siamo ben posizionati, manca ancora l’ufficialità. E comunque il presidente farà ulteriori acquisti per una campagna acquisti prestigiosa».
POZZO: SCONTO AL NAPOLI - «Lo abbiamo venduto al Napoli». Il patron dell’Udinese, Gianpaolo Pozzo, ha detto a La politica nel pallone su Gr Parlamento che nell’affare per Fabio Quagliarella «la valutazione era di… 25 milioni. Ma c’è stato un piccolo sconto». «Lui è di quelle zone - ha continuato Pozzo – la sua ambizione era di andare da quelle parti. Se noi gliel’avessimo proibito, perchè aveva un contratto lunghissimo con noi, ci saremmo trovati un giocatore demotivato».NAPOLI (31 maggio) –
PELLISSIER: Sergio Pellissier, attaccante del Chievo, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: “Il Napoli Finora sono state soltanto voci. Mi farebbe piacere indossare la maglia del Napoli. Anche De Ceglie in azzurro E’ aostano come me. Se ho le spalle larghe Io amo le sfide. Se il Napoli mi ha cercato Per ora e’ un ni. Mi sono impegnato per il finale di stagione. So che c’e’ un interessamento. Napoli e’ una piazza importante. Non dipende solo da me. Sarebbe da valutare anche il contratto: decideranno i due club. Un tridente Quagliarella-Pellissier-Lavezzi Non e’ male”.
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Inter-Atalanta 4-3! Ibrahimovic show ma: “Non so se resto all’Inter!
IBRAHIMOVIC:
Anche nel giorno della festa nerazzurra con la consegna dello scudetto a San Siro Zlatan Ibrahimovic non scioglie i dubbi sul suo futuro facendo aleggiare, di fatto, un ombra sulla gioia interista: “Il futuro? Se qualcosa deve succedere, deve succedere dopo questa partita. Vediamo, non so ancora niente“. Lo svedese ha poi continuato: “Non sto aspettando niente dalla società, ho delle persone che lavorano per me, chiedete a loro“.
Ibra, dunque, resta molto misterioso, ma si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: “Ho fatto tutto in Italia. Quando sono arrivato qui in tanti mi hanno criticato, dicevano che ero un giocatore fantastico, ma non facevo gol. Adesso ho vinto la classifica di capocannoniere e ho dimostrato questa cosa. Ho vinto cinque scudetti, ma mi mancano la Coppa Italia e la Champions League“. Parole sibilline, dunque, per lo svedese come nel suo stile che lascia aperte diverse ipotesi per il suo futuro: la permanenza all’Inter, magari con l’ennesimo aumento d’ingaggio, oppure il clamoroso addio.
LA PARTITA
Al termine di 90 minuti divertenti l’Inter batte 4-3 l‘Atalanta. Apre Muntari al 6° del primo tempo, pareggio di Doni (colpo di testa) quattro minuti più tardi, nuovo vantaggio dell’Inter con Ibra e 2-2 di Cigarini al 25° del primo tempo. Nella ripresa tocca a Doni, dopo otto minuti portare davanti i suoi, ma Cambiasso al 35° e Ibra al 36° con un fantastico gol di tacco regalano il successo all’Inter. Lo svedese si laurea re dei bomber.
LA CRONACA
Inter-Atalanta più che essere l’ultima partita di Serie A, assomiglia tanto all’ultimo giorno di scuola. Clima disteso e sereno, qualche addio (Viera, Crespo, Figo e forse Cruz da un parte, sicuramente Delneri dall’altra), tanti calorosi saluti, con il pubblico di San Siro che tributa l’omaggio finale ai propri eroi di nerazzurro vestiti e, ciliegina sulla torta Zlatan Ibrahimovic nella parte del “secchione”. Sì perchè il genio di Malmoe è l’unico tra i 22 in campo ad avere ancora un obiettivo: il titolo di capocannoniere.
Al 6° minuto l‘Inter è già in vantaggio, cross al bacio di Figo, oggi alla sua ultima gara in nerazzurro, goffa deviazione di Consigli e tap-in vincente di Muntari. In ogni classe che si rispetti, però, c’è sempre la figura del guastafeste. In arte Cristiano Doni che, dopo aver dato un dispiacere ai nerazzurri nella gara d’andata, si ripete anche al ritorno siglando il pareggio di testa al 10° del primo tempo. A questo punto si accende Ibra, che lanciato sul filo del fuorigioco buca Consigli. 2-1 Inter, Di Vaio superato in classifica cannonieri e festa grande a San Siro. L’Atalanta, però, non ci sta a subire passivamente lo show di Ibra e soci e al minuto 25 Cigarini fa 2-2 con una sassata di destro da fuori area. L’ultima emozione del primo tempo la regala Figo, sostituzione con Santon, saluto con compagni e avversari, standing ovation di tutto lo stadio e commosso “addio” alla curva nerazzurra. Se è vero che nel computo dei derby stagionali giocati sul campo Inter e Milan sono in parità con questo gesto i nerazzurri passano decisamente in vantaggio.
La ripresa si riapre nello stesso modo, dieci interisti in campo con un unico obiettivo: far segnare Ibra. Ancora una volta, però, è Doni ad aprire le danze. Punizione dai 25 metri, destro a giro sotto l’incrocio dei pali e nuovo vantaggio orobico quanto sul cronometro di Rocchi sono trascorsi otto minuti. Tra il 14° e il 20° tocca a Muntari e Padoin portare sulle montagne russe i tifosi interisti che prima vedono spegnersi in gola l’urlo per il gol del ganese (annullato per fuorigioco) e poi trattengono il fiato per il palo e la traversa colpiti dal laterale orobico. Alla “sagra del legno” si iscrive anche il neo-entrato Crespo: colpo di testa su cross di Maicon al 23° e traversa piena. A dieci dalla fine ci pensano prima Cambiasso, sinistro in mischia, poi Ibra con un tacco divino a mettere le cose a posto: 4-3 Inter, tutti a casa e festa grande a San
Siro.per il suo ultimo giorno alla “Scala” del calcio Zanetti lo nomina capitano per l’occasione, il pubblico di San Siro lo lo acclama e lui risponde con la classica prova ricca di qualità. I cross dai suoi piedi sono, come sempre, telecomandati e per uno che da domani, probabilmente, farà il pensionato non è niente male. Obrigado Luis
Ibrahimovic 9: il principale artefice della cavalcata stagionale dei nerazzurri pone la sua duplice griffe sull’ultima partita dell’annata, come a voler marchiare con il fuoco lo scudetto nerazzurro con le sue iniziali. Non sarà un mostro di simpatia, ma quando ha voglia di giocare è semplicemente incontenibile. Per lui anche il titolo di capocannoniere
Muntari 7: corona un’ottima annata con un’altra rete. Nei piani del Mou al suo posto nello scacchiere nerazzurro ci sarebbe dovuto essere Lampard. Il centrocampista del Chelsea è di un altro pianeta, ma lui, sostituto nel ruolo, ma non nella classe ha comunque il merito di dare il suo generoso contributo alla conquista dello scudetto.
LE PAGELLE
Figo 7:
Doni 8: da quando è tornata a casa sua, a Bergamo, è semplicemente rinato. Gli anni passano, ma lui è come il vino, migliora. Doppietta a San Siro per Cristiano prima di testa e poi con una fantastica punizione. Semplicemente fantastico.
Cigarini 7,5: il metronomo orobico dimostra di essere ormai diventato un giocatore fatto e finito. Dai suoi piedi passa tutto il gioco atalantino, costruisce, inventa e finalizza, difficile vedergli sbagliare un passaggio. Un consiglio agli uomini di mercato delle grandi: compratelo, di lui ci si può fidare e a occhi chiusi.
Consigli 5: il clima allo stadio è quello di festa e lui si adegua. Incertezza sul primo gol, e qualche uscita un po’ raffazzonata. Come si dice in questi casi: “E’ giovane, migliorerà…”
INTER-ATALANTA 4-3
Inter (4-3-1-2): Julio Cesar 6; Zanetti 6, Cordoba 5, Samuel 5, Chivu 5,5 (19′st Crespo 6,5); Stankovic 5,5 (19′st Maicon 6), Cambiasso 7, Muntari 7; Figo 7,5 (44′pt Santon 6); Ibrahimovic 9, Balotelli 6,5. A disposizione: Toldo, Burdisso, Viera, Cruz. All: Mourinho
Atalanta (4-4-1-1): Consigli 5 (1′st Coppola 6); Bellini 5, Manfredini 5, Talamonti 5, Garics 5; Padoin 7, Guarente 6,5, Cigarini 7,5, Defendi 6 (27′st Cerci s.v); Doni 8; Plasmati 6 (40′st Parravicini s.v). A disposizione: Coppola, Capelli, Pellegrino, Peluso, Zaza. All: Del Neri
Arbitro: Rocchi di Firenze
Marcatori: 6′pt Muntari (I), 10′pt Doni (A), 12′pt Ibrahimovic (I), 25′pt Cigarini (A), 8′st Doni (A), 35′st Cambiasso (I), 36′st Ibrahimovic (I)
Ammoniti: 9′st Stankovic (I)
IL TABELLINO
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Juve-Lazio 2-0! Nedved commosso saluta i tifosi!
La firma, doppia, di Vincenzo Iaquinta e l’impronta, indelebile, di Pavel Nedved. La Juve chiude al secondo posto il campionato battendo 2-0 la Lazio, grazie a due reti dell’attaccante calabrese (3′ del primo tempo e 14′ del secondo), ma l’ovazione dell’Olimpico di Torino è tutta per il centrocampista ceco, che saluta con un assist il popolo bianconero e riceve in cambio la standing ovation, al momento del cambio con Tiago.
LA PARTITA
Migliorare il piazzamento dello scorso anno. La Juve centra l’obiettivo di inizio stagione, malgrado un esonero a due giornate dalla fine, quando anche l’ultimo traguardo ‘salvabile’ – l’accesso diretto alla prossima Champions – sembrava drammaticamente in bilico, con un allenatore – Ranieri – già disarcionato ancora prima di scendere dalla sella e una squadra che sembrava aver perso ogni stimolo.
Ferrara ha rimesso insieme i cocci, ha colto due vittorie certamente non impossibili, vista la totale mancanza di obiettivi di Siena e Lazio, ma ha restituito spirito e unità di intenti ad una squadra che il prossimo anno è attesa ad un ulteriore passo avanti, “con un allenatore giovane”, probabilmente lo stesso che ha portato la stagione in porto, ma senza uno dei suoi uomini-immagine la Furia Ceca, uno dei cinque ‘grandi’ rimasti a Torino nel fuggi-fuggi del dopo-Calciopoli.
E’ stato Carrizo a dire l’ultimo no a Pavel Nedved, quando al 38′ del secondo tempo di un match che la Juve aveva sbloccato dopo soli tre minuti, ha alzato sopra la traversa una punizione precisa del ceco, che probabilmente avrebbe dovuto essere un rigore, visto che il fallo di Tuia su Giovinco era sembrato proprio a tutti, tranne al giovane arbitro Peruzzo, all’interno dell’area.
Poi sono arrivati gli abbracci di tutti i compagni e l’applauso di tutto l’Olimpico, in piedi per un campione che se ne va, dopo 327 gare e 65 gol. La Lazio, la squadra con la quale era iniziata la sua lunga avventura in Italia, non gli ha concesso la gioia massima, l’ultima esultanza, piegandosi invece due volte sotto i colpi di Vincenzo Iaquinta. Delio Rossi non aveva più niente da chiedere a questa stagione, se non un’intesa per il futuro con Lotito che forse potrebbe anche arrivare, e non aveva soprattutto una formazione in grado di intimorire i bianconeri, senza il trio d’attacco Pandev-Zarate-Rocchi.
L’Europa aspetta i biancocelesti, la Champions attende la Juve. Senza Nedved, che saluta così anche il suo eterno obiettivo.

“Credo che possa bastare così“. Pavel Nedved annuncia la sua intenzione di abbandonare il calcio. “Ho smesso di correre, devo stare vicino alla mia famiglia. E’ un giorno difficilissimo, ma anche molto bello, perché ho sentito tanto affetto da parte di tutti, compagni e tifosi. Posso smettere tranquillo perché so che abbiamo fatto grandi cose”. Ma il suo procuratore, Raiola, non demorde: “Fino al 1° settembre cercherò di fargli cambiare idea”.
Pavel Nedved ha lasciato il campo al minuto 39 della ripresa ed immediatamente è scattata la meritata standing ovation. “Noi tutti ti dobbiamo qualcosa più di un grazie” recitava uno striscione esposto in curva. Per il centrocampista ceco anche l’abbraccio di tutta la squadra, compreso Buffon, che ha lasciato la porta per correre a metà campo e salutare Nedved.
“Mi sono commosso anche io, perchè a lasciare è un grandissimo campione” ha detto Ciro Ferrara. Un addio alla Juve, di sicuro. Ma anche un addio al calcio, stando alle parole del giocatore. “Ringrazio tutti, compagni e tifosi, perché mi sono sempre stati vicini“. Peccato che il procuratore Raiola abbia tutt’altra visione, in contrapposizione con le certezze del ceco.
“Se io fossi stato un dirigente della Juventus, non mi sarei preoccupato di trovare dei sostituti, ma di convincere Pavel a rimanere. Da una parte c’è l’amarezza di lasciare la Juve, dall’altra si chiude un capitolo e se ne apre un altro“. Quale? “Io fino al primo settembre farò di tutto per farlo giocare da un’altra parte, ma questo non dipenderà da me, ma da lui. Nedved ha espresso il desiderio di non pensare al dopo-Juve fino a lunedì. E quindi ci penseremo nelle prossime ore, non adesso“.
Nedved potrebbe continuare a giocare in Italia, viste le voci sull’interessamento della Lazio. “Potrebbe succedere perché lui non ha dato l’addio al calcio. Credo sia difficile, per il rispetto, per l’orgoglio e per il cuore che ha Nedved, che vada a giocare da un’altra parte. La Lazio è una squadra che ha già uno spazio nel suo cuore e quindi sarebbe un discorso diverso. Tutto può succedere“.
LE PAGELLE
Iaquinta 7,5 Conclude con una doppietta una stagione iniziata da rincalzo e terminata da uomo della provvidenza (e non solo per gli infortuni degli altri), tanto da meritarsi parole di elogio e riconferma direttamente dalla presidenza.
Carrizo 5,5 Nella domenica dei tanti addii, va elencato anche il suo, praticamente scontato, dato l’imminente arrivo a Formello di Bizzarri. Si congeda facendosi passare fra le gambe il pallone che regala il vantaggio alla Juve. Non esattamente una vetrina per possibili acquirenti. I tifosi della Lazio non lo hanno mai ‘amato’, quelli bianconeri di certo non ne avranno un bel ricordo, visto il gol negato a Nedved, su punizione.
Nedved 7,5 L’ultima in bianconero, con l’onore della fascia di capitano al braccio, malgrado la presenza in campo di Del Piero. Chiude male con la dirigenza, ma ricompensato alla grande dal pubblico dell’Olimpico, che – dovendo scegliere da che parte stare – non ha ovviamente avuto dubbi, alzandosi in piedi per l’ultimo saluto, al minuto 39 della ripresa. Otto anni, quattro scudetti (Calciopoli permettendo), due milioni. Era quanto Pavel chiedeva per andare avanti. La società s’è fermata al 50%. Perdendo, oltre al giocatore, percentuali di stima ben più alte fra il popolo della curva.
Rozenhal 5 Combattere con Iaquinta in velocità non è evidentemente una passeggiata. Di sicuro, qualcosa di meglio si poteva fare.
Zebina 6,5 Imprime accelerazioni al gioco, duetta con Camoranesi, salta gli avversari con agilità. Insomma, tanto – ma tanto! – meglio del solito.
Simone Benzoni
IL TABELLINO
Juventus (4-4-2): Buffon 6; Zebina 6,5, Legrottaglie 6,5, Chiellini 6,5, Salihamidzic 6; Camoranesi 6, Zanetti 6 (10′ st Amauri 5,5), Marchisio 6,5, Nedved 7,5 (39′ st Tiago sv); Del Piero 6,5, Iaquinta 7,5 (27′ st Giovinco 6). A disp. Manninger, Mellberg, Marchionni, Trezeguet. All. Ferrara
Lazio (4-4-2): Carrizo 5,5; Lichsteiner 6, Siviglia 6, Rozenhal 5, De Silvestri 5; Brocchi 6, Dabo 5,5 (19′ st Meghni 6), Ledesma 6, Foggia 6 (33′ st Tuia 5); Kozak 6,5, Del Nero 5 (7′ st Mendicino 6). A disp. Muslera, Diakite, Kolarov, Perpetuini. All. Rossi.
Arbitro: Peruzzo
Marcatori: 3′ pt e 14′ st Iaquinta (J)
Ammoniti: Lichsteiner (L), Tuia (L)
31 maggio 2009
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Il Bologna resta in Serie A, battuto il Catania 3-1!
Il timore è che di “torta” si sarebbe trattato. Di sicuro, è finita in festa. Al Dall’Ara, il Bologna archivia la pratica Catania senza particolari sofferenze e conquista la salvezza. Finisce 3-1 al termine di una partita mai realmente in bilico. Partenza forte dei rossoblu: Acerbis regala il vantaggio a Mingazzini dopo 5′, poi salva quattro occasioni. Terzi raddoppia al 26′, Morimoto accorcia al 50′, Di Vaio chiude i conti al 68′: Bologna resta in A!
LA PARTITA
Dopo una stagione di sofferenze, quindi, è finita con il lieto fine. La storia del Bologna proseguirà nella massima serie. Sono serviti tre allenatori (Arrigoni, Mihajlovic e Papadopulo) e, soprattutto, i 24 gol di Di Vaio per allontanare lo spettro della serie B.
La parola fine ai timori dei tifosi rossoblu è giunta a 22 minuti dal termine, quando il vicecapocannoniere del campionato ha superato Acerbis con un destro angolato dopo aver divorato almeno quattro clamorose palle gol. Diverse le motivazioni messe in campo, opposto lo spirito con cui le due squadre hanno affrontato l’ultima partita della stagione. A prevalere, come era facile immaginare, è stata la voglia di serie A del Bologna. Il Catania, appagato da una salvezza conquistata con largo anticipo, ha opposto scarsa resistenza.
Fin dai primi minuti, è tiro al bersaglio catanese. Acerbis ferma Di Vaio ma regala il vantaggio a Mingazzini. Poi si riscatta compiendo miracoli in serie, ma al 30′ è Terzi, abbandonato anche dagli amici più stretti, a incornatre su angolo. Moritomoto riaccende le speranze (del Torino), ma dopo cinque minutini di sbandamento, il Bologna torna in sella e con Di Vaio trova la via del Paradiso. Che avrà ancora i colori della serie A!
LE PAGELLE
Acerbis 6: Sistema a dovere i “benpensanti” salvando la porta quattro volte nei primi 24 minuti. Certo è che i dietrologi si erano portati avanti con il lavoro al minuto 5: “botta” di Mingazzini dal limite e conseguente “paratona”. Nel secondo tempo fuga ogni dubbio: la sua era soprattutto feroce antipatia nei confronti di Di Vaio…
Di Vaio 6: Avesse scambiato ruolo e maglia con Acerbis, l’ufficio indagini sarebbe già al lavoro. Si divora, infatti, quattro occasioni clamorose, errori che stonano con il resto della stagione, passata a punire i portieri avversari oltre i rispettivi demeriti. Poi si riscatta mettendo il punto esclamativo su vittoria e salvezza. Il titolo di capocannoniere glielo sfila Ibrahimovic: saprà accontentarsi…
Amoroso 7: L’occasione è speciale e allora indossa lo smoking e si traveste da signore del centrocampo. Detta i tempi di pressing e ripartenze come gli era stato chiesto da Papadapulo e partecipa meritatamente alla festa.
Cesar 5,5: Il suo piede sinistro potrebbe regalare qualche magia decisiva per la salvezza rossoblu, ma il numero alla David Copperfield gli riesce fino a un certo punto: 30 minuti di buon livello, poi sparisce senza lasciare tracce. Non è la prima volta, evidentemente il brasiliano ha un futuro…
Osvaldo 7: Fin quando al Dall’Ara si fa sul serio, lui è il più decisivo di tutti. Nasconde la palla agli avvesari per poi regalarla con dolcezza infinita ai compagni di squadra. Voleva ripagare la società del grosso investimento fatto in estate: parte del debito è stato saldato.
Alberto Catalano
IL TABELLINO
Bologna-Catania 3-1
Bologna (3-5-1-1): Antonioli 6,5; Zenoni 6, Castellini 6, Terzi 7 (27′st Lanna 6); Valiani 6, Mutarelli 6,5, Mingazzini 6,5, Amoroso 7 (31′st Marchini sv), Cesar 5,5 (14′st Coelho 6); Osvaldo 7; Di Vaio 6. A disposizione: Colombo, Lavecchia, Mudingayi, Volpi. All.: Papadopulo
Catania (4-3-1-2): Acerbis 6; Izco 5, Silvestre 4,5, Terlizzi 5 (1′st Llama 5,5), Capuano 5; Carboni 5,5, Tedesco 6, Sciacca 5,5; Mascara 5; Morimoto 6, Martinez 6 (12′st Falconieri 5,5). A disposizione: Kosicky, Silvestri, D’Amico, Biagianti, Stovini. All.: Zenga
Arbitro: Banti (Di Liberatore, Petrella)
Marcatori: 5′ Mingazzini (B), 26′ Terzi (B), 5′st Morimoto (C), 23′st Di Vaio (B)
Ammoniti: Mutarelli (B), Castellini (B)
Espulsi: -
31 maggio 2009
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Napoli-Chievo 3-0! Guarda il Video e le pagelle della partita!
E’ un Chievo appagato quello che sbarca a Napoli e lo si capisce immediatamente: bastano soli 4 minuti ai padroni di casa per andare in vantaggio con Montervino. I gialloblu non reagiscono, e Bogliacino, dopo altri 4 minuti, fa 2-0 servito da Pià. E dopo aver messo lo zampino sul raddoppio tocca anche a lui gioire per il gol. Il primo tempo si chiude sul 3-0. Nel secondo non succede nulla di che, se non le contestazioni della curva.
LA PARTITA
E così i veneti, con questa uscita, l’ultima del campionato, macchiano un’ottima stagione. Davanti a tanti striscioni polemici e a un clima ostile invece, gli uomini di Donadoni tirano fuori l’orgoglio e giocano una gara vera chiudendo in bellezza un girone di ritorno non proprio positivo. In soli 18 minuti gli azzurri chiudono la gara. Poi il resto dei primi 45 minuti è solo Napoli. Anche Lavezzi sembra il Pocho di inizio stagione. Mette in mostra i numeri che hanno fatto innamorare la curva e che ora a tutta voce chiede alla dirigenza di non venderlo.
E lui con queste giocate vuole, nel caso parta davvero, farsi rimpiangere. Poi, nella ripresa il ritmo cala, il Napoli non ha più la benzina fatta vedere nei primi minuti, gestisce il risultato e il Chievo pare dire “va bene così”. Qualche emozione la si registra nei minuti finali, dapprima con le contestazioni dei tifosi e i fumogeni, (gara sospesa) poi sul campo: al 36′ Gianello, entratro nella ripresa al posto di Navarro, manda il tiro di Sardo a sbattere sulla traversa un minuto dopo Santacroce sfiora di testa l’autorete e al 42′ Lavezzi sfonda sulla fascia, ma Denis non conclude.
LE PAGELLE
Bogliacino 7: un gol ma anche tanto lavoro a centrocampo, il reparto dove il Napoli fa la differenza. Bella la rete del raddoppio di sinistro.
Pià 7: con l’arrivo di Donadoni ha avuto la sua rivincita. Poco utilizzato da Reja il brasiliano con il gol segnato al Chievo porta a 4 le reti in 5 giornate. E poi c’è il suo zampino anche nel gol di Bogliacino
Lavezzi 6,5 Il Pocho non va a rete ma pure lui è frizzante in alcune occasioni. Mette in mostra i suoi numeri arrivando addirittura a sembrare quello del girone d’andata.
Montervino 7: All’ultima giornata segna il suo primo gol in serie A. Benaugurante per la prossima stagione
Pellissier 5,5: Va vicino al gol alla fine del primo tempo, cerca spunti per accorciare, ma non sembra in giornata. Insomma troppo poco per uno come lui. Specie davanti a quello che potrebbe essere il suo pubblico la prossima stagione
Mandelli e Colucci 6: gli unici che sembra davvero scesi in campo per giocare una gara vera e non una partitella all’oratorio tra amici. Almeno ci provano
Caterina Varvello
Il TABELLINO
NAPOLI-CHIEVO 3-0
Napoli (3-5-2): Navarro 6 (1′ st Gianello 6,5); Santacroce 6, Contini 6, Aronica 6; Montervino 7, Blasi 6,5, Bogliacino 7 (16′ st Gargano 6,5), Hamsik 6, Vitale 6,5; Pià 7 (39′ st Denis sv), Lavezzi 6,5. A disposizione: Rinaudo, Grava, Amodio, Zalayeta. All.: Donadoni
Chievo (4-3-1-2): Aldegani 5; Sardo 5,5, Morero 5,5, Mandelli 6, Mantovani 5; Rigoni 5, Italiano 6 (10′ st Hanine 5,5), Bentivoglio 5,5; Colucci 6 (29′ st Burato sv); Pellissier 5,5, Esposito 5 (11′ st Kerlon 5,5). A disposizione: Squizzi, Malagò, Scardina, Pinzi. All.: Di Carlo.
Arbitro: Candussio
Marcatori 4′ pt Montervino (N), 8′ pt Bogliacino (N), 19′ pt Pià (N)
Ammoniti
Espulsi
31 maggio 2009
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Palermo-Samp 2-2! Guarda il Video e le pagelle della partita!
Niente vittoria per il Palermo nell’ultima partita della stagione al Barbera e niente record di punti in Serie A: con la Sampdoria finisce 2-2. Rosanero avanti di due gol con Miccoli (8′) e Succi (42′), favoriti da due erroracci del portiere blucerchiato Fiorillo, che poi si riscatterà parzialmente con almeno tre grandi interventi nella ripresa. Pazzini accorcia al 45′, poi al 59′ la Sampdoria trova il gol del pareggio con Stankevicius.
LA PARTITA
Due erroracci di Fiorillo e il Palermo si trova avanti di due gol. All’8′ il giovane portiere blucerchiato non trattiene la palla, Miccoli è in agguato e mette dentro poi al 42′ fa un altro regalo all’attaccante rosanero, assist dalla destra a centroarea per Succi, che si fa perdonare due occasionissime sprecate (15′ e 38′). Difesa ospite, dunque, non impeccabile, e manovra troppo macchinosa. Cassano è ispirato, regala assist di grande fattura ma il resto della squadra non lo segue. Dopo i tentativi velleitari dello stesso barese su punizione e di Pazzini e Campagnaro (alle stelle), al 45′ gli uomini di Mazzarri accorciano con l’ex attaccante viola: bella palla di Cassano per Stankevicius, sul primo palo si avventa come un falco Pazzini che anticipa Migliaccio e firma il 2-1. Partita riaperta.
Buon inizio di ripresa della Samp, che va anche in gol con Cassano di testa su cross di Stankevicius ma il barese era in fuorigioco. Il Palermo va vicinissimo al terzo gol prima con Simplicio che conclude a lato un’azione in contropiede poi con Miccoli: questa volta è bravissimo Fiorillo a opporsi all’attaccante. Al 59′ la Sampdoria trova il gol del pareggio con Stankevicius, che di destro trova l’angolino vincente, poi qualche minuto dopo ancora Fiorillo dice ‘no’ a una potente conclusione di destro di Miccoli dal limite. E il portiere della Samp non ha finito il suo show, dopo le due ‘stecche’ della primo tempo, deviando in angolo una punizione a giro di Miccoli. Gli ospiti, trascinati da un Cassano ispirato, chiudono in avanti e sfiorano il gol vittoria prima con Raggi e poi con Padalino, che spreca da pochi passi. Nel recupero fallo in area di Raggi su Miccoli, l’arbitro lascia correre.
LE PAGELLE
Miccoli 7,5 – L’attaccante festeggia con un gol e un assist il fresco rinnovo del contratto. Potrebbe segnarne almeno altri tre, ma il portiere avversario gli si oppone alla grande dopo essere stato molto generoso con lui. Va in gol, cerca di giocarla sempre di prima, offre palloni d’oro ai compagni: è il faro della squadra.
Stankevicius 7 – Una grande palla per Pazzini dalla destra, ed è gol. Un altro traversone dalla destra per la testa di Cassano ed è gol, ma viene annullato. Poi indovina una conclusione nell’angolino che fulmina Amelia e che vale il pareggio.
Cassano 7 – Comincia la partita con uno splendido assist per Dessena. Poi colleziona numeri di alta scuola: dà il la all’azione che porta al 2-1 di Pazzini, va anche in gol ma è in fuorigioco, lotta su tutti i palloni e si arrabbia anche, se serve. La Samp resta in partita grazie a lui: è sempre un trascinatore.
Fiorillo 4,5 – Alla fine del primo tempo il suo voto avrebbe fatto arrossire lo scolaro più negligente: i due gol del Palermo arrivano da due suoi clamorosi regali a Miccoli che colleziona una rete e un assist. Nella ripresa il giovane portiere però ha la forza di rialzare la testa, compiendo tre grandi interventi su Miccoli. Ma quanto pesano quelle ingenuità.
Antonella Pelosi
IL TABELLINO
Palermo-Sampdoria 2-2
Palermo (4-3-2-1): Amelia 6, Cassani 6, Kjaer 6 (33′ Savini 6), Migliaccio 6, Balzaretti 6; Tedesco sv (11′ Nocerino 6), Guana 6, Bresciano 6; Simplicio 6,5 (79′ Morganella sv); Succi 6, Miccoli 7,5. A disposizione: Ujkani, Budan, Cossentino, Hernandez. All.: Ballardini.
Sampdoria (3-5-2): Fiorillo 4,5, Campagnaro 5 (61′ Lucchini 6), Gastaldello 5,5, Raggi 6,5, Stankevicius 7, Sammarco 6 (81′ Padalino sv), Dessena 6, Delvecchio 5, Pieri sv (16′ Ziegler 5,5), Cassano 7, Pazzini 6,5. A disposizione: Castellazzi, Franceschini, Ferri, Marilungo. All.: Mazzarri.
Arbitro: Cavarretta di Trapani.
Marcatori: 8′ Miccoli (P), 42′ Succi (P), 45′ Pazzini (S), 59′ Stankevicius (S)
Ammoniti: Savini (P), Campagnaro, Sammarco, Lucchini (S)
31 maggio 2009
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Torino in serie B! La Roma vince 3-2! Guarda il Video!
Il buono, il brutto, il cattivo. Camolese, Cairo, Franceschini. Il Torino retrocede in serie B nonostante e per colpa loro. Tre facce di una stagione nata bene (3-0 al Lecce in casa a fine agosto) e chiusa male (2-3 contro la Roma). Da un’Olimpico all’altro, il Torino saluta la serie A. L’ultima sconfitta è quella, paradossalmente, meno invasiva. Il Bologna, vincendo contro il Catania, haannullato qualsiasi combinazione positiva in favore della squadra di Camolese.
Hai voglia di parlare di tattica quando la salvezza dipende non solo da te. Camolese raccoglie i giocatori rimasti dopo la messe di squalifiche post-Genoa (sette elementi) e confeziona un centrocampo a 5 con tre difensori (a difendere chissà cosa). Rosina alle spalle di Ventola ha fatto da gancio in tutte le zone del campo. Spalletti ha perso Perrotta dopo mezz’ora e si è ritrovato più offensivo del collega. Un paradosso.
Il gol di Vailatti dopo 9 minuti non concede spazio comunque a rimorsi, perché il Bologna stava già vincendo contro il Catania. Il centro è buono solo per le statistiche. Un destro dal limite nato da un corner inesistente. I granata però perdono l’orgoglio quando dal Dall’Ara non arrivano buone nuove. Così Menez pennella un mancino rientrando dalla destra.
La ripresa è un triste viaggio. La Roma passa con Vucinic che infila la corsia mancina come uno spiedino. Totti ragiunge Boniperti a quota 178 nella classifica del gol segnati in A con la medesima maglia su rigore (espulso Franceschini). La volée di Ventola a due giri di lancette dalla fine del campionato è il rintocco conclusivo. Cairo e il suo Torino scendono al piano di sotto. L’anno prossimo, invece che giocarsi un posto in Uefa, saranno a Gallipoli. Sul sintetico. Il campo del futuro per una parte della dirigenza europea del calcio.
LE PAGELLE
Vailatti 7 Il gol che accende la speranza granata lo lascia sospeso in un limbo temporale per qualche istante. Passato e futuro fusi in un’unica sfera. Una bolla per la precisione. Scoppia quando a Bologna gli emiliani ne infilano due a stretto giro di posta. Interno mancino di centrocampo, dialoga spesso con Rubin cercando di portarlo più alto possibile. E in effetti quella è la zona più trafficata del gioco granata.
Menez 7 E’ un sindacalista insindacabile. Il Toro molla la presa e lui, onesto amante del corretto svolgimento della Serie A, piazza un mancino con la scimitarra nell’angolino. Il francesino non solo fa cascare ogni chance di salvezza dei granata, ma si mette anche al servizio sdei compagni. L’assist a Cassetti è prezioso. Tenta anche una serpentina da fiammata di fine stagione, lo abbattono con il tronchesino.
Vucinic 7 L’esecuzione avviene al tramonto, quando ormai il condannato ha già le mani dietro la nuca. Il montenegrino parte sulla sinistra, trova ostacoli zero, solo ombre, e di piatto infila il secondo palo. Era entrato nel primo tempo per sostituire l’infortunato Perrotta. Sul finire della prima frazione calibra male da buona posizione su invito di Totti.
Totti 7,5 Insegue il gol numero 178 in serie A con la stessa maglia per raggiungere Boniperti (Juve). Ma le scialuppe che i compagni gli lanciano sono prossime allo zero. Cerca di convincere chi lo circonda a fornirgli qualche pallone sciorinando calcio di classe in giro per il campo. Di tacco mette Vucinic davanti Sereni e lancia Brighi. Con un paio di diagonali sfiora il gol, fino a quando di rigore centra l’obiettivo.
Ventola 7 Come una perfetta commessa viaggiatrice si sposta per il campo con le migliori intenzioni possibili. Il gol del vantaggio granata nasce da un calcio d’angolo che lui non si conquista (il colpo di testa è fuori e pulito, nessuno devia), ma che lo vede protagonista. Poi a metà ripresa ci prova con un destro violento in corsa sul quale Artur ci mette i polsi. Attivo fino alla fine, quando all’88′ rende meno pesante il kappaò.
Torino 4 Come prima, peggio di prima. La creatura forgiata da Cairo si inabissa in B. Il voto va alla dirigenza. Chissà… forse con un Ciuccariello in più nel motore…
Matteo Brega
IL TABELLINO
ROMA-TORINO 3-2
Roma (4-3-1-2): Artur 6; Cassetti 6, Panucci 5,5, Mexes 6, Riise 5,5; Brighi 5,5, De Rossi 6, Perrotta 6 (27′ pt Vucinic 7); Pizarro 6; Totti 7,5 (48′ st Filipe sv), Menez 7 (15′ st D’Alessandro 6). (A disposizione: Julio Sergio, Montella, Diamoutene, Loria). All. Spalletti
Torino (3-5-1-1): Sereni 6; Rivalta 5,5 (28′ st D’Onofrio 6); Natali 5,5, Franceschini 5; Dellafiore 5,5, Colombo 5,5 (40′ st Di Loreto sv), Vailatti 7 (47′ st Suciu sv), Barone 6, Rubin 6; Rosina 6,5; Ventola 7. (A disposizione: Calderoni, Gasbarroni, Lerda, Abbruscato). All. Camolese
Arbitro: Damato di Barletta
Marcatori: 9′ pt Vailatti (T), 35′ pt Menez (R), 29′ st Vucinic (R), 38′ st Totti (rig, R), 43′ st Ventola (T)
Espulso: 37′ st Franceschini (T) per fallo da ultimo uomo
Ammoniti: Pizarro (R), Franceschini (T), Mexes (R), Panucci (R)
31 maggio 2009
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Il Milan a Leonardo, domani la presentazione alle 12:00! Grande vittoria a Firenze e Champions diretta!
FIRENZE, 31 maggio - «Leonardo è il nuovo allenatore del Milan». L’annuncio di Adriano Galliani poco dopo quello dei saluti fatto da Carlo Ancelotti. Domani alle 12 la presentazione.
AVVENTURA FINITA - «Oggi finisce la mia bellissima avventura al Milan». Lo ha detto Carlo Ancelotti, visibilmente emozionato, a Sky. «Le nostre strade si separano - ha aggiunto Ancelotti a Sky – Ne abbiamo parlato dopo la partita con il dott. Galliani e abbiamo deciso di anticipare la conclusione del contratto. Ci eravamo parlati tempo fa ma la decisione è stata presa a fine stagione ed è stata comune». Carlo Ancelotti non ha voluto anticipare quale sarà la sua prossima avventura in panchina. «Londra non è una tappa sicura», ha aggiunto anche se ormai il suo approndo in Inghilterra appare certo. Riguardo alle critiche di Berlusconi il tecnico ha preferito glissare. «Non cado in questo gioco, ringrazio Berlusconi per questi splendidi otto anni vissuti insiemi».
LE LACRIME - «Con Ancelotti non è finita. Rimangono amicizia, affetto e otto anni meravigliosi». Il vicepresidente e amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, ha commentato così, ai microfoni di Raidue, l’addio alla panchina rossonera di Ancelotti: «Con Carlo sono molto amico- ha aggiunto Galliani- e negli spogliatoi qualche lacrimuccia c’è stata. Ingresso di soci arabi nel club? In questo momento non ci sono trattative in corso, ma nella vita tutto può succedere. Ai tifosi rossoneri dico: teniamoci ben stretto il presidente Berlusconi».
Nel giorno degli addii di Paolo Maldini e Carlo Ancelotti, il Milan chiude la pratica Champions League e conquista l’accesso diretto alla massima competizione europea grazie al 2-0 di Firenze firmato da Kakà al 54′ e da Pato al 76′. Non è bastata, infatti, alla Fiorentina una prova coraggiosa per superare i rossoneri in classifica e “scippare” a Kakà e compagni il terzo posto. I viola dovranno quindi affrontare i preliminari di Champions.
LA PARTITA
Missione compiuta, dunque, nonostante una giornata non esattamente di grazia di alcuni tra i giocatori più importanti (leggi Seedorf e Pirlo). Sotto lo sguardo attento di Leonardo, pronto a prendere il posto di Ancelotti in panchina a partire dalla prossima stagione, il Milan non ha certo entusiasmato. Ha controllato, cercato qua e là di ribattere agli assalti, nemmeno convinti, della Fiorentina, e colpito al momento giusto. Da vecchio Milan, esperto e saggio. Ma anche da nuovo Milan, perché dal Franchi, pare ovvio, cominciava il futuro. Tra molte incertezze.
La prima e più importante era ed è legata a Kakà. Da lunedì e fino all’ultimo giorno del mercato, il tormentone Real Madrid ci abbandonerà difficilmente. Florentino Perez ha già largamente annunciato l’assalto al brasiliano e metterà sul piatto molti soldi che il Milan e Kakà dovranno cercare di rifiutare. Questa trattativa, importante e difficile, potrebbe cambiare tutto. Il resto verrà di conseguenza e su precisa direttiva di Leonardo, che già da qualche settimana sta lavorando in questo senso.
Non cambierà invece molto nella Fiorentina, cui tutto sommato non faceva molta differenza arrivare terza o quarta. A Firenze, e la seconda qualificazione alla Champions in due anni lo dimostra, stanno lavorando molto bene e continueranno in questa direzione. Puntando cioè sui giovani e rinforzando la squadra con intelligenza ma, soprattutto, senza perdere i giocatori più importanti. Gilardino, quindi, ma anche Montolivo, Jovetic, Gamberini e Vargas, per dirne solo alcuni.
Ultime note: Maldini, come detto, ha chiuso una carriera straordinaria con un’ottima prova. E, giustamente, tra gli applausi. Beckham ha salutato, almeno per il momento, il Milan nella speranza di poter tornare nel 2010. Nesta, dopo un anno, si è rivisto in campo. Ed è un ritorno importante, perché proprio al centro della difesa i rossoneri in questa stagione hanno sofferto moltissimo. Con lui, nel 2009/2010 ci sarà Thiago Silva, di cui parlano benissimo ma che è ancora tutto da vedere. Un’era si è chiusa: da lunedì si volta pagina.
LE PAGELLE
MALDINI 7 – Non è un voto alla carriera, perché quella è senza dubbio da 10 e lode. Paolino chiude bene, con una prova attenta su Gilardino e praticamente nessuna sbavatura.
SEEDORF E PIRLO 5 – Forse hanno la testa altrove. Sicuramente, almeno gran parte della gara, non danno il contributo che ci si aspetterebbe da giocatori con le loro qualità tecniche. Lenti, involuti, spesso imprecisi. Se a Firenze hanno giocato l’ultima gara in rossonero (partono con Ancelotti?), diciamo che è meglio ricordarli in altre occasioni
MONTOLIVO 6,5 – Molta qualità in mezzo al campo e dimostrazione di ottima personalità almeno quand’è in maglia viola. Ora deve cercare di imporsi anche in nazionale.
GILARDINO 6,5 – Abbandonato là davanti in completa solitudine, si danna l’anima per cercare di “vendicarsi” del Milan. Non segna, ma va vicino al gol in almeno un paio di occasioni.
KAKA’ 6,5 – Non entusiasma ma segna un gol pesantissimo ed è l’unico del Milan a tentare di pungere i viola per tutto il primo tempo. Attorno a lui la squadra, però, non gira, e non è facile giocare bene se il tuo compagno non si smarca aggredendo gli spazi e aspetta da fermo il pallone.
Alessandro Franchetti
IL TABELLINO
Fiorentina-Milan 0-2
Fiorentina (4-3-2-1): Frey 6,5; Comotto 6, Gamberini 6, Zauri 5, Pasqual 5,5 (25′ st Kuzmanovic 6); Donadel 6,5, Montolivo 6,5, Semioli 6; Jovetic 5,5 (20′ st Jorgensen 6), Vargas 5,5 (20′ st Gobbi 6); Gilardino 6,5. A disposizione: Storari, Kroldrup, Tagliani, Maritato. All.: Prandelli
Milan (4-3-2-1): Dida 6; Zambrotta 6, Maldini 7, Favalli 6,5 (32′ st Nesta 6), Jankulovski 6,5; Beckham 6 (36′ st Gattuso sv), Pirlo 5, Flamini 6,5; Kakà 6,5, Seedorf 5; Inzaghi 5 (24′ st Pato 6,5). A disposizione: Kalac, Senderos, Shevchenko, Ronaldinho. All.: Ancelotti
Arbitro: Rizzoli
Marcatori: 9′ st Kakà, 31′ st Pato
Ammoniti: Flamini (M)
Espulsi: nessuno
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Serie A: Il Milan vince a Firenze e guadagna l’accesso diretto alla Champions! Bologna salvo, Torino in B!
ROMA - Undici gol nel primo quarto d’ora, ventuno nel primo tempo e quarantadue alla fine. Record di stagione. Il carnevale di marcature garantisce i quattro verdetti che mancavano: la Juventus vince facile con la Lazio ed è seconda in campionato dietro l’Inter, il Milan piega nella ripresa la Fiorentina ed è terzo: Juve e Milan finiscono a pari punti, 74, ma i bianconeri negli scontri diretti hanno vinto all’andata e pareggiato al ritorno. Inter, Juventus e Milan, così, vanno dirette in Champions League. La Fiorentina è quarta: sconfitta dal Milan, viene raggiunta dal Genoa a 68, ma va in Champions per il miglior bilancio negli scontri diretti: vittoria a Firenze, pareggio a Marassi. Per la Fiorentina l’Europa più nobile arriverà attraverso un preliminare, significano due partite in più.
Poi c’è il verdetto più doloroso: il Torino retrocede. Non c’è stato un minuto in cui i granata sono rimasti salvi in quest’ultima giornata di serie A, poi i tre gol della Roma e il Bologna sempre in vantaggio contro il Catania hanno fatto il resto. Ma i granata, squadra strutturalmente gracile per la serie A, devono recriminare per una stagione tutta sbagliata.
In Europa League, lo si sapeva, vanno il Genoa quinto (che dilaga con il Lecce), la Roma sesta (affossatrice delle speranze del Torino) e la Lazio (già vincitrice della Coppa Italia). Il Torino scende insieme Reggina e Lecce. Zlatan Ibrahimovic vince la classifica marcatori con 25 reti, possibile con la doppietta di oggi. Una in più di Diego Milito e Marco Di Vaio, pure loro in gol nell’ultima giornata. E poi tanti addii in questo ultimo giorno di maggio: Figo, Ancelotti, Maldini, Nedved, Milito, Thiago Motta, Quagliarella. Qualcuno smette con il calcio, qualcuno cambia solo squadra.
Bologna-Catania 3-1. Sul campo viscido del Dall’Ara, Mingazzini al 5′ – con presa mancata di Acerbis – e Terzi al 26′ mettono in cassaforte una salvezza conquistata nel finale di campionato. Morimoto a inizio ripresa spaventa tutti, ma durerà solo 18 minuti. Acerbis si riscatta togliendo dalla porta un’infinita quantità di palle calciate da Di Vaio, che al 22′ calcia quella che lo porta a quota 24 in classifica cannonieri. Tutte utili per salvare il Bologna.
Fiorentina-Milan 0-2. In una partita dall’equilibrio delicato e a lungo mantenuto, nel primo tempo scheggia l’incrocio dei pali Flamini. Chiede un rigore che non c’è Gilardino (spinte in area con Favalli). Nella ripresa Gilardino, carico di motivazioni nei confronti dei rossoneri, sfiora il gol con un tocco d’esterno appena dentro l’area. Poi c’è Kaka. Torna a spingere il Milan dopo troppi infortuni e voci di mercato: uno a zero liscio liscio. E l’altro brasiliano in forma, Pato, sigla il raddoppio.
Genoa-Lecce 4-1. Apre Jankovic a metà del primo tempo deviando sotto porta, ma gioca il Lecce e al 32′ arriva il giusto pareggio di Tiribocchi. La ripresa è il festival degli addii: standing ovation per Thiago Motta (destinazione Inter). Milito (destinazione Inter, ma lui ha giurato che tornerà) prima della standing ovation personale offre l’assist del vantaggio rossoblù a Criscito: sinistro forte dentro l’area e Genoa in vantaggio. Ancora, l’argentino diventato un leader va a segnare i suoi due, di gol. Sono ventiquattro per Milito, in una stagione indimenticabile.
Inter-Atalanta 4-3. Vantaggio Muntari, pareggio Doni. Ancora vantaggio Inter con Ibrahimovic. Ma pareggio, per l’Atalanta, di Cigarini. Poi c’è tempo per l’ovazione per Figo, sostituito da Santon in un addio che regala qualche lacrima. E nella ripresa il talentuoso Doni infila un Julio Cesar non impeccabile su punizione. Rete annullata a Muntari: bella sforbiciata nell’area piccola in fuorigioco. E in ribattuta in area, Cambiasso, dà il 3-3. Mica è finita. Ibrahimovic, facendo due falli sui difensori bergamaschi dopo il lancio di Crespo, segna il gol numero 25 che gli dà la classifica cannonieri 2009.
Juventus-Lazio 2-0. Iaquinta che non tradisce mai segna dopo 3′ facendola passare sotto le gambe di Carrizo. E chiude nella ripresa su assist di Nedved. Che poi va a prendere il saluto di uno stadio: lascia la Juventus, sì.
Napoli-Chievo 3-0. Montervino al 4′, poi Bogliacino, poi Inacio Pià. In 19 minuti il Napoli chiude la pratica Chievo e si scrolla di dosso un girone di ritorno brutto nei giorni in cui rischia di perdere l’uomo più suggestivo: Ezequiel Lavezzi.
Palermo-Sampdoria 2-2. Due erroracci del giovane portiere Fiorillo, alla seconda partita in A quest’anno, spianano la strada al Palermo. La prima volta ne approfitta Miccoli, la seconda – un vero e proprio assist del portiere Primavera – , Succi. Poi Pazzini al 45′ accorcia per la Samp. E in inizio ripresa a Cassano viene annullato il pareggio: fuorigioco. Ci pensa Stankevicius, con una frustata di destro da fuori, a prendere il 2-2.
Reggina-Siena 1-1. La retrocessa Reggina interrompe un sonnolento match con il rigore di Stuani, a un minuto dalla fine del primo tempo: se lo procura e lo segna. Nella ripresa la fuga di Maccarone dà il pareggio a suggella un ottimo campionato per i toscani.
Roma-Torino 3-2. Porta in vantaggio il Torino Vailatti. Il pareggio è un tiro da fuori di sinistro, il suo piede, di Menez: finisce nell’angolo lontano. Nella ripresa Vucinic e Totti su rigore rendono la retrocessione del Torino più feroce, con l’inutile placebo di Ventola che segna al volo.
Udinese-Cagliari 6-2. Asamoah, Pepe e Floro Flores per l’attacco inesauribile dell’Udinese. Nelle ripresa Aquafresca trasforma il suo quarto rigore di stagione e riapre la partita Parola, alla prima rete in serie A. Ristabilisce le giuste distanze il terzino Pasquale, calciando con il piede non suo: il destro. E il quinto è di Quagliarella e il sesto del nigeriano Ighalo, 20 anni.
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