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borriello
 Il Milan apre il 2010 con una grande prova, risponde all’Inter battendo il Genoa 5-2 e, anche in considerazione della gara da recuperare, rimette la capolista, ora a +8, nel mirino. Dopo aver fallito un rigore con Dinho al 12′ (parata di Amelia), l’undici di Leo, sotto per il gol di Sculli, rimonta grazie a Dinho (rigore al 32′) e T. Silva (38′). Nella ripresa doppietta di Borriello (48′ e 60′), gol su rigore di Huntelaar e 5-2 di Suazo.

 

LA PARTITA
Il Milan, insomma, c’è eccome e l’Inter è bene che ne tenga conto. Non solo perché i rossoneri sono la più immediata inseguitrice della capolista, ma anche perché sono in salute, giocano un ottimo calcio e, dettaglio da non trascurare, sembrano divertirsi parecchio. Il tutto, dopo una partenza choc, con il piglio della grande squadra, che sbaglia un rigore e non si scompone, passa in svantaggio e non fa una piega, rimonta nel giro di tredici minuti e continua lo show passeggiando sulla rivale. Tutte notizie ottime per Leonardo e poco rassicuranti per Ferrara che, domenica sera, si troverà di fronte una squadra motivatissima.

Motivatissima e molto ben organizzata in tutti i reparti. Dai due centrali di difesa, bravissimi, ai due ragazzotti che Leo continua a schierare con successo sugli esterni (Abate e Antonini, ndr). Da Pirlo e Gattuso (buon rientro), ad Ambrosini, onnipresente e preziosissimo. Per arrivare, infine, a Ronaldinho, all’ottimo Beckham e al micidiale Borriello. Tutta roba buona che ha fatto dimenticare le assenze di Pato e Seedorf.

Poi, chiaro, anche il Genoa ha fatto la sua parte. Gasperini, in genere molto attento, questa volta ci ha capito pochino. Ha piazzato Rossi sulla linea dei difensori per contenere Ronaldinho, dimenticando che, un anno e mezzo fa, distrusse i rossoneri a Marassi proprio attaccandoli sul lato del brasiliano. Attaccando e non difendendo. E questo, in fondo, è il punto, perché se aspetti il Milan, questo Milan, che ha molte risorse, prima o poi ti punisce. Perché ti sorprende con i raddoppi sulle fasce e gli inserimenti dei centrocampisti. Perché tutti si muovono per dettare il passaggio al compagno. Cose turche, a immaginarle sei mesi fa. In questo Leonardo ha costruito un piccolo miracolo. Magari non riuscirà a vincere lo scudetto o arrivare fino in fondo in Champions League, ma la sua squadra, oggi, è una squadra vera.

In tutto, perfino quando c’è da lasciare un rigore al compagno che gioca di meno. L’ha fatto Ronaldinho con Huntelaar. Un bel gesto, per dirla come in realtà è, ma anche il termometro di una situazione. Un termometro che segna una febbre da grande Milan.Impressionante per la capacità di essere ovunque. In mezzo al campo, al solito, fa sentire il suo peso in tutti i contrasti. In fase offensiva i suoi inserimenti producono due rigori. Lavora come un pazzo per la squadra e già questo basterebbe per giustificare un voto alto. Il suo giudizio migliora però nella ripresa quando cala la serranda sulla gara con un gol da due passi e con la strepitosa semi-rovesciata del 4-1

Nesta-Silva 7 -
Vero che il Genoa li aiuta lasciando là davanti, nella loro morsa, il solo Suazo. L’honduregno, però, non la vede mai perché i due centrali di Leonardo sono rapidi, precisi negli anticipi e forti di testa. Il brasiliano, forse meno forte in fase difensiva, si toglie però lo sfizio del gol rimonta

Suazo 6 –
Non riesce a combinare molto un po’ perché i compagni non lo assistono e un po’ perché giocare tra Nesta e Tiago Silva non è affatto facile. Riesce, nonostante questo, a infilare un gollettino. Inutile per il risultato, ma utilissimo per il suo morale.

Ronaldinho 7 (+1) –
Un rigore sbagliato, certo, ma anche un rigore realizzato e uno regalato a Huntelaar (grazie a Beckham, il brasiliano lo aveva concesso a lui…) per tirare su il morale dell’olandese e continuare felicemente l’operazione-felicità. Dinho firma anche l’assist ad Antonini che innesca il 3-1. Insomma, incide.

Amelia 6,5 -
“Nonna” Amelia fa un po’ di tenerezza, perché parte benissimo parando un rigore a Ronaldinho (tra l’altro dopo aver riconquistato il posto ai danni di Scarpi), para il possibile, ma viene sommerso di gol. Non ha colpe, sia chiaro. Anzi…

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Ambrosini 8 -

Borriello 8 -

Gasperini 5 – Che fine ha fatto il Genoa spettacolo di un anno fa? Mistero, come un mistero sono le scelte del tecnico rossoblu, che opta per un undici coperto (Rossi sulla linea dei difensori????) e decide che è il caso di giocarsela solo sul 3-1 per il Milan. Dida 6; Abate 6, Nesta 7, T. Silva 7, Antonini 6,5; Gattuso 6, Pirlo 6 (20′ st Flamini 6), Ambrosini 8; Beckham 6,5 (31′ st Jankulovski sv), Borriello 8 (21′ st Huntelaar 6), Ronaldinho 7. A disposizione: Storari, Kaladze, Favalli, Inzaghi. All.: Leonardo
Genoa (4-5-1): Amelia 6,5; M. Rossi 5, Biava 5, Moretti 6 (37′ Modesto 5,5), Criscito 5,5; Palacio 6, Mesto 6 (16′ st Zapater 6), Milanetto 6,5, Juric 6, Sculli 6,5; Suazo 6 (36′ st Crespo sv). A disposizione: Scarpi, Tomovic, Fatic, Esposito, Modesto. All.: Gasperini
Arbitro: Orsato
Marcatori: 25′ Sculli, 34′ st Suazo (G), 32′ rig. Ronaldinho, 38′ T. Silva, 3′ st e 15′ st Borriello, 29′ st rig. Huntelaar (M)
Ammoniti: Amelia, M. Rossi, Juric (G), Ambrosini, Borriello (M)
Espulsi: nessuno
Note: Ronaldinho si è fatto parare un rigore da Amelia al 12′

IL TABELLINO
MILAN-GENOA 5-2
Milan (4-3-3):

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