Calcio Live

Il meglio del calcio ora è live

Archivio per novembre, 2009

 ITALY SOCCER SERIE A

Catania-Milan finisce in un modo imprevedibile: dopo 93 minuti fatti soprattutto di noia e di gioco spento dei rossoneri, arriva Klaas Huntelaar -finora molto deludente- e nel giro di due minuti, in pieno recupero, sigla la doppietta che consente al Milan di vincere 2-0 e di portarsi al secondo posto in classifica. Primo gol dell’olandese al 93′ su assist di Inzaghi. Palla al centro e 40 secondi più tardi magnifico pallonetto in rete.

 LA PARTITA
Il Brutto Anatroccolo diventa finalmente Cigno nel momento più impensabile, nello stagno di una partita brutta, giocata male, con l’apatia a sostituire la fantasia nello schema 4-2-eccetera. Klaas Huntelaar, finalmente, è l’uomo in più di un Milan che al minuto 92 era ancorato su uno 0-0 che significava permanenza al terzo posto a 9 punti dall’Inter e conferma di una incapacità ormai cronica, conclamata: quella di dare continuità ai risultati, di potersi affermare squadra capace di essere competitiva anche in campionato.

Tante, troppe -infatti- le difficoltà incontrate dai rossoneri contro la squadra penultima in classifica prima della sorpresona finale. La barricatona del Catania ha funzionato egregiamente per 90 minuti 90, con i compassati diavoli sempre faccia a faccia con maglie rossazzurre pari a nove. I quattro difensori di Atzori venivano sempre supportati dai tre centrocampisti di ruolo e dalla coppia Martinez-Mascara, trequartisti che, quando la palla era in possesso del Milan, si preoccupavano di essere i primi disturbatori della manovra altrui. Ai rossoneri serviva gente che mulinasse le gambe e saltasse l’uomo. Abate fa parte della prima categoria, Ronaldinho della seconda, ma il resto del plotoncino fantasia -vedi Pato e Seedorf- non si adeguava affatto. Andujar ha compiuto la prima e unica (e facile) parata al 40′ su un tiro senza grandi pretese di Borriello.

Il passare dei minuti non ha portato a nulla se non a un pressing continuo e sterile solo leggermente migliorato dall’ingresso del vivace Antonini al posto dell’ombra di Zambrotta e da Ronaldinho spostato al centro e più libero di svariare alla ricerca dell’ispirazione giusta. Ma era tutto il resto del Milan, a non rispondere all’appello. Leonardo ha chiesto il colpo di mano a Inzaghi (fuori Borriello), che la mano l’ha invece usata per tirare uno schiaffetto a Silvestre e rischiare il rosso. In 15 minuti, tuttavia, Superpippo ha prodotto più conclusioni che il suo eversore Borriello in 75. L’entrata di Huntelaar, a sei minuti dalla fine, al posto dell’ormai inutile Flamini è la mossa della disperazione, la precisa richiesta di Leonardo di un intervento dell’imprescrutabile. Viene clamorosamente esaudito. Negli ultimi due minuti di recupero, l’oggetto misterioso si trasforma nella stella polare: sinistro violento ma centrale (assist -udite udite- di Inzaghi) su cui Andujar la combina grossa e subito dopo, con il cuore e le gambe liberate dall’ingorgo di cui erano vittime da mesi, delizioso “lob” quasi a spalle girate alla porta. A Leonardo, uomo e allenatore di fantasia, queste favole riempiono come e più dei tre punti.

LE PAGELLE

Huntelaar 7,5 Due minuti scarsi per riscrivere -o provare a riscrivere- una storia che sembrava avere un finale scontato. Bisognerà attendere prima di aggiornare la piccola enciclopedia dei cosiddetti “bidoni” giunti da oltrefrontiera: il bimbone Klaas ritrova, anche con un pizzico di fortuna, l’amico gol e la seconda rete, da applausi a scena aperta, dimostra quanta testa ci fosse nella sua crisi nera. La sbarra del casello si è alzata, ora tocca a lui -e a Leonardo- schiacciare l’acceleratore e recuperare il tanto tempo perduto.

Ronaldinho 6,5
Gli va dato atto che non si riposa sugli allori del suo attestato ritorno a una forma fisica e a un rendimento degno di questo nome. A sinistra, tra “tricks” da street football e uomini puntati e spesso saltati, fa il suo dovere e anche qualcosina di più. Peccato che il suo braccio armato, da quella parte, sia il cigolante Zambrotta. Come non detto. Nella ripresa si accentra ed è l’unico, dicasi l’unico, che cerca di tirar fuori la scintilla persino dal corner, da dove riesce a colpire una traversa. Tante volte, in passato, è stato l’uomo in meno del Milan: stavolta, è lui a predicare nel deserto.

Pato 5 Il clima da inverno brasiliano di Catania (nel pomeriggio superati i 20 gradi) innesca forse nel Papero mollezze e gnagnere da saudade. Quando, dopo pochi minuti, si accorge di non essere assecondato con decente continuità, si mette lì a destra, prova qualche scatterello poco convinto ogni tanto e si gode -climaticamente parlando- la serata, pregustando forse il ritorno natalizio in patria.

Flamini 5,5
E’ l’unico ripescato dall’ormai collaudato gruppo degli habitué della panchina, solo ed esclusivamente perché Pirlo è squalificato. Dura togliersi di dosso una naftalina che, assommata a qualità tecniche notoriamente non strepitose, riveste la sua prestazione di grezzumi assortiti. Entra come sempre a catapulta sull’avversario e si becce a stretto giro di posta un cartellino giallo che ne condiziona poi il resto del match.

Abate 6,5 La sua crapa bionda è la cosa più veloce che è possibile vedere muoversi sul terreno del Massimino. Dalla sua parte Llama e Alvarez lo lasciano abbastanza tranquillo e allora lui ne approfitta per piazzare più di uno sprint a caccia di un cross, di una botta di vita. Una volta il suo sforzo viene vanificato da Pato, che stava passeggiando lì nei dintorni

Spolli 6,5 Di testa è insuperabile, come quel famoso tonno di qualche anno fa. Centonovantadue centimetri di cattiveria -agonistica, per carità- che rendono la vita molto difficile all’ariete Borriello e a Pato, che stende senza pietà quella volta che decide di fare lo scattino. Ha anche, per due volte, palle buone per segnare il gol che rispolvererebbe il caro, vecchio tormentone “clamoroso al Cibali”

IL TABELLINO

CATANIA-MILAN 0-2

Marcatori: 48′ st Huntelaar (M); 49′ st Huntelaar (M)


Catania (4-3-2-1):
Andujar 5; Bellusci 6,5, Silvestre 6, Spolli 6,5, Alvarez 6; Biagianti 6, Carboni 6,5, Llama 5,5 (16′ st Izco); Martinez 6,5, Mascara 6; Morimoto 6 (33′ st Ricchiuti). A disposizione: Campagnolo, Potenza, Capuano, Ledesma, Plasmati. All.: Atzori.
Milan (4-2-1-3): Dida 6; Abate 6,5, Nesta 6, Thiago Silva 5,5, Zambrotta 5 (20′ st Antonini); Flamini 5,5 (39′ st Huntelaar 7,5), Ambrosini 6; Seedorf 5; Pato 5, Borriello 5,5 (29′ st F.Inzaghi 6,5), Ronaldinho 6,5. A disposizione: Storari, Kaladze, Favalli, Di Gennaro. All.: Leonardo.
Arbitro: Brighi
Ammoniti: Flamini (M), Biagianti (C), Martinez (C), Spolli (C), F.Inzaghi (M)

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C_27_articolo_28381_GroupStrilli_Group16x4_fotoUn rigore di Milito proietta l’Inter a +8 sulla Juve prima del big match di sabato sera a Torino. Fiorentina punita dal dischetto dopo un fallo di Comotto in area sullo stesso Milito, all’85′. Finisce 1-0. In precedenza, al 50′, l’arbitro Damato aveva annullato a Samuel un gol di testa per trattenuta su Dainelli, poi all’80′ Gilardino aveva colpito il palo, di destro. A due minuti dalla fine errore incredibile di Eto’o, solo davanti a Frey

LA PARTITA

E’ pur sempre Juve-Inter, il derby d’Italia, come si diceva una volta, o più semplicemente, senza retorica, l’espressione di una rivalità antica che Calciopoli ha acuito, esasperato, reso storia. Certo adesso di mezzo, a stemperare l’attesa per il match clou della 15esima giornata, ci sono otto punti, frutto della precisione di Milito e delle evidenti difficoltà bianconere del momento.

Ci limitiamo ovviamente in queste righe a raccontare della prima. Precisione, appunto. Quella che a Milito era mancata, incredibilmente, venti minuti prima del gol, quando Stankovic aveva servito all’argentino un pallone fantastico, sul lato destro dell’area, pallone che avrebbe meritato maggior precisione nella finalizzazione, di interno destro, da parte del ‘Principe’. Perché questa Inter (con Balotelli in tribuna, il ‘ripescato’ Quaresma in campo dal primo minuto e il solo Mancini in panchina quale unica alternativa al tridente d’attacco) i gol può permettersi di sprecarli anche clamorosamente (vedi l’errore incredibile di Eto’o allo scadere) o di vederseli annullare (cosa capitata a Samuel al minuto 50′), consapevole forse che – in Italia, intendiamoci – mancano ancora troppe credenziali alle avversarie per poter competere davvero alla pari con la corazzata di Mourinho.

Fortuna. Sì, c’è anche quella. Perché anche Gilardino avrebbe meritato la sua generosa fetta di gloria, dopo aver incantato San Siro con una magia, ipnotizzando Lucio e Samuel. Ha trovato il palo. Era l’ottantesimo. E cinque minuti dopo l’Inter ha trovato il gol. Palla di Thiago Motta per Milito, Comotto è in ritardo, interviene come può. Damato non ha dubbi. Milito ha rimpianti (per l’errore precedente), ma non paure. Frey speranze, ma nient’altro. Più otto.

LE PAGELLE

Frey 7 Il confronto diretto con Julio Cesar non lo mette sotto pressione, lo spinge a fare bella figura. Ci riesce, salvando i viola su Milito (in uscita, minuto 16, e di pugno, al 56′), sulla punizione violenta di Lucio (57esimo) e nel finale sul colpevole Eto’o. Sul tiro dal dischetto del ‘Principe’ va dalla parte opposta, ma non può certo esserne chiamato a rispondere.

Quaresma 7 Festeggia la prima da titolare in questo campionato mettendo in evidente difficoltà Gobbi sulla fascia, prima di spostarsi per una breve fase a sinistra, quando intorno alla mezz’ora Mourinho rivoluziona il tridente allargando Milito a destra e accentrando Eto’o. Riprende il suo posto prima dell’intervallo, giusto in tempo per azzeccare l’esterno destro imparabile, che poteva regalargli il suo primo, vero momento di gloria in nerazzurro, se Damato non avesse giustamente fischiato al ‘Trivela’ il fallo su Gobbi.

Milito 6,5 E’ l’uomo partita, ma l’episodio del rigore lo salva da un giudizio peggiore. Perché se al 16esimo l’impresa era stata tutta di Frey, il destro fuori e non di poco al minuto 65 poteva rivelarsi un errore imperdonabile. Ci ha pensato Comotto a toglierlo dall’imbarazzo di dover chiedere scusa.

Comotto 5 Il fallo da rigore è la resa finale di una difesa che ha ballato complessivamente per 90 minuti, salvata un po’ da Frey, un po’ da Milito ed Eto’o e un po’ da qualche recupero in extremis, di Dainelli, ma anche dello stesso Comotto, come su Muntari, al quinto della ripresa. Ma l’episodio dell’ottantesimo minuto pesa come un macigno, sul match e sul campionato.

Eto’o 5,5 Metà campo di fuga solitaria, mentre tutta la Fiorentina (superato il maldestro Gobbi, ultimo baluardo avanzato della difesa viola) era altrove, a cercare disperatamente un pareggio svanito a dieci minuti dalla fine, meritava, anzi, imponeva un finale diverso. E’ mancato l’happy end. All’azione, non al match. E San Siro fa festa lo stesso.

IL TABELLINO
Inter
(4-3-3): Julio Cesar 6; J. Zanetti 6,5, Samuel 6, Lucio 6, Chivu 6; Stankovic 6,5, Cambiasso 6, Muntari 6,5 (28′ st Thiago Motta 6,5); Quaresma 7 (28′ st Mancini sv), Milito 6,5 (42′ st Vieira sv), Eto’o 5,5. A disp. Toldo, Cordoba, Khrin, Materazzi. All. Mourinho
Fiorentina (4-2-3-1): Frey 7; Comotto 5, Dainelli 6 (31′ st De Silvestri sv), Kroldrup 5,5, Gobbi 5; Montolivo 5,5, C. Zanetti 6,5; Marchionni sv (18′ pt Jorgensen 5,5), Santana 5,5 (41′ st Castillo sv), Vargas 6,5, Gilardino 6,5. A disp. Avramov, Pasqual, Jovetic, Babacar. All. Prandelli Arbitro: Damato
Marcatori: 41′ st Milito (I, rig)
Ammoniti: Chivu (I), Gobbi (F), Kroldrup (F), C. Zanetti (F), Comotto (F), Samuel (I)

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Pareggio divertente tra Parma e Napoli. Dopo il gol del vantaggio partenopeo, al 32′ del primo tempo con German Denis, il Parma non molla e acciuffa il pari a 5′ dal termine della gara. Rigore per i ducali, con annessa espulsione di Contini. Segna Amoruso e il Parma prova a ribaltare il risultato nel finale, ma il finale è 1-1. Le squadre si dividono la posta, dimostrando di meritare la posizione “europea” occupata in classifica.

LA PARTITA

Il Napoli, senza Lavezzi, si affida al “tanque” Denis in attacco, insieme all’intristito Fabio Quagliarella, ancora alla ricerca del primo gol fuori dal San Paolo. Se fosse per il pubblico, l’attaccante napoletano, si dovrebbe sentire a casa, perché i sostenitori azzurri assiepano tribune e curve dell’impianto parmigiano, incitando incessantemente i propri beniamini, dando vita, insieme ai supporters locali, a un bellissimo, e corretto, spettacolo sugli spalti. Cornice degna di una sfida dal sapore europeo.

La prima sortita offensiva è del Napoli: Denis tiene bene palle, appoggia ad Hamsik, che consegna un buon pallone all’accorrente Maggio, il quale calcia malamente in tribuna. Il Parma prova a fare la partita, ma la formazione di Walter Mazzarri si difende bene e sa di poter pungere da un momento all’altro, con un Denis molto vivace su tutto il fronte offensivo. E’ proprio il tanque che al 9′ scende a prendere palla a centrocampo e lancia Hamsik in verticale; bravo però l’esperto Panucci a sventare e mettere in angolo. Azione confusa sul successivo tiro dalla bandierina, ci prova Quagliarella ma niente da fare. Al 16′ bell’azione del Parma, ben costruita, con Lanzafame che serve Lunardini: tentativo col sinistro dal limite, pallone di poco a lato. Due minuti più tardi ci provano ancora i ducali. Scambio Morrone-Amoruso, ancora per Morrone che calcia di prima col destro, troppo debole, parata facile per De Sanctis. Il Napoli, dopo un inizio molto confortante, sembra perdere brillantezza col passare dei minuti, mentre prende campo la formazione di casa. Al 21′ grande conclusione di Quagliarella, sempre alla ricerca del gol: rientra dalla sinistra e prova il tiro potente col destro, palla fuori di poco. Partenopei, oggi in maglia rossa, che provano ancora in contropiede: Maggio scende sulla destra, mette al centro per Denis, colpo sotto a scavalcare Mirante, ma palla fuori. E’ un Napoli che vive di fiammate, ma sembra risvegliarsi. Il gol è nell’aria, e arriva al 32′: il solito Maggio, da destra, mette in mezzo per Denis che, colpevolmente abbandonato da Panucci e Lucarelli, può col destro mettere in rete; Tardini che esplode, sembra di essere a Napoli. E’ il primo gol del Napoli di Mazzarri in un primo tempo. E’ una bella partita: il Parma si butta in avanti, ma si espone al contropiede. Bene il Napoli, che prova a difendere il risultato. Primo tempo che termina col vantaggio dei campani.

Parma subito arrembante nella ripresa, alla ricerca del pari. In avvio punizione di Dzemaili dal limite, para a terra De Sanctis. Decisamente diverso il piglio degli emiliani, che si spingono con costanza in area avversaria. Ci prova Lanzafame di testa su cross dalla destra, para ancora De Sanctis. Guidolin inserisce nella mischia Biabiany, schierandosi con il tridente e rinunciando alla spinta di Castellini sulla fascia sinistra. Parma rigenerato, Napoli che difende l’1-0 e prova ad agire di rimessa. L’inserimento di Biabiany da vigore alla manovra ducale e sulla destra fa ammattire Aronica, che spesso non lo tiene. Al 25′ prova Lanzafame col destro dal limite dell’area, rasoterra insidioso, bravo nuovamente De Sanctis, molto attento. Risponde Hamsik, che si trova sul destro il pallone del 2-0, ma si fa deviare il tiro in angolo dopo un regalo del portiere gialloblu Mirante, che sbaglia malamente il rinvio, consegnandolo al centrocampista slovacco. I padroni di casa però non mollano, e a 5′ dal triplice fischio, raggiungono il meritato pareggio. Lanzafame viene trattenuto in area da Aronica, e Trefoloni concede il pennalty. Amoruso va sul dischetto e non sbaglia. Nel mentre, l’arbitro espelle Contini, colpevole di un colpo proibito a gioco fermo, e la gara si ribalta. E’ il Parma ora a voler cercare a tutti i costi la vittoria, buttandosi con veemenza in avanti, senza trovare la via della rete. Un punto a testa, frutto di una gara equilibrata, che consegna al campionato due squadre in salute, capaci, fino alla fine, di giocarsi un posto per l’Europa League.

denis01GLE PAGELLE

Panucci 5: parte bene, con un paio di anticipi che fanno parte del suo bagaglio tecnico. Poi, sul gol, insieme al compagno di reparto Lucarelli, si perde Denis, che insacca. E nella ripresa, forse un po’ troppo nervoso, prende un giallo per fermare Quagliarella e fatica a stargli dietro.

Dzemaili 6.5: ordine e testa al servizio del Parma. L’ex giocatore del Torino merita ampiamente la serie A, e risulta essere pedina fondamentale nello schieramento tattico di Guidolin. Pericoloso su punizione, sempre nel vivo dell’azione, un giocatore al quale anche le grandi squadre potrebbero fare un pensierino.

Amoruso 6.5: a 35 anni suonati, corre e si sbatte come un ragazzino. Magari le gambe e la rapidità non sono più quelle di un tempo, ma la freddezza sotto porta (nel caso del rigore), e la capacità di tenere occupati i difensori avversari, sono sempre le stesse.

De Sanctis 6.5: attenzione e prontezza, due delle caratteristiche messe in evidenza oggi dal portiere del Napoli. Quando è chiamato all’intervento, risponde sempre presente, dando sicurezza ai compagni. Gli attaccanti del Parma non fanno cose clamorose, ma sono i tanti e continui interventi di pulizia a servire alla squadra.  

Maggio 6.5: spina nel fianco della difesa emiliana, sulla destra vince il confronto con Castellini, andando al tiro anche in un paio di occasioni. Suo, tanto per cambiare, l’assist per la rete di Denis nel primo tempo. Napoli sta ritrovando il vero Cristian Maggio

Denis 7: sfrutta al meglio l’occasione di giocare da titolare. Non c’è Lavezzi, e il Napoli finisce col guadagnarci. Il ‘tanque’ si muove con pericolosità per tutto il primo tempo, tenendo in apprensione l’intera retroguardia del Parma. Sull’invito di Maggio è puntuale il suo tocco di destro a battere Mirante. Nella ripresa, stanco, esce tra gli applausi di tutto il Tardini.

IL TABELLINO

PARMA (5-3-2): Mirante 6, Zaccardo 6, Dellafiore 6, Panucci 5, A.Lucarelli 5.5, Castellini 6 (9′st Biabiany 6), Morrone 6, Dzemaili 6.5, Lunardini 6 (26′ st Antonelli 6), Amoruso 6.5, Lanzafame 6 (46′ Paci sv). A disposizione: Pavarini, Zenoni, Paci, Budel, Pisanu. All.: Guidolin

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis 6.5, Campagnaro 6, Cannavaro 6, Contini 6, Maggio 6.5, Gargano 6, Pazienza 6 (37′ st Cigarini sv), Aronica 6, Hamsik 5.5, Quagliarella 6 (43′ st Grava sv), Denis 7 (21′ st Bogliacino 6). A disposizione: Iezzo, Grava, Zuniga, Datolo, Pià, Hoffer All. Mazzarri

ARBITRO: Trefoloni di Siena
MARCATORI: 32′ pt Denis (N), 37′ pt Zaccardo (P), 42′ pt Panucci (P), 8′ st Lunardini (P), 35′ st Pazienza (N)
AMMONITI: 27′ pt P. Cannavaro (N), 41′ st rig. Amoruso (P)
ESPULSI: 40′ st Contini per gioco scorretto (N)

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Quello che si vorrebbe vedere di questa Juventus è un volto. Tratti somatici che ricordano una squadra di calcio e non un bastimento carico di idee che restano chiuse nella stiva. Il secondo kappaò consecutivo (0-2 sia nella terra del Bordeaux che in quella del caprino) porta con sè segnali inquietanti. Il Cagliari vince, azzanna la squadra di Ferrara, la trascina per un tempo, la lascia rifiatare per quasi tutto il secondo tenendola però alla catena e la finisce con un lampo nella ripresa. Chapeau, direbbero i francesi. Pragmatismo, direbbe il più razionale dei calciofili. 

 Allegri pare disegnare calcio con il miele tanto è dolce il suo pargolo. Un 4-3-1-2 che in realtà un 4-3-3 bello e buono. Ma non con Nenè a fare da specchietto delle allodole. Bensì Cossu, spostato tre metri più avanti rispetto alla lavagnetta, in un posto dove Poulsen e Sissoko non lo vedono e i centrali difensivi lo intravedono. Il brasiliano invece giostra a destra, con Jeda dalla parte opposta. Ferrara invece propone un 4-4-1-1 con Marchisio a sinistra e Camoranesi a destra molto alti, con l’intento di alzare anche la linea di galleggiamento di Molinaro e Caceres (il miglior bianconero). Il risultato è un imbarazzante confronto tra la brillantezza sarda e il granitico, quasi monumentale, sistema di gioco bianconero. La Juve è imbastita, con un Diego vicino alla linea piatta dell’elettrocardiogramma.

La fase culminante di questo processo morboso è il gol di Nenè. Un missile senza traiettoria che si infila nel sette. La Juve dorme e il brasiliano scodella il cadeau. Il raddoppio di Matri è una fiammata alla fine della partita. Ripartenza rapida, Cannavaro - in versione ‘anche i miti s’ammosciano – saltato come una sagoma di cartone e semplice tocco. Un 2-0 che fa male a tutto il mondo Juve proprio nella settimana che porta allo scontro (ormai non più diretto) con l’Inter avanti otto scalini. Il Cagliari invece ha dimostrato di aver lavorato: dopo i fuochi d’artificio di San Siro, la squadra ha trovato equilibrio e intelligenza senza soluzione di continuità (la Champions dista solo due punti). Una bella realtà. Bella scoperta Ciro, eh?

buffon2LE PAGELLE

Diego 5 Noi vogliamo credere che ci sia una spiegazione in tutto questo. O meglio, nel nulla di questo brasiliano che caracolla sull’erba sarda. Per oltre venti minuti sbaglia appoggi, passaggi, verticalizzazioni. Tocca palloni su palloni divenendo il centro nevralgico della (non) manovra juventina. Però il primo respiro è un tirino – o tiraccio – che si addormenta fra le braccia di Marchetti. Il secondo è un diagonale strangolato. Poi torna l’apatia e l’asma.

Nenè 7,5 Cristo si è fermato a Eboli, lui non si ferma neppure davanti a Buffon, il Cristo Redentore dei portieri. Il destro disegnato all’incrocio è un fumetto per i sardi, una triste coltellata per i bianconeri. L’attaccante si sbatte su è giù lungo la destra. Allegri lo maschera da prima punta facendolo giocare dalle parti di Molinaro e togliendolo dalle attenzioni dei centrali juventini. Un successone.

Cannavaro 4 C’è paura nell’aria. Il terrore che la sfera attraversi la zona di competenza del difensore. Il grido soffocato dei tifosi bianconeri è colorato. Non un anticipo azzeccato, non un rinvio pulito, non un momento durante il quale sembra dire ai compagni ‘tranquilli, ci penso io’. Domenica da gitano. Di quel ‘CANNAVARO’ mondiale resta solo l’eco che termina ‘aro’ e che qualcuno può fraintendero in ‘ero’.

Sissoko 5,5 Nella metà campo di Ferrara giace una pietra grossa così. Eppure non c’è alcun avviso di ‘caduta massi’. Ah, è quel Sissoko. La forza della natura che fa rima con rottura. Quello che non fa, arginando solo una volta in novanta minuti e facendosi togliere la palla dagli avversari ogni volta che ne entra in possesso. A grandi linee, il ramadan in questo periodo non c’entra…

Matri 7 Il futuro del giovanotto ha un cuore ripetitivo: quinto centro consecutivo. Entra, aiuta la squadra a tenere alto il baricentro con la Juve proiettata alla ricerca del pareggio e dribbla Cannavaro come una sedia dell’Ikea priva di una vite. Bello di mamma!

Il tacco di Molinaro 7 Roberto Bolle è stato operato e non potrà esibirsi ad Amburgo: se cercate un sostituto non andate alla Scala di Milano. Chiamate in sede.

IL TABELLINO
CAGLIARI-JUVENTUS 2-0
Cagliari (4-3-1-2):
Marchetti 6,5; Pisano 6,5, Lopez 6,5, Astori 6,5, Agostini 6,5; Biondini 6,5, Conti 6,5, Lazzari 6,5 (20′ st Dessena 6); Cossu 6,5 (27′ st Parola 6); Nenè 7,5 (16′ st Matri 7), Jeda 6,5. All. Allegri (A disposizione: Lupatelli, Canini, Barone, Larrivey)
Juventus (4-4-1-1):
Buffon 5,5; Caceres 6, Cannavaro 4, Chiellini 5,5, Molinaro 5 (35′ st Giovinco sv); Camoranesi 5,5, Poulsen 5,5, Sissoko 5,5 (39′ st Tiago sv), Marchisio 5,5 (16′ st Del Piero 5,5); Diego 5; Amauri 5,5. All. Ferrara (A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Grygera, De Ceglie)
Arbitro: De Marco
Marcatori: 30′ pt Nenè, 44′ st Matri
Ammoniti: Sissoko (J), Jeda (C), Camoranesi (J), Cossu (C), Amauri (J), Lopez (C)

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Bari da infarto rimonta e batte 2-1 il Siena! Pagelle e Highlights!

Posted by calciolive On novembre - 29 - 2009


E’ durato 75 minuti il sogno del Siena, alla prima con Malesani, di espugnare il San Nicola. Invece, il Bari prima raggiunge il pari e poi firma il sorpasso. I toscani vanno in vantaggio con un gol lampo di Vergassola, che al 3′ interviene su un traversone dalla sinistra e gela i tifosi di casa. La squadra di Ventura costruisce poco, ma nel forcing finale va a segno con Masiello al 33′ e con Greco al 47′ della ripresa.

 Insomma, chi si chiede se la cura Malesani possa funzionare da subito sembra avere una risposta immediata. Per la precisione gli servono 180 secondi, il tempo necessario a Vergassola per inserirsi in spaccata su un traversone dalla sinistra di Jarolim e infilare Gillet. Passano altri dieci giri di lancette e Maccarone sfiora il raddoppio: il suo pallonetto è però fuori misura. La squadra di Ventura è prevedibile e fatica a riprendersi contro in avversario attento in copertura, ben messo in campo e capace di giocare in velocità quando c’è da costruire. Per vedere il Bari tirare in porta bisogna aspettare mezzora, ma il colpo di testa di Almiron è debole e centrale, come pure la girata di Barreto, che poco dopo si trova da solo con le spalle rivolte a Curci. Troppo poco per fare paura a un Siena solido e attento.

La ripresa si apre in fotocopia, con Vergassola, che stavolta non riesce a fare centro, costringendo Gillet alla deviazione miracolosa. I biancorossi, però, poco a poco chiudono nella loro metà campo i pugliesi e dopo un gol giustamente annullato a Meggiorini per fuorigioco, si mangiano le mani per un’altra occasione fallita da Barreto.

La sfida, però, è ben lontana dall’essere decisa. E, infatti, ecco il ribaltone. Masiello indovina un sinistro dal limite dell’area che frena la fuga senese e in pieno recupero arriva il gol vittoria di Greco, che al volo insacca un cross dalla sinistra di Antonelli, anche lui appena entrato in campo. Decisivo, insomma il doppio cambio di Ventura, imbrigliato per oltre un’ora da Malesani. Da martedì il Siena va in ritiro, ma senza un po’ di fortuna la salvezza sembra un miraggio. Il Bari, invece, adesso sogna l’Europa.

LE PAGELLE
Koman 6 Poco protagonista in avvio, sbaglia tanti passaggi. Nella ripresa, sulla destra, va un po’ meglio, ma i gol arrivano dopo che lui è uscito…
Greco e Antonelli 7 Basta un quarto d’ora ai due neo entrati per costruire la combinazione che vale i tre punti. Quando si dice “cogli l’attimo”
Vergassola 7 Crede nel miracolo e non è un caso che il gol, il primo della sua stagione, porti la firma del capitano. Che sarà l’ultimo ad abbandonare la barca

IL TABELLINO
Bari-Siena 2-1
Bari (4-4-2)
: Gillet 6; A. Masiello 6,5, Ranocchia 6, Bonucci 6, Parisi 5,5; Alvarez 5,5 (12′ st Kamata 6), Donati 6,5, Almiron 5,5, Koman 6 (38′ st Antonelli 7); Barreto 5 (33′ st Greco 7), Meggiorini 5. A disposizione: Padelli, Stellini, De Vezze, Allegretti. All. Ventura
Siena (4-3-3): Curci 6; Rosi 6 (21′ st Ficagna 5,5), Terzi 6, Brandao 6, Del Grosso 6,5; Vergassola 7, Genevier 5,5, Jarolim 6; Fini 6 (18′ st Reginaldo 5), Maccarone 6 (40′ st Calaiò sv), Ghezzal 6. A disposizione: Pegolo, Rossi, Jajalo, Codrea. All. Malesani
Arbitro: Candussio
Marcatori: 3′ Vergassola (S), 33′ st Masiello (B), 47′ st Greco (B)
Ammoniti: 30′ Del Grosso (S), 15′ st Rosi (S), 26′ st Ficagna (S), 36′ st Terzi (S)
Espulsi: -

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catania-milanCatania - Milan in streaming, guarda la partita in diretta gratis sul tuo pc in diretta alle ore 20:45 di oggi Domenica 29 Novembre.

Per chi non ha a disposizione un abbonamento satellitare , ad esempio a Sky, è comunque possibile guardare le partite di Serie A e B, Champions League e Europa  League in diretta: l’unica condizione è quella di avere a disposizione una connessione a banda larga (le normali ADSL italiane vanno benissimo) e installare uno o più programmi adatti a ricevere le trasmissioni. Tutto questo è possibile grazie ad alcuni canali televisivi stranieri, che hanno i diritti per il Campionato italiano, Champions League e Mondiali, anche via Internet.

E’ possibile vedere la partita gratis da internet scaricando Live Player oppure da questi siti web:

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PROBABILI FORMAZIONI

Catania-Milan domenica ore 20.45
Catania (4-3-3): Andujar; Potenza, Bellusci, Silvestre, Capuano; Izco, Carboni, Biagianti; Mascara, Morimoto, Llama. A disposizione: Campagnolo, Spolli, Alvarez, Ledesma, Plasmati, Martinez, Ricchiuti. All.: Atzori
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Barrientos, Sciacca, Delvecchio, Marchese
Milan (4-2-1-3): Dida; Abate, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta; Flamini, Ambrosini; Seedorf; Pato, Borriello, Ronaldinho. A disposizione: Storari, Kaladze, Favalli, Antonini, Di Gennaro, F. Inzaghi, Huntelaar. All.: Leonardo
Squalificati: Pirlo (1)
Indisponibili: Onyewu, Jankulowski, Gattuso, Oddo
pensa al tridente, con Mascara, Morimoto e Llama che avanzerebbe come ala sinistra. Capuano e Potenza gli esterni di difesa. Nel Milan assente Pirlo per squalifica, dovrebbe esserci Flamini nel duo di centrocampo e Abate nel ruolo di esterno destro di difesa al posto di Oddo, che ha rimediato uno strappo alla coscia sinistra e rischia uno stop di due mesi. Davanti solito terzetto champagne con Pato, Dinho e Borriello davanti.

 

LE ULTIME: Atzori

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CALCIO: INTER - NAPOLIInter - Fiorentina in streaming, guarda la partita in diretta gratis sul tuo pc in diretta alle ore 15:00 di oggi Domenica 29 Novembre.

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PROBABILI FORMAZIONI

Inter-Fiorentina domenica ore 15.00
Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; J. Zanetti, Samuel, Lucio, Chivu; Vieira, Muntari; Quaresma, Stankovic, Balotelli, Milito. A disposizione: Toldo, Cordoba, Materazzi, Thiago Motta, Mancini, Arnautovic, Eto’o. All.: Mourinho
Squalificati: Maicon (2)
Indisponibili: Santon, Sneijder

Fiorentina (4-2-3-1): Frey; Comotto, Dainelli, Kroldrup, Gobbi; Montolivo, C. Zanetti; Marchionni, Santana, Vargas, Gilardino. A disposizione: Avramov, Pasqual, De Silvestri, Jovetic, Jorgensen, Castillo, Babacar. All.: Prandelli. 
Squalificati: Donadel (1)
Indisponibili: Mutu, Gamberini, Natali
LE ULTIME: Mourinho non fa turnover e, eccetto Maicon, squalificato, gioca la squadra di Barcellona, anche se c’è il dubbio in attacco tra Eto’o e Balotelli. Al posto del brasiliano, basso a destra giocherà capitan Zanetti. Prandelli deve fare a meno di Mutu, ma recupera, almeno per la panchina, Jovetic. Dal primo minuto, dietro a Gilardino, dovrebbe esserci Santana, con Marchionni e Vargas sulle ali. In ballottaggio per il posto da terzino sinistro Gobbi e Pasqual.

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edison-cavaniChievo - Palermo in streaming, guarda la partita in diretta gratis sul tuo pc in diretta alle ore 15:00 di oggi Domenica 29 Novembre.

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PROBABILI FORMAZIONI

Chievo-Palermo domenica ore 15.00
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Sardo, Morero, Mandelli, Mantovani; Ariatti, Iori, Marcolini; Pinzi: Abbruscato, Pellissier. A disposizione: Squizzi, Scardina, Piccolo, Rigoni, Bentivoglio, Granoche, Bogdani. All.: Di Carlo
Squalificati: Luciano (1), Yepes (1)
Indisponibili: Moro, Frey

Palermo (4-3-1-2): Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Liverani, Bresciano; Simplicio; Cavani, MiccoliA disposizione: Rubinho, Goian, Blasi, Nocerino, Bertolo, Hernandez, Budan. All.: Rossi
Squalificati
: Carrozzieri (fino al 5/4/2011), Pastore (1)
Indisponibili: Tedesco, Succi

LE ULTIME: Di Carlo deve fare i conti con due assenti importanti, Luciano e Yepes. Modulo con i tre a centrocampo in linea e Pinzi trequartista dietro Abbruscato (e non Bogdani) e Pellissier. In difesa, senza il colombiano, Morero spostato al centro, sulla destra giocherà Sardo. Il nuovo Palermo di Delio Rossi ha già delle novità: Liverani in mezzo al campo e il ritorno di Balzaretti come terzino sinistro. Simplicio agirà dietro le punte al posto dello squalificato Pastore.

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MudingayiBrocchiLazio - Bologna in streaming, guarda la partita in diretta gratis sul tuo pc in diretta alle ore 15:00 di oggi Domenica 29 Novembre.

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PROBABILI FORMAZIONI

Lazio-Bologna domenica ore 15.00
Lazio (3-4-2-1): Muslera; Diakitè, Stendardo, Radu; Brocchi, Baronio, Matuzalem, Kolarov; Zarate, Foggia; Rocchi. A disposizione: Berni, Cribari, Lichtsteiner, Dabo, Mauri, Meghni, Inzaghi. All.: Ballardini. 
Squalificati: Cruz (3)
Indisponibili: Siviglia, Perpetuini,
Makinwa

Bologna (4-3-1-2): Viviano; Raggi, Portanova, Britos, Lanna; Mingazzini, Guana, Mudingayi; Adailton; Zalayeta, Di Vaio. A disposizione: Colombo, Zenoni, Vigiani, Tedesco, Bombardini, Osvaldo, Marazzina. All.: Colomba
Squalificati:
nessuno
Indisponibili: Mutarelli, Valiani, Lavecchia

LE ULTIME: Ballardini è sempre in bilico e per tornare alla vittoria rilancia capitan Rocchi, che giocherà come unica punta, supportato dalla coppia Zarate-Foggia. In difesa si vede Stendardo, vista l’assenza di Siviglia. Recupera anche Matuzalem, che guiderà il reparto mediano al fianco di Baronio. Nel Bologna formazione tipo. Dietro alla coppia Di Vaio-Zalayeta largo al trequartista: Adailton

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C_3_Media_615562_immagine_detParma - Napoli in streaming, guarda la partita in diretta gratis sul tuo pc in diretta alle ore 15:00 di oggi Domenica 29 Novembre.

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PROBABILI FORMAZIONI

Parma-Napoli domenica ore 15.00
Parma (5-3-2): Mirante; Zaccardo, Paci, Panucci, A. Lucarelli, Castellini; Dzemaili, Lunardini, Morrone; Amoruso, Lanzafame. A disposizione: Pavarini, Antonelli, Zenoni, Dellafiore, Pisanu, Budel, Biabiany. All.: Guidolin
Squalificati: Galloppa (1)
Indisponibili: Paloschi, Bojinov, Mariga

Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Contini; Maggio, Gargano, Pazienza, Aronica; Hamsik; Denis; Quagliarella. A disposizione: Iezzo, Grava, Zuniga, Cigarini, Hoffer, Bogliacino, Pià. All.: Mazzarri
Squalificati
: Rinaudo (3)
Indisponibili: Lavezzi, Datolo

LE ULTIME: Guidolin deve fare a meno di Galloppa, squalificato, e in mezzo al campo darà spazio a Lunardini, accanto a Morrone e Dzemaili. Ko anche Bojinov: sarà Lanzafame il partner d’attacco di Amoruso. Tegola per il Napoli, che dovrà fare a meno di Lavezzi, alle prese con uno stiramento all’adduttore. Fuori anche Datolo per una contusione rimediata giovedì. Ci sarà Denis al fianco di Quagliarella. Manca Rinaudo nel pacchetto difensivo; deve stare fuori 3 turni dopo la “manata” a Cruz di domenica scorsa. In panchina si rivede Iezzo.

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