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Archivio per ‘Champions’
Video: Bayern M-INTER 0-2 Finale Champions League 22-05-2010
Video: INTER CAMPIONE D’EUROPA 22-05-2010
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L’INTER SCRIVE LA STORIA VINCENDO LA CHAMPIONS LEAGUE
Dopo la Coppa Italia e lo scudetto numero 18, l’Inter corona una stagione straordinaria vincendo anche la Champions League. A Madrid i nerazzurri di José Mourinho battono il Bayern Monaco 2-0 e si laureano campioni d’Europa per la terza volta nella loro storia 45 anni dopo l’ultimo trionfo. A mettere la firma sul “triplete” interista ci pensa il solito, splendido, Diego Milito, che firma, al 35′ e al 25′ della ripresa, entrambi i gol.
LA PARTITA
Ci voleva un Principe per la Regina d’Europa. Non poteva, quindi, che pensarci il Principe Milito a regalare la coppa dalle grandi orecchie all’Inter. Mostruoso, l’argentino. Per i due gol, uno per tempo, bellissimi – tocco sotto sull’uscita di Butt nel primo tempo; finta, dribbling e piattone micidiale nella ripresa -, ma anche, più in generale, per la qualità pazzesca di ciascuna delle sue giocate. Se Mourinho è stato per tutto l’anno l’uomo copertina di questa, implacabile, Inter, nella notte di Madrid, la più importante da 45 anni a questa parte, il nome che spicca è quello di Milito. Che, non a caso, proprio lo Special One sostituisce al 91′ per regalargli la meritatissima ovazione dei tifosi.
Fatto sta che, alla fine, alla fine di una serata più difficile di quanto non fosse prevedibile, è l’Inter a festeggiare. E non importa se non è stata l’Inter migliore. Non importa nemmeno se, tutto sommato, il Bayern meritava forse qualcosina di più. Ha vinto l’Inter perché ha più qualità della formazione di Van Gaal e la qualità individuale, in partite come questa, fanno spessissimo la differenza.
Non è stata una bella finale. Un po’ perché la tensione era palpabile e anche qualche pezzo grosso dell’Inter ha preferito starsene un po’ sulle sue piuttosto che rischiare. E un po’ perché, evidentemente per scelta, Mourinho ha preferito lasciare il pallino del gioco al Bayern Monaco. Che sarà anche votato all’attacco, come ha detto e ridetto il suo tecnico, ma ha una manovra lenta da far addormentare e, Robben a parte (bravissimo, al solito), là davanti non fa paura nemmeno un po’. Oddio, per la verità qualche occasione per avere paura i nerazzurri l’hanno pure avuta: un tiraccio a inizio ripresa di Muller respinto da Julio Cesar, una conclusione di Olic deviata da Cambiasso e un sinistro da tremare di Robben respinto dal portierone brasiliano. Per il resto, però, molo rumore, una buona organizzazione di gioco, ma, visto che siamo a Madrid, nada otro.
La banda di Mou, dal canto suo, ha infilato due volte Butt ed è andata vicinissima al gol in almeno altre due occasioni. Una con Sneijder, nel primo tempo. E una con Pandev, nella ripresa. Assist, entrambi, manco a dirlo, di Milito. Giusto, allora, che a fianco del sorriso aperto e incontenibile di Massimo Moratti e Javier Zanetti ci sia quello del Principe. Un Principe per la Regina d’Europa. Di Mou, che oggi ha chiuso vincendo tutto, se ne riparlerà. Presa la coppa ha salutato il pubblico. Un addio solo sussurrato. Da numero uno.
LE PAGELLE
Milito 10 - Perfetto. Due gol, due assist, moltissimo lavoro al centro dell’attacco nerazzurro. Giocatore incredibile, che ha cambiato l’Inter
Julio Cesar 8 - Non è stato il suo anno migliore perché qualche errorino, qua e là, l’ha fatto. A Madrid, però, nella partita più importante, ha estratto dal suo cilindro una prestazione sontuosa. Almeno due parate fondamentali
Pandev 7 – Scelto al posto di Balotelli, è stato il migliore, Milito a parte, per larghi tratti. Nella ripresa Butt gli ha negato la gioia del gol
Van Gaal 5 – Ha attaccato l’Inter alla vigilia ripetendo un ritornello noiosino: noi facciamo spettacolo. Ma davvero? A Madrid non si è visto. Squadra equilibrata, per carità, ma che lentezza. E dietro… mamma mia. L’olandese ci mette anche del suo: fuori Altintop, uno dei migliori dei suoi. Bell’idea
Mourinho 7 – Prepara, al solito, molto bene la partita. Il che, tradotto, significa squadra corta, attenta in difesa e pronta a ripartire. Non ha dominato, ma importa a qualcuno?
IL TABELLINO
BAYERN MONACO-INTER 0-2
Bayern M. (4-2-3-1): Butt 6; Lahm 6, Demichelis 5, Van Buyten 5, Badstuber 6; Schweinsteiger 6, Van Bommel 6; Robben 7, Muller 5,5, Altintop 6,5 (17′ st Klose 6); Olic 6 (29′ st Gomez sv). A disp.: Rensing, Contento, Pranjic, Gorlitz, Tymoshchuk. All.: Van Gaal
Inter (4-2-3-1): Julio Cesar 8; Maicon 6, Lucio 5,5, Samuel 6,5, Chivu 5,5 (23′ st Stankovic 6); Zanetti 6, Cambiasso 6,5; Eto’o 6, Sneijder 7, Pandev 7 (34′ st Muntari sv); Milito 10 (46′ st Materazzi sv). A disp.: Toldo, Cordoba, Mariga, Balotelli. All.: Mourinho
Arbitro: Webb (ING)
Marcatori: 35′, 25′ st Milito
Ammoniti: Demichelis, Van Bommel (B), Chivu (I)
Espulsi: nessuno
VIA| Sportmediaset
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BARCELLONA – INTER STREAMING 28-04-2010
Tutto pronto su Calcio Live per l’appuntamento con la Champions League: BARCELLONA INTER in Streaming Mercoledi 28 Aprile 2010 alle ore 20:45
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BUONA VISIONE
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Mourinho: “Per noi la finale è un sogno, per il Barça un’ ossessione”
Il clima che a Barcellona stanno creando intorno alla semifinale di ritorno di Champions contro l’Inter non spaventa Mourinho: “Per noi la finale è un sogno, per loro un’ossessione chiamata Madrid e Santiago Bernabeu – ha detto il tecnico portoghese alla vigilia – Che problema c’è per la squadra più forte del mondo rimontare un 3-1“. Sulla formazione: “Sneijder non è al top ma gioca di sicuro“. Su Balotelli: “E’ venuto per colpa di Stankovic“.
Ti aspettavi certe parole di alcuni giocatori del Barcellona? Dimostrano che hanno paura…
Difficile per me commentare perché non lo so. I giocatori sono liberi di dire quello che vogliono. Io sono qui per giocare una partita che è importante, ma come lo sono tante altre. Solo loro possono dire quello che sentono.
Come sta Sneijder?
Sneijder sta bene e giocherà. Vedremo se riuscirà a giocare al top. Nessun dubbio, gioca. Abbiamo fatto l’ultimo allenamento, la risposta è stata non positiva ma equilibrata. Ci sono altre gare importanti, una decisiva in campionato contro la Lazio e una finale di Coppa, però devo rischiare. Questa partita è una semifinale non una finale. Ci sono ancora 90′, tutto finisce domani. E’ più importante che l’andata ma la finale è una finale.
La formazione?
Io non cambio tanto. Quando cambio è per dare riposo a qualche giocatore che ha più chilometri nelle gambe. Giocheranno di sicuro Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti, Cambiasso, Sneijder, Milito, Eto’o.
Cosa si aspetta domani?
Si riparte da un 3-1 con 90′ da giocare. Il calcio è pieno di esempi di squadre che a fine primo tempo vincono con due-tre gol di vantaggio… Qual è il problema per la miglior squadra del mondo ribaltare il 3-1? Che bisogno c’è di fare la guerra? Non è un dramma. Messi non ha mai segnato contro Mourinho? Se giochiamo io contro lui finisce 50-0 e io non tocco palla… Lui può fare sempre gol. Le mie squadre giocano a zona non a uomo. Con un po’ di fortuna e di casualità…
Cosa significa questa finale?
Io ho già vinto la Champions. Questa generazione interista non l’ha mai vinta, è da quasi 40 anni che non gioca una finale. Io voglio contribuire a far sì che Moratti, i tifosi, i giocatori raggiungano questo sogno. Io voglio aiutare il lavoro dell’arbitro e pensare solo al calcio. Se i giocatori del Barcellona non vogliono farlo… Questa non è un’ossessione, è soltanto un sogno. Per il Barcellona è un’ossessione giocare la finale. Un sogno è legato all’orgoglio. Il loro sogno è stata la finale di Roma e quella di Parigi. La loro ossessione si chiama Madrid e Santiago Bernabeu.
Io ho capito tutto. Era il 1997 ed ero col Barcellona a Madrid come ‘traduttore’ in una finale di Coppa del re. Sembrava di aver vinto la Coppa del Mondo. Stare con la bandiera catalana e l’inno del Barcellona al Santiago Bernabeu è una cosa incredibile.
Non pensa che tutta questa atmosfera sia stata creata contro di lei?
Io sono un professionista, mi dedico tutto alla mia squadra, l’ho sempre fatto e non cambierò niente (interruzione per la suoneria di un cellulare e Mou sorride, ndr). Un ristorante a Oporto insieme a Benquerença? Nessun ristorante. Forse a Oslo. Di Guardiola con un’altra persona… Non ho tempo per gli affari, per nessun tipo di business.
I giornali hanno promesso l’inferno…
Si gioca dal 1′ all’ultimo minuto. Se ho bisogno della scorta? Io no, mi siedo in panchina.
Che differenza da quel 29 novembre?
Il 29 novembre ricordo la partita e la conferenza stampa dopo ed è stata la più facile della mia carriera: una squadra ha vinto e ha meritato, l’Inter ha perso e non c’era. Domani spero sia una gara completamente diversa. Allora il Barcellona ha avuto una superiorità enorme. E’ stata una gara molto facile da commentare. Spero che sia diversa come lo sono state le due gare di andata. Il Barcellona continua ad essere la grande squadra di allora e noi siamo meglio.
Balotelli?
Balotelli è qua per colpa di Stankovic, che ha pianto perché voleva venire. Gli ho detto “Cosa vuoi venire, a fare le vacanze? Non puoi giocare. Allora, se vieni tu vengono tutti e sono tutti convocati”
L’arbitro?
A me non preoccupa. A me preoccupano i giocatori che vogliono complicare la vita dell’arbitro.
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Mourinho suona la carica: “Battiamo il Barcellona, non siamo inferiori”
APPIANO GENTILE - José Mourinho non si sente sfavorito per la gara di domani sera contro il Barcellona. Sa che sarà dura eliminare i catalani e raggiungere la finale, ma lo Special One è convinto che questa Inter sia più forte rispetto a quella che a novembre è stata battuta dalla formazione di Guardiola.
Inter-Barcellona è considerata come una finale. È davvero così?
«Non credo sia una finale anticipata, non esiste. Esiste solo la vera finale, nient’altro. La finale è a Madrid, non sarà Inter-Barcellona. Sarà Inter o Barcellona contro Lione o Bayern, altre due squadre che meritano rispetto perché sono arrivate alla semifinale come noi e il Barcellona. Hanno rispettivamente il 25% di possibilità di vincere la Coppa a testa. Il Lione è alla prima semifinale, ma per anni è arrivata nei quarti, ha eliminato il Real Madrid e una formazione della stessa nazione, cosa non facile. Il Bayern ha uno dei migliori allenatori del mondo e una squadra storica, non merita che si dica che Inter-Barcellona è una finale anticipata».
Un vantaggio giocare prima in casa e poi fuori?
«A me succede spesso così. Quando ho vinto la Champions è stato così contro Manchester, Lione e Deportivo la Coruña, ma anche quando ero al Chelsea è successo più volte di disputare la prima gara in casa. La mia strada per arrivare lontano in Champions non è mai stata facile».
Quante ore di dvd o di video ha visto negli ultimi mesi?
«Negli ultimi 4 mesi e mezzo 0′, negli ultimi 15 giorni ha visto due volte le nostre partite con il Barça e poi ho visto i blaugrana contro Stoccarda, Real Madrid e Arsenal».
Cosa pensa di Puyol?
«Mi sembra lo stesso che ha lavorato con me dieci anni fa. Ha lo stesso entusiasmo, la stessa passione e il successo non lo ha cambiato. Questo è il miglior complimento che potrei fargli».
Nelle ultime settimane il Barcellona ha posizionato Messi più al centro. Lì è infermabile?
«Prima vediamo dove gioca: a destra, a sinistra, come centravanti, dietro Ibra o Bojan. È di sicuro un giocatore importante, ma per mia cultura non lo marcherò a uomo. Il calcio non è pallacanestro, non marco a uomo come nel basket. Non giocheremo contro Messi anche se lui merita un’attenzione speciale».
Il Barcellona è favorito?
«All’andata ha dimostrato una grande superiorità e ha vinto meritatamente perché al Camp Nou non abbiamo risposto alla loro superiorità. Adesso sono passati dei mesi e loro sono bravi come a novembre, ma noi siamo molto più bravi di allora. Capisco che il mondo del calcio dica che loro sono favoriti, non è un’offesa per me, ma dico che questa qualificazione è al 50%».
Rimasto colpito dal doppio cambio Totti-De Rossi nel derby di Roma di ieri ad inizio ripresa?
«Non parlo di campionato».
Il Real Madrid non tiferà per il Barca…
«Il Real è troppo grande per essere contento del non successo degli altri. È un club che deve essere felice del suo successo. Non credo che per il Real sarebbe un dramma se arrivasse il Barcellona. Il Real si deve preoccupare del suo futuro e sarà deluso di non giocare questa finale, ma niente di più. Esattamente come è successo in passato a me quando sono uscito dalla Champions: non ho mai guardato alle avversarie».
Cosa può dirci del fatto che molti la ritengono l’allenatore del Real Madrid per la prossima stagione?
«Io ho un contratto con l’Inter e il Real Madrid ha un allenatore bravo. Il mondo del calcio è pieno di informazione e controinformazione, di cose vere e di bugie. Io devo giocare campionato, Coppa Italia e Champions, ogni tre giorni ho una partita decisiva e sono troppo preoccupato del futuro dell’Inter per pensare alle storie. Devo pensare all’Inter e basta».
Vedremo un’Inter più offensiva o con un centrocampo più coperto?
«Domanda da un milione di dollari. Non so come gioca il Barcellona e purtroppo Pep non mi chiama per dirlo, né lo dice in conferenza stampa. Quindi…».
Il lungo viaggio del Barcellona inciderà sul risultato?
«Non lo so. Se succedesse a me trasformerei il viaggio in qualcosa di divertente, farei stare ancora più la squadra insieme e non mi sembrerebbe un dramma. Noi siamo andati a Mosca a giocare contro una formazione che era in ritiro da una settimana e che ha giocato su un campo di plastica, ma siamo passati. Due ore in aereo sono più comode di otto ore di pullman, ma Mariga preferisce il pullman per andare a Barcellona».
Quanto manca Iniesta al Barcellona?
«Il Barcellona non piange per la sua assenza perché è una grande squadra. All’andata non avevano Messi e Ibra e hanno fatto una grande partita».
Come sta l’Inter?
«In una posizione dove il 99% delle squadre d’Europa vorrebbero stare. Giochiamo 70 partite in una stagione, non 40. Lunedì non facciamo riposo, martedì non facciamo defatigante, mercoledì e giovedì tattica. No, noi giochiamo sempre. Esattamente come Barcellona, Bayern Monaco e Lione, tutte impegnate anche a vincere il campionato. È un bellissimo problema da risolvere. Purtroppo non respiriamo come altre formazioni durante la settimana».
Dorme nelle notte prima della partita?
«Prima della partita sì, dopo no perché lì c’è l’adrenalina».
È presto adesso per fare un bilancio della stagione?
«La nostra è una stagione assolutamente spettacolare, ma bisogna aspettare fino alla fine per dire se sono soddisfatto. Per esserlo ho bisogno di più. Non sono un allenatore da “quasi”: “quasi” ho avuto una seconda Champions, ma la mia carriera è più piena di fatti che di “quasi” e per questo vado fino all’ultimo minuto di ogni competizione per provare a vincere. La differenza tra 0 e 3 titoli è grande, ma a volte si tratta solo di dettagli».
Il Barcellona è la squadra più forte del mondo?
«Vedremo. La squadra più forte è quella che vince la Champions. Loro hanno vinto la ultima, ma bisogna vedere se loro l’anno prossimo saranno ancora campioni».
In Inghilterra c’è grande interessa riguardo a Inter-Barcellona. Lei che ne pensa?
«Noi abbiamo battuto il Chelsea, il Barca l’Arsenal. Sarà una partita attraente per i grandi giocatori che sono in campo e spero che rispetteremo alle aspettative della gente. Tante persone in tutto il mondo guarderanno questo match e sarà nostra responsabilità dare alle persone un grande spettacolo, quello che la gente si aspetta».
L’Inter rispetto alla partita di Barcellona è migliorata. In cosa secondo lei?
«Non è migliorata fisicamente, ma tatticamente è più compatta, è cresciuta e la mentalità in Champions ora è diversa. La condizione psicologica è diversa dopo i risultati che abbiamo avuti e in più una cosa è avere la pressione di inizio anno quando non facevamo bene in Champions, mentre adesso abbiamo cinque vittorie di fila tra ottavi e quarti e giochiamo bene. Chi ha paura di questo momento non deve stare in grandi squadre, ma deve solo provare piacere a giocare partite così. Meritiamo tanto di stare in semifinale, ma vogliamo andare in finale. In un mese ci giochiamo tutto, ma spero che l’anno prossimo saremo nella stessa situazione. Firmo già».
Cosa ricorda di Inter-Barcellona?
«Nei primi 10′ e negli ultimi 10′ la partita è stata favorevole a loro, ma per 70′ è stata equilibrata. Se la partita si decide per il possesso palla, domani abbiamo già perso, ma non è così. A Barcellona per 25′ non eravamo in campo e abbiamo perso il match lì. Quella partita la analizzo e penso solo a quello che abbiamo fatto e non abbiamo fatto, stop. Questa è una partita diversa».
Come affronterà Eto’o questo incontro?
«Sta bene e sta giocando bene. Sta fisicamente molto bene e segna in momenti importanti come il gol che elimina il Chelsea o che ha eliminato la Fiorentina dalla Coppa Italia. Il problema di tribunale con il Barcellona lo lascia fuori dal campo di allenamento e non ne ha mai parlato con me».
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Guardiola: “L’Inter fa paura, temo Maicon, Eto’o e Milito”
MILANO- «Fortuna che l’Inter ha eliminato il Cska, non voglio pensare cosa poteva essere un viaggio in pullman a Mosca…». Pep Guardiola prende con il sorriso la trasferta di 24 ore, metà delle quali in pullman, a cui è stato costretto il suo Barcellona per arrivare a Milano dove domani sfiderà l’Inter per la semifinale di Champions League. «Non era la situazione ideale, ma non ci possiamo lamentare perchè in serie B e C viaggiano sempre così e noi siamo privilegiati – commenta Guardiola – Si trattava di un’emergenza e per non perdere 3-0 a tavolino l’unica soluzione era prendere un pullman, anzi due per essere più comodi. Non sono salito su quello della squadra perchè l’allenatore disturba, quindi era meglio starmene sull’altro».
L’INTER FA PAURA - In campionato il Barcellona rischia la rimonta del Real Madrid, «ma ora lasciatemi godere la felicità di aver portato di nuovo il Barcellona alla semifinale, e mettercela tutta per arrivare in finale», taglia corto Guardiola. Di mezzo c’è l’Inter, «una squadra più volte campione d’Italia, che fa paura per le qualità dei suoi giocatori», al tecnico catalano che ai suoi chiede «grande intensità, altrimenti contro l’Inter non c’è nulla da fare. Mourinho è un allenatore molto intelligente, che ci sorprende in continuazione e - conclude – con Maicon sulla fascia ed Eto’o e Milito davanti l’Inter può dominare una partita».
VIA| Corriere dello Sport
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Video: Cska Mosca – Inter 0-1 HighLights Sky Champions League 2010
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URAGANO MESSI: 4 goals all’Arsenal, in semifinale sarà Barca-Inter
Sarà il Barcellona l’avversaria dell’Inter in semifinale di Champions. I blaugrana, in svantaggio a causa della rete del danese Bendtner (19′) si sono affidati alla straordinaria genialità di Lionel Messi, letteralmente imprendibile e leader assoluto, per avere la meglio dell’Arsenal di Wenger. La ‘Pulce’ ha trascinato i suoi ad una repentina rimonta, con un poker d’autore (21′, 38′, 42′, 88′) che è valso il 4-1 finale e il passaggio del turno.
IL TABELLINO
BARCELLONA – ARSENAL 4-1
Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Marquez, Milito, Abidal (8′ st Maxwell); Xavi, Busquets, Keita; Bojan (10′ st Yaya Tourè), Messi, Pedro (40′ st Iniesta). A disposizione: Pinto, Jonathan, Jeffren, Henry. All.: Guardiola.
Arsenal (4-2-3-1): Almunia; Sagna, Silvestre (19′ st Ebouè), Vermaelen, Clichy; Denilson, Diaby; Walcott, Nasri, Rosicky (29′ st Eduardo); Bendtner. A disposizione: Fabianski, Campbell, Merida, Traore, Eastmond. All.: Wenger.
Arbitro: Stark (Ger)
Marcatori: 18′ Bendtner (A), 20′, 37′, 42′, 43′ st Messi (B)
Ammoniti: Denilson, Rosicky, Ebouè (A)
Espulsi: nessuno
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CHAMPIONS LEAGUE: L’INTER VOLA IN SEMIFINALE DOPO 7 ANNI
Missione compiuta: l’Inter duplica il successo per 1-0 ottenuto a San Siro anche sul campo del Cska Mosca e ottiene, dopo 7 anni, la qualificazione alle semifinali di Champions League. Il gol che è valso il passaggio del turno è giunto dopo soli 6 minuti e porta la firma di Wesley Sneijder, in dubbio fino a poco prima del match: punizione diretta e palla alle spalle del colpevole portiere Akinfeev. Il Cska, in 10 dal 49′, quasi mai pericoloso.
LA PARTITA
Non c’è stato nemmeno il tempo di avere un minimo timore, una semplice esitazione. Mago Wesley Sneijder, che fino a 24 ore sembrava essere prenotato per un posto in tribuna, scoppia dopo soli 6 minuti il palloncino Cska e porta l’Inter al penultimo bivacco verso la vetta proibita Champions League. I nerazzurri ritornano tra le migliori quattro d’Europa dopo sette anni, il prossimo pezzo di scalata sarà durissimo per questioni di avversario e di storia, visto che non viene superato da anni 38 (1972, Celtic eliminato ai rigori). Lì sì, che ci sarà da vincere la paura, i fantasmi, due grandi partite per guadagnarsi Madrid.
A Mosca, invece, l’archiviazione della pratica è stata sintetica come il terreno dell’ex-stadio Lenin. Subito, alla prima punizione, la rete-qualificazione. Sneijder tira bene, come sempre, ma il giapponese Honda in barriera e Akinfeev in porta fanno in modo che il bluff Cska sia immediatamente “visto” dall’Inter, che poi – suscitando anche qualche scatto dell’incontentabile Mourinho – sta soprattutto attenta a non commettere errori, stupidaggini difensive, l’unico schema con cui i rossoblu moscoviti possono trovare la via del gol. Julio Cesar si deve stendere solo su un paio di conclusioni da fuori area dal vertice sinistro dell’area, dove capitan Zanetti non svolge benissimo il suo compito. Il resto è solletico, titillato da giocatori (Honda, il cileno Gonzalez, Necid) che onestamente non ha titoli e piedi per competere a questi livelli. Cara grazia, per il Cska, che Milito non si vesta da Termilitor e li finisca già al 35′ (lancio smarcante di Sneijder, tiro fermato da Akinfeev con una parte poco nobile.
E quando, dopo 4 minuti della ripresa, il nigeriano Odiah (subentrato dopo un quarto d’ora a Vassili Berezutski) si aggiudica il secondo cartellino giallo per un tentativo di asportazione della caviglia di Eto’o, pensare al coronamento di una serata felice con qualche altro gol interista è naturale. Ma i nerazzurri, stavolta, attuano un procedimento mentale contrario a quello abituale: la testa è al campionato, a Firenze, e sono in tanti a traccheggiare in mezzo al campo mentre Mourinho si sbraccia chiedendo gioco. I nerazzurri, riluttanti, obbediscono e, come a San Siro, producono palle-gol a ritmo industriale: e come a San Siro, le sbagliano. Strano dovere citare uno come Milito come principale imputato degli errori sottoporta, molto meno strano applaudire l’Inter che con due partite senza sbavature compie un altro passo verso il Sogno.
LE PAGELLE
Sneijder 7,5 “Ercolino sempre in piedi” si raccatta come sempre da botte e acciacchi, scende in campo e fa la differenza. Giusto che sia lui, uomo-chiave di questa Inter, a firmare la qualificazione alle semifinali, anche se di gol su punizione ne ha fatti di decisamente più belli. Alla faccia delle condizioni non perfette è il solito Sneijder, che svaria su tutto il fronte d’attacco, suggerisce e non disdegna di dare una mano dietro. Che doppia gioia sarebbe per Wesley il Magnifico ripresentarsi a Madrid a giocarsi la Coppa con Florentino Perez seduto in tribuna e presente solo in qualità di padrone di casa…
Milito 5,5 Udite, udite, l’Infallibile ha fallito. Ma l’importante, per la Beneamata, è che ciò succeda in una sera in cui non serve il gol del Principe per tagliare il traguardo. Ha due palle pulite pulite per il 2-0, ma stavolta il suo senso del gol si congela: specie il secondo errore, nella ripresa, non è da lui. Viene quasi da scusarsi per l’insufficienza, sapendo bene qual è il suo valore: però, capita, dai. Niente di male.
Cambiasso 7 Signore e padrone del centrocampo, facilitato anche dalla pochezza di Honda e dalla grande collaborazione di Stankovic e Sneijder. Il Cska, nel primo tempo, punzecchia: bene, ogni volta che qualcuno accenna al tiro, alla rifinitura, si può stare sicuri di vedere spuntare la sua testa pelata e uno dei due piedi a contrare. Praticamente uno scaccia-CskaMosca
Julio Cesar 6,5 Non è che questa rimarrà nella memoria come serata da raccontare ai figli tra una ventina d’anni: però rimane attento, non si concede nessuna delle recenti distrazioni ed è anzi bravo a mettere il guanto sull’unico tiro pericoloso dei moscoviti, scagliato da Odiah nel finale del primo tempo. Sembra in progresso.
Honda 4,5 Il doppio esame sostenuto contro l’Inter si conclude in una laurea con lode: ai dirigenti del VVV Venlo, meritevoli di standing ovation da parte di tutti gli operatori di mercato per avere incassato 12 milioncini per siffatto pseudo-campione. La sua specialità alla rovescia sono le punizioni: sparacchia di collo sinistro verso la pista d’atletica quelle a favore, allarga le gambe in barriera su quelle altrui: e Sneijder fa gol. Considerata anche la collaborazione di Akinfeev, vale la pena che la prossima volta, a Mosca, cerchino direttamente i connazionali di Honda Holly e Benji.
CSKA MOSCA-INTER 0-1 (0-0)
CSKA MOSCA (4-3-2-1): Akinfeev 5; A.Beresutzski 6, V.Beresutzski (14′ Odiah 5), Ignashevitch 5,5, Shcennikov 6; Semberas 6, Honda 4,5 (32′ st Rahimic 6); Mamayev 6, M.Gonzalez 6, Dzagoev 5; Necid 5 (26′ st Guilherme 6). A disposizione: Chepchugov, Nababkin, Pilyev, Oliseh. All.: Slutsky.
INTER (4-2-3-1): Julio Cesar 6,5; Maicon 6, Lucio 6, Samuel 7, J.Zanetti 6; Stankovic 6,5, Cambiasso 7; Eto’o 6, Sneijder 7,5 (42′ st Muntari sv), Pandev 6 (18′ st Chivu 6); Milito 5,5 (29′ st Balotelli sv). A disposizione: Orlandoni, Chivu, Materazzi, Cordoba, Quaresma, Muntari. All.: Mourinho
Arbitro: Lannoy
Marcatori: 6′ Sneijder (I)
Ammoniti: Stankovic (I), Mamayev (C)
Espulso: 4′ st Odiah (C) per doppia ammonizione
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