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Zarate: “Voglio restare alla Lazio!” Guarda i gol dell’argentino!

ROMA (28 aprile) – Una cosa è certa: Zarate spinge per restare a Roma. E tanto. Vuole la Lazio, il talento argentino, e lo sta ribadendo a chiare note da mesi e mesi.

Si è innamorato della città e della gente che lo tratta come un re, anche se è un ragazzo schivo e molto riservato. Ma tutto questo affetto a lui piace ed è pronto anche a rinunciare a qualche soldo in più. E poi c’è subito la possibilità di poter vincere qualcosa d’importante, come la coppa Italia. Insomma, quel che conta è che il nuovo idolo della Lazio si è legato in modo incredibile a questa squadra e non vuol sentire ragioni.

Un concetto che ribadirà anche il fratello Sergio, che proprio oggi arriverà a Roma per la stretta finale di questa estenuante trattativa. «Non fatemi dire nulla, anche perché la situazione è delicata e devo prima parlare con il presidente per definire il contratto di mio fratello, ma posso garantire che il desiderio di Mauro e il nostro è quello di restare qui, alla Lazio», le parole dell’agente, pronunciate a Buenos Aires poco prima di partire per Roma.


Tutto questo, comunque, non fa che dare ancora più forza e stimolo al grande sforzo che il presidente Lotito sta facendo per arrivare all’acquisto di Mauro Zarate, ormai vicino alla meta. La data fissata resta quella del 30 aprile, entro la quale la società biancoceleste trasmetterà all’Al Sadd l’intenzione di comprare il cartellino della punta argentina. Il fatto che gli arabi hanno cambiato le carte in tavola ha indispettito non solo la Lazio e il suo patron, ma anche l’entourage del giocatore che proprio non se l’aspettava.

«I patti sono patti e devono essere rispettati, soprattutto a livello internazionale – spiega il fratello di Maurito -. Ho sempre detto che la famiglia Zarate ha una parola sola e la porteremo avanti fino alla fine. L’Al Sadd ha chiesto molto di più rispetto a quelli che erano gli accordi e questo non lo trovo giusto, ma una volta che si riuscirà a mettere nero su bianco il contratto di Mauro, vedrete che, se ce ne sarà bisogno, interverremo anche noi con gli arabi. Anche a costo di andare fino in Qatar e fare pressioni per accontentarci e venderlo alla Lazio. Prima, però, fatemi sistemare il contratto di mio fratello e soprattutto fatemi parlare con Lotito».

S’è dunque creata una vera e propria alleanza. Quasi inaspettata, dopo le parole e il diktat espressi da Sergio Zarate qualche mese fa. Meglio così, anche perché in questo modo la Lazio acquisisce maggiore potere davanti agli sceicchi, alimentando sempre più la speranza dei tifosi della Lazio di vedere ancora a lungo Mauro Zarate in biancoceleste. Di sicuro, sul contratto non ci saranno sconti, anche se il manager assicura: «C’è una parola da sei mesi con Lotito e se la rispetta per noi non ci sono problemi anzi…».

Lotito sta lavorando sulle garanzie e gli arabi attendono. Le pressioni su questa vicenda sono molto forti, anche da parte di altre società, come il Manchester City, che hanno messo gli occhi su Zarate. E, magari, è proprio per questo motivo che l’Al Sadd, davanti agli accordi stipulati con la Lazio, pur di prendere più soldi da altri, sarebbe pronta a non far caso a penali o altro. Ma su questo la Lazio non scherza e si prepara ad affondare il colpo decisivo e dare anche tutti e subito i soldi richiesti.

Coppa Italia:La Finale sarà Lazio-Sampdoria! L’Inter vince 1-0 ma non basta! Guarda il Video della partita!

Serviva una vera e propria impresa dopo lo 0-3 dell’andata ma all’Inter il miracolo non riesce. A San Siro, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Sampdoria, i nerazzurri vincono ‘solo’ 1-0 e dunque sono i blucerchiati ad approdare in finale dove troveranno la Lazio. Il gol porta la firma di Ibrahimovic al 27′. Lo stesso svedese colpisce il palo con un pallonetto. Gli uomini di Mourinho premono ma gli ospiti resistono e festeggiano.

 ibra10L’impresa era davvero difficile ma l’Inter ci ha provato. Una partita all’arrembaggio quella dei nerazzurri, che dopo il gol di Ibrahimovic (in grande serata) vanno vicino al raddoppio in altre occasioni ma vuoi la sfortuna (palo dello svedese) vuoi la mira, il pallone non entra più. Ma la Sampdoria non è rimasta a guardare, anzi. Cassano è una furia e trascina i suoi: al barese basta un passaggio per lanciare i compagni a rete e ancora una volta Julio Cesar ci mette la pezza. Prima dell’1-0 erano stati i blucerchiati a sfiorare il vantaggio, e questo in due occasioni. E non dimentichiamo il salvataggio sulla linea di Maxwell a Julio Cesar battuto al 30′ della ripresa.

L’1-0 non basta e l’Inter saluta la Coppa Italia. A festeggiare sono i blucerchiati e i numerosi tifosi accorsi a San Siro per sostenere a gran voce la squadra. L’appuntamento è per il 13 maggio a Roma con la Lazio.Per il primi 25′ non si vede e pensi: un’altra di quelle partite decisive dove lui servirebbe e invece non incide. Era soltanto un’impressione perché lo svedese sale in cattedra e per i blucerchiati sono dolori. Un gran gol, un pallonetto da favola che si stampa sul palo, un gesto atletico con cui riesce ad arpionare una palla impossibile. E Ibra fa anche l’assist-man (per Cruz poi per Crespo). Signori, che spettacolo.

LE PAGELLE
Ibrahimovic 7,5 -

Julio Cesar 7 – Ormai ai suoi miracoli tra i pali siamo quasi abituati. Nel primo tempo ne compie un paio da applausi a scena aperta: dopo 10′ respinge coi piedi a tu per tu con Sammarco e al 19′ ha davanti Cassano ma non si lascia intimorire e va giù soltanto all’ultimo sventando il pericolo. Nella ripresa un’uscita così così che non intacca però la prestazione.

Balotelli 6,5 – Quando parte sulla fascia nessuno lo riesce a fermare, neanche con le cattive. E non perde un pallone. Cerca Ibrahimovic in lungo e in largo e da una sua apertura dalla destra arriva il palo dello svedese. Una bella risposta ai cori e alle polemiche degli ultimi giorni.

Cassano 6,5 – Sente moltissimo la partita e si vede. Comincia alla grande con due aperture ‘al bacio’ prima per Pazzini e soprattutto per Sammarco. Cala nella ripresa di fronte all’arrembaggio dell’Inter ma trova comunque l’occasione per farsi vedere: ha la palla buona ma perde l’attimo, poi ne semina tre e questa volta Julio Cesar gli dice ‘no’.

Cruz 5,5 – E’ vero, è lui che dà la palla a Ibrahimovic in occasione del gol ma per il resto l’argentino fa poco e sbaglia troppo (e il pubblico lo ‘becca’). Alla fine Mourinho lo sostituisce e gli subentra Crespo.

Antonella Pelosi: Julio Cesar 7; Santon 6, Materazzi 6,5, Cordoba 5,5 (46′ Chivu 6), Maxwell 6; Vieira 5,5 (54′ Cambiasso 6), Burdisso 6, Zanetti 6; Cruz 5,5 (54′ Crespo 5,5), Ibrahimovic 7,5, Balotelli 6,5. In panchina: Toldo, Krhin, Mancini, Obinna. All. Mourinho
Sampdoria (3-5-2): Castellazzi 6,5; Campagnaro 6,5, Lucchini 5,5, Accardi 6; Raggi 5,5 (67′ Stankevicius 6), Palombo 6, Sammarco 6, Franceschini 6, Pieri 6; Pazzini 5,5 (46′ st Padalino sv), Cassano 6,5 (78′ Delvecchio sv). In panchina: Mirante, Ziegler, Dessena, Marilungo. All. Mazzarri
Arbitro: Orsato di Schio
Marcatori: 27′ Ibrahimovic (I)
Ammoniti: Cordoba, Ibrahimovic, Zanetti, Chivu (I), Accardi, Pazzini (S)
Espulsi: 49′ st Materazzi, per doppia ammonizione


IL TABELLINO
Inter-Sampdoria 1-0
Inter (4-3-3)

 

23 aprile 2009

Lazio in finale di Coppa Italia, Juventus battuta 2-1! Guarda Video dei Goals e intervista a Lotito!

E’ la resa definitiva. La Juventus chiude al 22 di aprile il ciclo definito da tutti come decisivo. Tagliando il traguardo, però, Ranieri si accorgerà – forse da domani mattina – di non avere nulla sotto le ascelle, nemmeno una baguette. Il Ranieri bis si affloscia sull’1-2 interno di Coppa Italia contro la Lazio. Biancocelesti in finale, a Roma, a giocarsi un trofeo. Juve a Vinovo, a pensare ai motivi di un’altra annata no.

 

Rossi ha voglia di giocare l’ultima partita con la Lazio a casa sua. Si vede. Progetta una squadra gagliarda, feroce su ogni pallone, anche su quelli tenuti dai piccoli raccattapalle. Aggredisce, morsica, concede niente al primo tempo della Juve. Undici bianconeri svagati per il campo, nemmeno stessero cercando il loro sedile per il cinema con la lucina del cellulare. A spettacolo iniziato. E’ così. I biancocelesti riprendono il filo dopo 50 giorni. Laddove lo avevano lasciato. Foggia pizzica a destra e sinistra, Zarate accelera e calcia a ritmi che questa Juve non può accettare. Le idee bianconere sembrano pesanti fardelli da spostare. Buffon è costretto spesse volte a lanciare lungo. Giovinco è spento, Marchionni disperso, Iaquinta un cavallo con il paraocchi. Si sacrifica, suda, sbraita. Ma non è di aiuto a Trezeguet. Rossi invece mobilita sul campo undici pedine collegate tra di loro da spirito e intelligenza. Il gol di Zarate è il primo destro che fa male.

Sette minuti dopo il gong della ripresa c’è anche il sinistro di Kolarov. Troppo presto. Perché Camoranesi e Nedved sembravano aver dato un senso alla serata al posto delle due ali troppo aleatorie della prima frazione. Si corre di più e meglio in casa juventina, si raggiunge il fondo e si crossa. Ma il gol di Del Piero - una piccola perla – è vanificato dal palo di Nedved prima e dal rosso di Camoranesi poi (due gialli in sequenza per fallo e protesta reiterata). La Lazio del latinista Lotito arriverà a giocarsi un trofeo. La Juve no. Strade diverse, percorsi differenti, ci mancherebbe. Ma pur sempre di una finale di stratta.

LE PAGELLE

Kolarov 7 La cometa che lancia nel cielo dell’Olimpico sarebbe più che altro una stella filante. Lo aiutano la Provvidenza e Grygera che sposta la traiettoria. E’ il gol che butta giù dalla torre la Juve e che ricorda ancora una volta la caratteristica di questo giocatore. Tirerebbe in porta anche dal secolo scorso. Questa volta mette in mostra pure qualche dettaglio difensivo interessante se sfidato in velocità.

Zarate 7,5 Ha il coraggio di servirsi del proprio intelletto calcistico in ogni occasione. La velocità di corsa, la rapidità d’esecuzione e la pervicacia. Quando questi tre elementi non vanno fuori giri, diventa un pensiero ficcante e frizzante. L’argentino si perde in sofismi inutili nel primo quarto d’ora prendendo testate ai quattro angoli. Poi accende la luce e vede la porta avvicinarsi. Il primo destro lo scaglia a occhi chiusi da posizione defilata. Palla larga. Il secondo è a giro, con un controllo rapido e uno sguardo furbo sul lembo di palo lasciato libero. La palla gira in fondo al sacco. Immaginate quelle di Buffon…

Del Piero 7 Entra dopo Camoranesi e Nedved in una sorta di parata di naviganti esperti. Ranieri gli concede mezz’ora. Passano tre minuti e segna gabbando De Silvestri. Stop di petto e mancino nobile sotto la traversa. Ma dopo il centro la risacca non carica per la storica rimonta.

Juventus 0 Tituli.

Camoranesi 4 Due espulsioni in undici giorni. Questo rosso, figlio di due gialli rapidi come Bolt in corsia, sarebbe stato evitabile con un pizzico di serenità in più. E dire che aveva fornito l’assist a Del Piero per il gol e ricamato un prezioso cross per la testa di Nedved.

Matteo Brega


IL TABELLINO
JUVENTUS-LAZIO 1-2
Juventus
(4-4-2): Buffon 6; Grygera 5, Mellberg 5,5, Ariaudo 5,5, De Ceglie 6; Marchionni 5 (1′ st Camoranesi 4), Marchisio 5,5, Tiago 5, Giovinco 5,5 (1′ st Nedved 5,5); Trezeguet 5, Iaquinta 5,5 (16′ st Del Piero 7). All. Ranieri (A disposizione: Chimenti, Knezevic, Molinaro, Poulsen)
Lazio (4-3-1-2): Muslera 6,5; Lichtsteiner 6, Rozehnal 6, Siviglia 6, Kolarov 7; Brocchi 6 (10′ st De Silvestri 6), Ledesma 6,5, Matuzalem 6 (27′ st Dabo 6); Foggia 6 (17′ st Mauri 6); Rocchi 6, Zarate 7,5. All. Rossi (A disposizione: Carrizo, Radu, Meghni, Del Nero)
Arbitro: Rizzoli di Bologna
Marcatori: 38′ pt Zarate (L), 7′ st Kolarov (L), 19′ st Del Piero (J)
Espulso: 36′ st Camoranesi (J) per proteste
Ammoniti: Marchisio (J), Matuzalem (L)

 

22 aprile 2009

Coppa Italia: stasera Juventus-Lazio! Bianconeri senza Chiellini e Legrottaglie!

Ritorno con la Lazio: Chiellini out, febbre per Legrottaglie. Potrebbe giocare Ariaudo
TORINO
Passa stasera all’Olimpico la semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, una delle due partite – l’altra è l’eventuale finale di Roma – da non sbagliare per addentare l’unico piatto rimasto sulla tavola. A parte la necessaria rimonta, dopo il 2-1 dell’andata, il compito s’è complicato per gli infortuni, antico incubo stagionale: a una difesa già sdrucciolevole (sette gol nelle ultime tre partite) mancherà sicuramente Chiellini e, forse, Legrottaglie.

Il primo è stato bloccato da un distrazione muscolare alla parte anteriore della coscia sinistra, e salterà tre partite, mentre il secondo ieri sera aveva 39 di febbre: stamattina si farà un tentativo, poi si deciderà. Nel caso, al fianco di Mellberg, già precettato, ci sarà il giovane Lorenzo Ariaudo che proprio contro la Lazio, il 18 gennaio (in campionato), fece il suo esordio da titolare con la Juve. Dietro mancherà anche Zebina, l’unico, secondo la lista ufficiale, finito nel limbo dei non convocati senza essere infortunato: in realtà il difensore non s’è allenato negli ultimi due giorni per qualche problema all’inguine. Non poteva garantire affidabilità, insomma.

L’altro guaio, per i bianconeri, è l’infinita lista di giocatori diffidati, che salteranno la finale in caso di cartellino giallo stasera: Chiellini, Grygera, Iaquinta, Legrottaglie, Marchisio, Mellberg, Molinaro, Nedved e Zanetti. Non ci sarà proprio Amauri, lasciato a riposo dal tecnico: il brasiliano non ha ancora recuperato al meglio dall’infortunio al ginocchio patito quaranta giorni fa. In bilico pure David Trezeguet, che soffre di una sinusite e che lunedì, dopo appena dieci minuti di allenamento, ha dovuto lasciare il campo per il mal di testa.

Qualche acciacco pure a centrocampo, dove Nedved ha un ginocchio ammaccato, anche se si è allenato: al suo posto, sulla sinistra, potrebbe giocare Giovinco. Dall’altra parte dovrebbe tornare Camoranesi, mentre Marchisio-Tiago sarà la coppia centrale. In attacco, indiziati Del Piero e Iaquinta.

In ogni caso, i bianconeri dovranno portarla a casa: «Sappiamo che affronteremo una squadra molto carica – ha detto ieri Ranieri – perché la Lazio ha vinto il derby e poi a Genova, e sta attraversando un buon momento di forma. Sarà una partita difficile e combattuta, ma noi siamo pronti». Delio Rossi, vorrebbe vedere repliche dell’ultima Lazio e non si fida della vittoria nel primo round: «Questa è una gara secca, non conta l’andata – ha detto il tecnico biancoceleste – è una gara come il derby, come la trasferta di Genova e andrà giocata con quella stessa intensità. Loro saranno arrabbiati, ci terranno tantissimo, sono abituati a vincere e sono superiori a noi ma io voglio che la Lazio giochi da Lazio». Comunque, non si sente sotto esame: «Sarà una partita delicata, ma non l’ultima dell’anno. Quindi non si può dire che che salva la stagione: i bilanci si fanno alla fine, quelli parziali non contano». Ranieri non può dire lo stesso.

Delio Rossi: “Resto alla Lazio! Gli opinionisti sono in malafede!”

ROMA (21 aprile) - «Io voglio restare qui. A Roma sto bene, è una citta bellissima». Delio Rossi non usa giri di parole nell’affrontare il discorso sul suo futuro. Il desiderio del tecnico romagnolo è restare ancora sulla panchina biancoceleste: «Io credo che la Lazio abbia un futuro e questo secondo me è la strategia. Non può essere che un allenatore veda legato il suo destino a una partita singola, sennò vuol dire che il risultato fa la strategia e questo non va bene. La strategia la fa la società, non l’allenatore. Ci sono due tipi di tecnici: i gestori, come i ct, e l’allenatore di calcio. Io non sono un gestore ma un allenatore di calcio. Il problema è che in Italia spesso non c’è strategia. Si inizia il campionato con tanti bei discorsi, poi ai primi scricchiolii senti fare discorsi diversi».

Rossi dice di stare bene a Roma ma l’ambiente romano non gli piace: «Ogni ambiente è fatto alla sua maniera, l’importante è non andare dietro ai giochini che alcune persone fanno. Roma non cambierà mai Delio Rossi e viceversa ma si potrebbero trovare delle vie di mezzo. Basterebbe che tutti remassero dalla stessa parte, con gli stessi interessi. Il problema è che l’80% delle persone non sono in una buona fede. Accetto ben volentieri le critiche dei tifosi, perchè sono disinteressate, ma non quelle degli opinionisti, che sono in malafede».

Domani la Lazio si giocherà con la Juve il passaggio alla finale di Coppa Italia, un traguardo che Rossi non vuole legare al suo futuro in biancoceleste: «Non credo che si possa legare il futuro a una partita- conclude il tecnico della Lazio- Bisogna guardare l’andamento di un allenatore nel lungo periodo, altrimenti è sbagliata qualunque valutazione».

Video: Sampdoria-Inter 3-0 Semifinale di Coppa Italia

Sampdoria-Inter 3-o gol di Cassano e doppietta di Pazzini. Mourinho furioso con i suoi!

samp-inter

ROMA, 4 marzo - Le alchimie tattiche di Mourinho si erano già scontrate con la dura realtà del calcio italiano agli esordi, quando lo Special One ci mise poco a riporre nel cassetto il suo credo nel 4-3-3 per tornare al collaudato e Manciniano 4-4-2 a rombo, recuperando gioco e risultati. Eppure il tecnico portoghese non deve aver imparato la lezione, visto che stasera ci ha riprovato presentando in campo l’Inter con un inedito e spericolato 3-4-3 contro la Sampdoria di Mazzarri, cresciuto a pane e salvezze miracolose con la Reggina in A e uno dei tecnici più preparati tatticamente del nostro calcio. Morale della favola, la Samp sbriciola i nerazzurri in 45′, complice anche un Rivas imbarazzante nella sua pochezza tecnica e un Cordoba poco lucido che vengono travolti dalla tecnica di Cassano, in forma nazionale, e dalla ritrovata verve sottoporta di Pazzini, che va a nozze con gli assist e le aperture di Fantantonio.

I GOL: INTER, CHE ERRORI - In vantaggio la Samp ci va subito: al 9′ Cassano è furbo a pressare Rivas che sbaglia un facile controllo e lascia libero il numero 99 blucerchiato di affrontare Toldo, superato in uscita con un delizioso tocco sotto. Il raddoppio arriva alla mezz’ora, sugli sviluppi di un calcio d’angolo che Raggi tocca e che Pazzini, libero a centro area, gira facilmente di testa sotto la traversa della porta avversaria. Il ‘Pazzo’ approfitta poi di un altro errore clamoroso della difesa nerazzurra, stavolta di Cordoba: tiro di Padalino respinto da Toldo, il colombiano svirgola il rinvio e il 10 della Samp insacca il 3-0 tra il delirio del Ferraris.

RIPRESA, CASTELLAZZI SALVA TUTTO - Nella ripresa Maicon e Crespo restituiscono cattiveria e convinzione ai nerazzurri ma non basta: Castellazzi chiude la saracinesca della porta blucerchiata opponendosi, miracolo dopo miracolo, alle conclusioni di Crespo, Adriano e Obinna, entrato per sostituire Balotelli. Per il giovane attaccante dell’Under 21 paura per una botta allo sterno che lo ha costretto ad uscire in barella dal campo e poi al ricovero in ospedale. A San Siro dovrà essere un’altra Inter per ribaltare il risultato, stasera a Genova è finita con tutto lo stadio in piedi ad applaudire Cassano.

MOURINHO: «3 GOL RIDICOLI»«Partita cominciata con un gol ridicolo- dice il tecnico nerazzurro alla Rai- un altro lo abbiamo subito su palla inattiva e noi su quelle stiamo lavorando molto… E poi un terzo gol ridicolo. La squadra regala troppo e ovviamente poi fai fatica a recuperare il risultato. Quando ci sono tutti i giocatori di qualità in campo diventa possibile, ma quando non ci sono perchè bisogna cambiare visto che non è umanamente possibile giocare sempre con gli stessi, la squadra non ha la stessa qualità. Chissà dopo questa partita quante domande sulla formazione che mi faranno…».RIVAS? MALE MA NON È L’UNICO - «Un giocatore che non gioca tanto deve sfruttare l’occasione che ha per se stesso. Ma Rivas non è andato bene, lui lo sa, io lo so. Ma non è giusto dare a lui tutta la colpa. Siamo tutti responsabili. È un risultato questo che ci lascia in difficoltà per la finale, ma nessun risultato è impossibile nel calcio». Poi, non appena gli si chiede dei deferimenti, Mou fa una smorfia e scappa via.

 

SAMPDORIA-INTER 3-0
SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi; Campagnaro (29′ st Da Costa), Gastaldello, Raggi; Padalino, Sammarco, Palombo, Franceschini, Pieri; Pazzini (20′ st Stankevicius), Cassano (40′ st Bellucci). A disposizione: Fiorillo, Ziegler, Ferri, Dessena. All. Mazzarri
INTER (3-4-3): Toldo; Cordoba, Materazzi, Rivas (1′ st Maicon); Zanetti, Muntari, Vieira, Maxwell (15′ st Crespo); Balotelli (20′ st Obinna), Adriano, Mancini. A disposizione: Orlandoni, Stankovic, Jimenez, Cambiasso. All. Mourinho
Arbitro: Saccani di Mantova. 
Marcatori: 9′ Cassano, 30′ e 42′ Pazzini.
Note: Angoli 6-2 per l’Inter Recupero. 1′ e 5′. Ammoniti: Cordoba, Balotelli, Zanetti per gioco scorretto, Castellazzi per comportamento antiregolamentare, Materazzi per proteste. Espulso: 14′ st Gastaldello per doppia ammonizione. Spettatori: 14.185

LE PAGELLE

Rivas 4 Un voto che è da condividere con chi lo manda in campo in un contesto tecnico non adatto a lui. L’errore che dà via libera a Cassano è imperdonabile e meno appariscente, ma non meno grave, è l’omissione della marcatura di Pazzini sul raddoppio. Ferguson sta già pregando di vederlo in campo all’Old Trafford, ma difficile che Mourinho lo esaudisca.

Cassano-Pazzini 7,5 La difesa a tre nerazzurra, con la possibilità per il barese di arrivare spesso e volentieri all’uno contro uno con Rivas, è un regalo di cui non si può non approfittare a mani basse. ”Fantantonio” fa tutto quel che vuole finchè il fisico glielo consente, così come il suo compagno di reparto è implacabile a punire le incertezze avversarie. Se l’ex viola andrà avanti così, saranno due gli attaccanti blucerchiati per cui si invocherà la convocazione in Nazionale.

Mancini 5 Fa poco, e il problema è che non avrebbe potuto fare molto di più. Al di là della qualità del gioco messo in scena a Genova, i punti di forza nerazzurri sono infatti la solidità e la forza fisica. Il brasiliano, le cui qualità tecniche non si discutono, sarebbe invece a suo agio con un gioco in velocità, sviluppato con palla a terra. Un netto contrasto di stili, cui forse si poteva pensare prima di investire 13 milioni.

Castellazzi 7,5 Se i due attaccanti blucerchiati meritano giustamente ogni tipo di onore, altrettanto è giusto tributarne al portiere di Mazzarri. Nel secondo tempo, quando l’Inter in superiorità numerica preme, l’ex bresciano è semplicemente insuperabile. La parata sul colpo di testa di Crespo è qualcosa di incredibile.

Balotelli 5,5 Nel primo tempo, con i nerazzurri completamente in bambola di fronte alla Sampdoria, è l’unico a ad avere qualche minimo sprazzo. La prestazione complessiva resta comunque insufficiente, ma basta per farsi notare nel grigiore di questa Inter. Purtroppo nella ripresa si accascia al suolo e viene portato fuori in barella, qualche minuto dopo un duro impatto col palo che non sembrava aver avuto conseguenze. Ovvio l’augurio di rimettersi presto.

Lazio-Juventus 2-1 l’andata di Semifinale di Coppa Italia

rocchi-pandevROMA, 3 marzo – La Lazio ha battuto la Juventus per 2-1 grazie alle due reti di Goran Pandev (19′ st) e Tommaso Rocchi (33′ st) nel secondo tempo, frutto della grande reazione biancoceleste nella ripresa dopo l’1-0 firmato Marchionni (33′ pt) al termine dei primi 45′.

RITORNO IL 22 APRILE – Questa l’estrema sintesi della semifinale d’andata di Coppa Italia che tiene tutto aperto in vista del match di ritorno (22 aprile) e che garantisce comunque buone speranze alla formazione bianconera grazie al gol in trasferta. Gli uomini di Delio Rossi avranno in ogni caso due risultati su tre all’Olimpico di Torino.

LA PARTITA - La Lazio è sembrata scendere in campo con molta tensione, forse con un po’ troppa paura della Juventus che nel primo tempo ha messo in campo molto più grinta e volontà di vincere la partita. Rocchi & co. nei primi venti minuti hanno certcato di contenere le avanzate bianconere che prima si è vista annullare un gol di Iaquinta partito in posizione dubbia di fuorigioco (Ranieri lo ha giudicato invece regolare) e che poi ha trovato il gol con Marchionni abile a sfruttare una corta respinta di testa di Manfredini. Da segnalare sul gol la sfortunata deviazione di Kolarov che, nel tentativo di respingere la conclusione, ha reso impossibile la parata ad un’incolpevole Muslera, autore comunque di una buona prestazione. La Lazio ha accusato il colpo, ma non si è arresa. Anzi. Prima con una mezza girata di Rocchi e poi con una punizione quasi perfetta di Ledesma ha provato a trovare già nella prima frazione il pareggio, ma in entrambe le occasioni un Manniger in versione “cinque stelle extra-lusso” ha impedito la gioia del gol ai due laziali.

SECONDO TEMPO – Ad inizio ripresa nessun cambio nelle due squadre. Almeno a livello di uomini perché per quanto riguarda l’atteggiamento si è vista tutta un’altra partita: Lazio arrembante nel cercare la via del gol, Juve inspiegabilmente ripiegata su se stessa in difesa del vantaggio di 1-0. Inevitabile il risultato finale. Dopo ripetuti tentativi biancocelesti, infatti, è prima arrivato il gol di Pandev che in bella girata di sinistro, dopo il tiro respinto di Lichtsteiner, ha trafitto Manninger nell’angolino basso a destra. Inutile il tentativo di tre uomini juventini di rientrare sul macedone, rapido nella giravolta e nella conclusione. Poi, dopo quindici minuti di ulteriore pressione, è arrivato anche il raddoppio di Rocchi, abile a sfruttare lo spazio centrale lasciato dalla difesa avversaria. Da segnalare il geniale passaggio in profondità di Matuzalem (ottima prestazione per il brasiliano) che ha messo su un piatto d’argento il pallone del 2-1 al cannoniere laziale.

SI CHIUDE SUL 2-1 – Negli ultimi dieci minuti gli uomini di Rossi hanno provato a cercare invano la via del 3-1 mostrando una buona condizione fisica e anche una notevole generosità anche in fase difensiva. La Juve non ha creato più palle gol importanti (nonostante l’ingresso di Trezeguet al 35′) e alla fine si è accontentata della sconfitta con il minimo scarto. Fra più di 50 giorni si tornerà in campo all’Olimpico di Torino per il match di ritorno. E tutto, anche per la Juve, potrebbe essere diverso.

TABELLINO
Lazio (4-4-2):
Muslera; Lichtsteiner (35′ st De Silvestri), Siviglia, Cribari, Kolarov; Foggia (41′ st Brocchi sv), Ledesma, Matuzalem, C. Manfredini (9′ st Mauri); Rocchi, Pandev. A disp.: Carrizo, Rozehnal, Radu, S. Inzaghi. All.: Rossi.
Juventus (4-4-2): Manninger; Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro; Marchionni, Sissoko (15′ st Marchisio), Tiago (25′ st Poulsen), Nedved; Amauri (35′ st Trezeguet), Iaquinta. A disp.: Chimenti, Ariaudo, Salihamidzic, Giovinco. All.: Ranieri.
Arbitro: Tagliavento di Terni.
Marcatori: 34′ pt Marchionni (J), 20′ st Pandev (L), 33′ st Rocchi (L).
Note: ammoniti Matuzalem, Iaquinta, Grygera, Sissoko, Chiellini, Marchisio, Rocchi.
Recupero: 1′ pt, 3′ st.
Spettatori: 50 mila circa

La Lazio vuole conquistare la Coppa Italia

rossiROMA, 2 marzo – La Lazio vuole la Coppa Italia e per conquistarla dovrà eliminare la Juventus in semifinale. Domani sera primo atto allo stadio Olimpico, senza Zarate – squalificato – ma con Rocchi e Pandev. Delio Rossi è più carico che mai: «Sì, la Coppa Italia è uno dei nostri obiettivi, io voglio vincerla, sarei felice non tanto per me quanto per la società e per i giocatori, che se la meritano».
 
E in merito al suo futuro, il tecnico biancoceleste è stato piuttosto deciso: «Quando inizio a lavorare per un club, ci vado disposto a restarci a vita e così è anche per la Lazio. Non penso che il mio futuro si decida solo per questa partita. Se restassi, sarebbe il quinto anno e diventerei l’allenatore più longevo della storia biancoceleste: un onore, perché la Lazio non è una squadra qualsiasi. Ma è bene si sappia che il futuro di Rossi non dipende soltanto dalla società ma anche da me…».

Napoli: si riparte da un patto d’onore

marino1NAPOLI (6 febbraio) – “L’eliminazione di Torino mi ha ricordato quella di Tolosa”. Anche Pierpaolo Marino, dopo l’analogia suggerita dal Mattino, rievoca una pagina storica del Napoli maradoniano legandola a doppio filo con l’impresa sfiorata dagli azzurri con la Juventus. Quel Napoli ripartì alla grande, arrivando allo scudetto. “Su quella sconfitta immeritata costruimmo il segreto del nostro successo. Facemmo un patto d’onore nello spogliatoio. Anche stavolta si può rinascere”. Lì sbagliò Maradona il rigore, stavolta ha Lavezzi. “La stessa scena di Maradona che piangeva stretto in un angolo a Tolosa l’ho rivista nelle lacrime di Lavezzi a Torino. Ma io dico che questa delusione dobbiamo essere bravi a canalizzarla in energia positiva”.

Intanto arriva Bucci. “Un grande professionista che ha accettato con entusiasmo questa nuova avventura. Abbiamo avuto una inopinata emergenza portieri che, tra l’altro, conferma la nostra scelta, non compresa ad inizio stagione, di avere tre portieri all’altezza. In questo momento Iezzo e Gianello hanno problemi fisici e tempi di recupero non brevi. Lo stesso Navarro, grande protagonista a Torino, ha ancora qualche problemino per una leggera contrattura, evidenziato dal fatto che ha evitato i rinvii dal fondo per non rischiare”.