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huntelaar 999Vittoria nel finale con polemiche per il Milan di Leonardo nel recupero della 17a giornata di Serie A contro la Fiorentina. Viola in vantaggio al 14′ del primo tempo con Gilardino nel più classico dei gol dell’ex. Rimonta rossonera nella ripresa grazie ai gol nel finale di Huntelaar, entrato da poco in campo, e Pato al terzo minuto di recupero dopo i miracoli di un super Abbiati. Montolivo reclama un calcio di rigore. Rossoneri a -4 dall’Inter.

 E’ finita tra le polemiche la sfida tra Fiorentina e Milan. Polemiche tutte di marca viola per la decisione di Rosetti di non assegnare un calcio di rigore per un contrasto in area tra Montolivo e Thiago Silva. Il risultato era ancora sull’1-1 e mancavano pochi minuti alla fine, nessuno si sarebbe aspettato un epilogo simile, con i rossoneri visibilmente sulle gambe. La rabbia esplode subito dopo il gol di Pato, con i tifosi fiorentini (e non solo) inferociti verso l’arbitraggio. Tutt’altra atmosfera sulla panchina rossonera. I tre punti a Firenze sono pesantissimi, tanto pesanti da riaprire un intero campionato. Il gol di Pato lancia il Milan a -4 dall’Inter in classifica permettendo alla squadra di Leonardo di superare la Roma al secondo posto. Non giocherà bene come dice qualcuno, ma vince ed è lì, a giocarsi uno Scudetto. Utopia, prima di Madrid.

Tanto pressing e inserimenti alle spalle dei terzini rossoneri. Questa è la tattica pensata da Prandelli per affrontare il Milan. A ragione, per quanto visto nei primi quarantacinque minuti dove i rossoneri si sono presentati dalle parti di Frey solo ai capi della prima frazione ovvero al 1′ con Pirlo, il cui tiro è stato respinto sulla linea da Montolivo e al 45′ con Flamini, il cui destro ha sibilato a destra del palo. In mezzo un’immensa onda viola che ha travolto lo scoglio rossonero affossandolo già al 14′ con il più classico dei gol dell’ex. Nell’azione vincente si intravede tutta la mano di Prandelli sull’impostazione della gara: pressing altissimo e costante con palla rubata da Montolivo che serve Vargas alle spalle di Abate che terzino propriamente non è. Il peruviano si infila come un coltello in quello che più che un muro per l’occasione è un ‘burro’ difensivo e serve Jovetic sul dischetto. Il destro sporco del montenegrino viene capitalizzato al meglio da Gilardino che sfoga nell’esultanza tre anni di rabbia rossonera.

A questo punto ci si aspetta una reazione rossonera, invece fino all’intervallo, l’alta marea viola continua inesorabile la propria partita fatta di ritmi altissimi e pressione costante. Ambrosini si infortuna ma prima di abbandonare il campo fa passare venti minuti mettendo in affanno l’intera squadra sempre più in balia degli avversari.  Gattuso e Abate sono travolti come sassolini in un Oceano, Pato è un pesciolino perso nel profondo blu e Ronaldinho è una foca preda dei bracconieri, sempre almeno tre. Le cose però cambiano nella ripresa.

I viola, come fisiologico, accusano il colpo nel secondo tempo. Impensabile tenere ritmi così alti per così tanto tempo senza pagare dazio. Gli undici di Prandelli abbassano il baricentro permettendo a un Milan più reattivo di avvicinarsi con pericolosità all’area di Frey, almeno nel primo quarto d’ora. Spentosi l’entusiasmo rossonero la partita torna ad essere equilibrata ma è lì che Leonardo vince la partita, o meglio, prova a vincerla seguendo quel gioco offensivo divenuto ormai il suo marchio di fabbrica. Prima Jankulovski per Bonera, cercando spinta sulle fascie, poi Huntelaar per uno spento Gattuso affidandosi al 4-2-4. Risultato? Il Milan pareggia proprio con l’olandese (straordinaria la sua media gol) dopo una splendida combinazione al limite dell’area con Ronaldinho.

Ma non è finita qui. Il finale è incandescente. La marea viola si ripresenta puntuale alla ricerca della sommersione totale degli scogli rossoneri approfittando dello sbilanciamento dello scacchiere leonardiano. La Fiorentina però non ha fatto i conti con uno scoglio, l’ultimo scoglio, quello più difficile da sommergere e sconfiggere. Uno scoglio di nome Abbiati che negli ultimi dieci minuti toglie ogni possibilità di concorrenza leale con il povero Dida, costretto ad osservare due o più miracoli del compagno sui vari Vargas, Keirrison e compagnia bella. Poi la zampata del fuoriclasse, Pato, bravo a farsi trovare pacifico sul secondo palo insaccando il gol pesantissimo tra le gambe di Frey, il tutto mentre intorno scoppia l’inferno. Ma nell’inferno si sa, sta meglio il Diavolo.

LE PAGELLE

Abbiati 8 Se il Milan esce dal Franchi con tre punti lo deve forse più al suo portiere che a Pato. Se è vero che il brasiliano ha segnato il gol decisivo in pieno recupero, lui, San Cristian per i tifosi, nei cinque minuti precedenti ha messo a segno una splendida tripletta che gli vale la palma di migliore in campo.

Pato 6.5 Svogliato, irritante, dannoso per i primi quarantacinque minuti. Poi la scossa nella ripresa quando Felipe torna a fare il centrale liberandolo dall’asfissiante marcatura. Prova qualche spunto dei suoi, non sempre riuscendoci, ma la freddezza con cui batte Frey nel finale è da fuoriclasse puro.

Ronaldinho 7 Passa gran parte della partita a fare i conti con una triplice marcatura che lo limita notevolmente. Non è la gara in cui può far vedere tutti i suoi numeri ma bastano due suoi lampi per decidere il match: la combinazione con Huntelaar e l’assist per Pato. Decisivo.

Vargas 6.5 Dato non in perfette condizioni fa impazzire Abate e Gattuso sulla sua fascia. Imprendibile a larghi tratti ha il merito di infilare con disarmante facilità la difesa rossonera. Se solo avesse avuto un po’ più di lucidità davanti avrebbe fatto molto più male al Milan, Abbiati permettendo.

Gilardino 6.5 Il lavoro sporco è tutto suo, corre e si sbatte su ogni pallone trovando la zampata vincente dopo un quarto d’ora per una vendetta, sportiva, al recente passato. Colpito in uno scontro di gioco deve lasciare spazio al giovane Keirrison.

Huntelaar 7 Dopo la doppietta con l’Udinese era tornato a scaldare la panchina nonostante una media gol pazzesca. Nessun problema per l’olandese che, chiamato in causa come ultima carta, si è rivelato essere un vero e proprio asso nella manica colorando di rossonero l’intero piatto.

IL TABELLINO
FIORENTINA-MILAN 1-2

FIORENTINA (4-2-3-1): Frey 6; De Silvestri 6.5, Kroldrup 6, Natali 6 (1’st Gobbi 5.5), Felipe 6; Montolivo 6.5, Donadel 6; Marchionni 6.5, Jovetic 6 (14’st Zanetti 6), Vargas 6.5; Gilardino 6.5 (16’st Keirrison 6). A disposizione: Avramov, Comotto, Bolatti, Ljajic. All. Prandelli.
MILAN (4-3-3): Abbiati 8; Abate 5.5, Nesta 6, Thiago Silva 6.5, Bonera 5.5 (19’st Jankulovski 6); Gattuso 5.5 (31′ Huntelaar 7), Pirlo 6, Ambrosini 6 (32′ Flamini 6); Pato 6.5, Borriello 6, Ronaldinho 7. A disposizione: Dida, Favalli, Beckham, Inzaghi. All. Leonardo
MARCATORI: 14′ Gilardino (F), 36’st Huntelaar (M), 47’st Pato (M) 
ARBITRO: sig. Rosetti di Torino
AMMONITI: Marchionni (F)
ESPULSI: -

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